Valentino Rossi verso Misano: per l'Highlander il giorno della ricompensa

Anche nell'anno 2000 si corse un mondiale senza padrone, che vide ben 8 vincitori diversi. Fra di loro c'era un debuttante che sognava di ritirarsi imbattuto. E' ancora in pista e pronto ad annunciare che non scenderà dal ring


Osservateli uno ad uno nella foto di Gigi Soldano. Sono i protagonisti del motomondiale del 2000. Ventuno piloti, li riconoscete tutti?

Quell’anno il campionato si corse su 16 Gran Premi ed ebbe otto vincitori diversi: Garry Mc Coy (Yamaha, 3 vittorie), Kenny Roberts jr. (Suzuki, 4), Noriyuki Abe (Yamaha, 1), Alex Criville (Honda, 1), Loris Capirossi (Honda, 1), Alex Barros (Honda, 2), Valentino Rossi (Honda, 2), Max Biaggi (Yamaha, 2).

L’anno prima il mondiale era rimasto orfano di Mick Doohan che si era fatto male, guarda caso, a Jerez ed il titolo era andato al numero 2 della squadra, Alex Criville che aveva raccolto l’eredità del grande Mick vincendo sei Gran Premi.

Solo l’anno successivo però il motomondiale si ritrovò senza padrone ed il titolo andò, meritatamente, ad una Suzuki che, rinforzata da alcuni uomini dell’ex team di Roberts senior, accompagnarono Junior al titolo iridato.

Ma non è per fare una similitudine con questa stagione, che si è aperta con quattro vincitori diversi - Quartararo, Binder, Dovizioso ed Oliveira, peraltro tre rookie su quattro - che abbiamo ritirato fuori questa vecchia immagine.

Dando per scontato che abbiate riconosciuto tutti i protagonisti della foto vi vogliamo far notare che solo uno di loro è ancora in pista. E’ lì in alto sulla destra, con improponibili capelli giallo oro: Valentino Rossi.

Era, in quel momento, un debuttante anche lui ed anche se arrivava con due titoli mondiali alle spalle, non avrebbe potuto immaginare non tanto la carriera che avrebbe fatto, ma che oggi, dopo tanto tempo, sarebbe stato ancora a nuotare nella vasca degli squali.

Fra due settimane la MotoGP torna in Italia, per la doppia di Misano, e abbiamo come una premonizione che proprio lì, davanti a soli 10.000 spettatori il Fenomeno annuncerà la sua decisione di proseguire la corsa.

In questi 20 anni più che essere stupiti per i 7 titoli, le 89 vittorie, i 199 podi e le 55 pole, ottenute su 347 partenze, siamo ammirati che sia ancora qui.

Ammirati, perché anche se vittorie e titoli lo eludono da anni, il fatto che sia capace di schierarsi ancora al via con ragazzi che in alcuni casi in quegli anni 2000 erano appena nati, gli fa onore.

Onusto di gloria, pieno di soldi - ci ha fatto sorridere il suo imbarazzo quando, la scorsa settimana, gli hanno chiesto se sapesse quanto aveva in banca - Valentino ad ogni Gran Premio mette in palio la sua leggenda affinché i giovani di oggi possano dire, “ho corso e vinto contro Valentino Rossi”.

Tanto tempo fa, in una conversazione privata ci confessò che gli sarebbe piaciuto ritirarsi imbattuto. Non gli è riuscito ma, sinceramente, pensiamo che la passione che ci mette ancora oggi sia la sua più bella medaglia.

Vederlo ancora al centro del ring, e senza che mostri alcun segno di voler abbassare le braccia, è un grande segno di sportività. Va applaudito.

 

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