LO STRAPPO Dovizioso 'Undaunted' lascia e apre al buio sul tavolo Ducati

La Rossa gli concede l'onore delle armi e attraverso il suo manager, Battistella, Andrea ha fatto sapere che non proseguirà la trattativa. Dal GP d'Austria correrà con Ducati ma per sé stesso per provare ad ottenere una uscita clamorosa


Dovizioso non continuerà con Ducati oltre il 2020. Borgo Panigale gli ha concesso l’onore delle armi, attraverso il suo manager Simone Battistella, di comunicarlo.

Non c’è stata alcuna chiarificazione se la decisione di Dovi sia stata presa di fronte ad una offerta ritenuta inidonea, ma è lecito pensare - senza ricorrere alla favola della volpe e dell’uva - che Andrea di fronte se non ad una offerta economica, ma ad una trattativa ritenuta inidonea al suo rango, abbia preferito passare la mano.

E va bene così. Questa mattina abbiamo espresso la nostra opinione sul perché non aveva senso per Ducati attendere oltre (di quali dati aveva ancora bisogno?) né da parte di Dovizioso trascinare una discussione che sicuramente era diventata penosa.

In un libero mercato il valore è dato dalla legge fra domanda ed offerta in base a ciò che si è capaci di fare, ed anche se un secondo posto per tre anni consecutivi è tantissimo, sotto un certo punto di vista, quando l’obiettivo ultimo è la vittoria potrebbe essere l’esatto contrario.

Non è una questione che il secondo è il primo dei perdenti: è un fatto filosofico. Lasciando Dovi libero di andarsene - ma sappiamo tutti che è stata una conseguenza, non una libera scelta - la Ducati ha esternato la sua verità: non abbiamo più bisogno di dimostrare che siamo capaci di vincere. Vogliamo vincere. E purtroppo per i motivi che abbiamo espresso questa mattina, la fiducia sulle possibilità di Dovizioso di vincere il titolo, a Borgo Panigale non le avevano più.

Ora con tutte le selle importanti occupate ad Andrea Dovizioso, a meno di colpi di scena dell’ultima ora, non resta che il ritiro.

A meno che.

A meno che ‘Undaunted’ - colui che non si lascia intimidire - un ‘impunito’ come diremmo a Roma, non punti a vincere egualmente il mondiale, ottenendo così una uscita di scena clamorosa. E magari un altrettanto clamoroso dietrofront da parte di Ducati.

Sarebbe un bel colpo di teatro. Auguri Dovi, anche senza Marquez in pista non sarà affatto facile.

 

Articoli che potrebbero interessarti