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Papà Vinales con l'addio alla Yamaha ha spaccato il mercato MotoGP

Nel folle mercato estivo sono stati fatti i nomi per la sua M1 di Pedrosa, Dovizioso e Rea, ma è stato uno sparo nel buio e la realtà, oggi, è che ci sono ben quattro MotoGP libere ma pochi piloti giovani su cui puntare


Papà Vinales con l'addio alla Yamaha ha spaccato il mercato MotoGP

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Il motomondiale è fermo, l’appuntamento per gli appassionati è per l’8 Agosto, al Red Bull Ring, per il GP della Stiria al quale seguirà, sullo stesso circuito, il GP d’Austria.

Con i motori spenti è quasi inevitabile che si parli solo di mercato, specie dopo la mossa a sorpresa dell’annuncio del divorzio fra Maverick Vinales e Yamaha.

Ci deve essere stato accordo reciproco su un contratto così oneroso - stimato superiore ai 6 milioni l’anno - la cui scadenza naturale sarebbe stata la fine del prossimo anno, ma il risultato è che la casa di Iwata è ora a caccia non di uno bensì di due piloti, visto che la separazione fra il team Petronas e Valentino Rossi sembra scontata.

Qualora Lin Jarvis ricevesse l’OK dalla casa madre e dalla Petronas la mossa più corretta e scontata sarebbe quella del passaggio di Franco Morbidelli nel team factory, cosa che costringerebbe però il petroliere malese a ricostruire completamente la sua squadra, tenendo fede alla sua missione di far crescere giovani piloti di talento. Obiettivo largamente raggiunto con Fabio Quartararo e lo stesso Frankie.

C’è però un problema: sul mercato non sembrano esserci attualmente due giovani talenti che possano meritare una o due M1 ufficiali. A meno di non andare a pescare fra i ranghi di piloti già sotto contratto da KTM. Cosa che comunque sembra sia stata fatta.

Per questo motivo in anticipo rispetto al bollente agosto che vedrà tre Gran Premi (ci sarà anche quello d’Inghilterra, a Silverstone) sono affiorate voci su un possibile interesse della Yamaha nei confronti di piloti, sicuramente di peso, ma decisamente non di primo pelo. I nomi che sono stati fatti sono quelli di Dani Pedrosa, attuale collaudatore della KTM, di Andrea Dovizioso e di Johnny Rea. tre piloti che hanno, rispettivamente 36, 35 e 34 anni.

Pedrosa, Dovizioso e Rea si faranno tentare? Secondo noi no

Con tutto il rispetto di chi ha avanzato questi nomi, che sicuramente faranno parlare, ci sembra che per ognuno di essi ci siano argomenti tali da trasformare la notizia da ‘probabile’ a quantomeno semplicemente ‘possibile’. Nel senso che essendo metà del mondo da comperare e la metà da vendere, con il giusto supporto economico anche l’improbabile può verificarsi.

Il primo punto a sfavore, valido per tutti e tre, è che né Dani, né Dovi né tantomeno Johnny ci sono sembrati disposti ad accettare una posizione in un team satellite. E’ vero: Petronas potrebbe tenersi Morbido, e quindi liberare il posto nel team factory, ma nell’ottica di avere i due migliori ci sembrerebbe poco logico. Dei tre il ’sì’ più improbabile è quello di Pedrosa: età e posizione raggiunta in seno alla casa di Mattighofen ci fanno pensare che stia bene dove sta. Dovizioso al contrario potrebbe accettare una avventura sicuramente più stimolante di quella dell’Aprilia nel ruolo di collaudatore, qualora gli si offrisse la possibilità di non dover attendere, a 35 anni, di sviluppare una moto vincente. Ma sarebbe il numero 3 fra l’ arrembante Fabio ed un Franco desideroso di rivincita.

Il discorso relativo a Rea è decisamente più complesso. Johnny ha alle spalle sei titoli iridati nella Superbike e finora ha sempre rifiutato il salto in MotoGP spiegando di non voler giocare al centrocampo, ma fra le punte. Un ruolo, questo, che la Yamaha al momento non può offrigli.

In MotoGP ci sono più posti liberi che piloti

Certo, qualora centrasse il settimo sigillo in Superbike potrebbe essere stanco di non avere avversari fra le derivate di serie, ma dovrebbe decidere ora, peraltro proprio nel momento in cui è stato scalzato dalla leadership in SBK dal turco Toprak  Razgatlıoğlu. Questo senza considerare l’ingaggio richiesto, visto che comunque Yamaha dopo il divorzio da Vinales denaro da investire in piloti ne ha.
L’unico punto realmente a favore del passaggio di Rea in MotoGP potrebbe venire da una decisione della Dorna di ‘liberare’ la categoria delle derivate di serie dalla dittatura del nordirlandese. Ma quanto interessa alla società spagnola la Superbike? A questa domanda non abbiamo risposta.

Peraltro il mercato in questo momento non offre molto e se pensiamo che anche Aprilia è a caccia di un pilota, così come lo stesso neonato team VR46, ecco che il numero di sedili liberi raggiunge il numero di quattro. Con quanti candidati liberi? Decisamente pochi. Il nome di Marco Bezzecchi è già circolato per una delle due Ducati, poi è affiorato quello di Joe Roberts, senza dimenticare che la ‘fame’ di passaporti britannici dopo il ritiro di Cal Crutchlow ha messo sotto la lente Jake Dixon, visto che Sam Lowes ha un passato non esaltante in Aprilia.

Insomma il compito dei cacciatori di teste non è semplice, tenendo conto che uno dei quattro sedili finirà per essere occupato da Maverick Vinales…A meno che a liberarsi sia un’altra sella. In Suzuki? In Honda? Come dice spesso Carlo Pernat dei contratti firmati e penali non ci si può più fidare.

Le ultime voci riferiscono di un ‘contatto’ fra Vinales e la Suzuki, che libererebbe Rins. A quel punto Alex potrebbe approdare in Yamaha, che comunque avrebbe bisogno del quarto uomo. Ciò potrebbe favorire l’Aprilia che dopo aver puntato su Dovizioso ha poi virato su Vinales e sarebbe costretta a tornare a casa-base, senza però avere la certezza di successo. E a quel punto a Massimo Rivola converrebbe puntare su un giovane. Tony Arbolino? Certo, una scommessa che avrebbe senso se in casa si avesse un buon collaudatore. Non abbiamo parlato di Gerloff, attualmente in Yamaha Superbike. E’ del 1995, dunque relativamente giovane, anche se per gli standard della MotoGP attuale avrebbe dovuto fare il tentativo un bel po’ di anni prima. Se fosse inserito nell’elenco dei papabili potrebbe comunque essere tentato ma mai come in questo momento ci sono più moto buone che piloti.

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