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Perché la prima stagione senza Rossi non può privarsi anche di Marquez

Il mondiale ha bisogno di facce nuove, ma anche di 'serial winner' e l'ultimo rimasto è 'Magic Marc'. Non è più lui il pilota da battere eppure è ancora colui che tutti, da Quartararo a Mir passando per Bagnaia, vorrebbero battere in un corpo a corpo


Perché la prima stagione senza Rossi non può privarsi anche di Marquez

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Nel bene e nel male Marc Marquez è stato il grande protagonista del mondiale MotoGP dal suo esordio vincente nel 2013: otto (nove) anni di gare con 6 titoli iridati, un terzo posto (nel famoso 2015), sino alla 7a posizione dell’anno passato dopo la stagione saltata per il grave infortunio a Jerez del 2020 con tutto quello che ne è conseguito.

In questi lunghi, eppure incredibilmente brevi anni perché ricchi di emozioni, Marquez si è strameritato l’appellativo di ‘Magic’ che appartenne ad Ayrton Senna.

In questo lasso di tempo Marc è salito sul gradino più alto del podio 59 volte, per complessivi 99 podi, con appena 10 terzi posti, a testimonianza della sua incredibile competitività.

Si è scontrato con Lorenzo, Pedrosa, Rossi, Dovizioso, Vinales, come a dire i migliori della sua generazione, mentre crescevano Quartararo e Mir, Rins, Bagnaia e Binder e poi gli ultimi della nidiata, Martin e Bastianini.

Marquez in gara sinonimo di spettacolo

La sua presenza in gara non è stato solo sinonimo di avversario da battere, ma anche di spettacolo, con sorpassi incredibili ed altrettanto incredibili salvataggi. Qualcosa di mai visto nel motomondiale.

Poi, appunto, c’è stata la caduta del 2020, arrivata dopo un Gran Premio superspettacolare nel quale era sembrato giocare con i suoi avversari.

La frattura dell’omero, le tre operazioni, l’infezione, il ritorno, poi l’incidente in allenamento con conseguente diplopia hanno interrotto una striscia di successi assolutamente fantastici. Ma è sempre così: quando si arriva a numeri da record assoluto, qualcosa si inceppa e ti blocca.

Un peccato perché il pubblico vuole avere in campo il ‘serial winner’, per idolatrarlo o esecrarlo. E ora Marc Marquez non c’è nuovamente, dopo le tre vittorie del 2021 che avevano fatto sperare nel suo pieno recupero.

Sfortuna, si dirà, ma la sfortuna di uno è sempre fortuna per altri. In questo caso i suoi avversari che ora si avvicinano a due Gran Premi in rapida successione nei quali avere Marquez in pista significava quasi correre per il secondo posto.

In Argentina infatti il fuoriclasse della Honda vinse l’anno del ritorno, nel 2014 (contro Pedrosa), poi nel 2016 e 2019 (contro Rossi per due volte), ma incappò anche in incredibili battute d’arresto come quando nel 2015, in crisi di gomme, cadde cadendo nella trappola di un fulmineo cambio di direzione toccando la gomma posteriore di Valentino. E che dire del 2018, quando stallò il motore della sua Honda sulla linea di partenza, ci si riposizionò, poi si fece largo fra gli avversari con incredibile veemenza, fino all’incidente che causò la caduta di Rossi dopo un ulteriore rimonta causata da un ride trough?

La MotoGP ha bisogno dell'ultimo 'serial winner' del decennio

Insomma, a Rio Hondo Marquez mancherà, e probabilmente, con un solo risultato all’attivo - il quinto posto del Qatar - su tre Gran Premi che potrebbero diventare quattro qualora dovesse come probabile saltare anche il successivo GP delle Americhe, mancherà anche la sua sfida nel mondiale. A meno che…

A meno che al suo ritorno in Portogallo Marc dovesse ammettere che nella sua decima stagione iridata non è più la ‘formica atomica’ del recente passato ed accettare un approccio più conservativo alle gare. Ciò che ci aveva fatto sperare il quinto posto iniziale del Qatar.

Detto questo, il primo campionato del mondo MotoGP dopo il ritiro di Valentino Rossi non può essere anche la prima stagione senza i due mattatori della serie. E’ vero che Mir e Quartararo sono dei credibili sostituti e ottimi piloti e probabilmente futuri grandi campioni, ma sarebbe più bello vederli battersi contro chi, la classe regina del motociclismo fino al 2020 l’aveva dominata.

Sarà anche interessante avere un vincitore diverso ad ogni Gran Premi, ma noi siamo dell’opinione che lo sport abbia bisogno di volti nuovi, purché questi siano capaci di buttare giù dal piedistallo il serial winner di turno. Che, per il momento, è ancora Marc Marquez.

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