Toro scatenato: perché Marquez ha paradossalmente vinto anche perdendo

Per i suoi avversari il suo ritorno al più presto è l'unica possibilità che hanno di legittimare questo mondiale. A Jerez si salvano solo Fabio Quartararo, per la gara perfetta e Jack Miller per le palle e l'orgoglio. Gara intelligente per gli altri? No, non ne avevano di più


Nessun margine. Così corrono i fuoriclasse. O no, sarebbe meglio sempre tenersi in tasca qualcosa per evitare incidenti?
Non sappiamo dare questa risposta, sinceramente, avendo conosciuto piloti fantastici per entrambe le categorie di pensiero.

Giacomo Agostini ed Eddie Lawson da una parte, Kevin Schwantz, Wayne Rainey e Marc Marquez dall’altra.

Intendiamoci però bene subito: stiamo parlando di fuoriclasse, quella limitatissima categoria che anche quando ha la gara in mano non rallenta ma in trance agonistica - come ha correttamente interpretato Livio Suppo - go berserk come dicono gli anglosassoni o, come diciamo noi, diventano una furia indomabile.

Quanti Gran Premi in più avrebbe vinto il #34 dei suoi 25 complessivi se solo fosse stato più calmo e avesse evitato di farsi così male? E quanti ancora Wayne dei suoi 24 se avesse pensato più alla carriera invece di guidare sempre sopra i problemi?

Tanti in più, ne siamo sicuri per entrambi. D’altro canto abbiamo ammirato immensamente l’intelligenza agonistica di Giacomino e la fredda logica di Awesome Lawson che gli facevano chiudere il gas quando si avvicinavano pericolosamente a quel 100% che era il limite.

Ma, come abbiamo detto, stiamo parlando del Gotha del motomondiale. Perché poi ci sono quelli che si tengono sempre in tasca qualcosa, ma certamente non esplorano il 100% della moto che hanno sotto il culo.

Questi sono i ragionieri delle corse. Ce n’é di bravi eh, anzi molto bravi, e sono quelli che potrebbero o avrebbero potuto vincere più gare e titoli se solo fossero stati capaci veramente di sfruttare al limite il materiale tecnico a loro disposizione. Ma quello era il loro limite. Non è che se lo tenevano in tasca: non ne avevano.

Non ci interessa fare nomi. Fra gli appassionati sono noti. Sono quelli che la moto ha sempre avuto qualcosa che impediva loro di sfruttarla al cento per cento. Ed alcune volte è stato vero, per carità, ma nel proprio box ingegneri, tecnici e meccanici sapevano la verità.

Ma parliamo del primo Gran Premio di questa sfortunata stagione iniziata solo ora con un calendario brutto e compresso che si giustifica solo con la necessità di non far saltare per aria, economicamente, la MotoGP.

E che era evidente sarebbe stato un mondiale ad eliminazione, perché quando fai così tante gare una dopo l’altra, addirittura sullo stesso tracciato, dopo uno stop così lungo, il rischio di farsi male cresce esponenzialmente.

Così, non a caso, a Jerez non hanno corso Alex Rins e Cal Crutchlow, e poi anche Marc Marquez si è fatto male. Poteva essere evitato?

Noi siamo fatalisti, pensiamo di no. Le corse comportano sempre una certa dose di alea e di rischio, ma certo era evitabile correre così tante gare una dopo l’altra. Pensateci: dopo Jerez 2, il 16 agosto, ci sarà solo una domenica libera, il 2 agosto, poi il 9, il 16 ed il 23 si gareggerà a Brno e poi due volte al Red Bull Ring. Cinque Gran Premi in sei settimane.

Fossero cavalli probabilmente sarebbe proibito sottoporli ad un tale stress, ma sono solo piloti. Ed alla Federazione Internazionale non è mai fregato nulla dei piloti. Solo che una volta non gli fregava e non li pagava, erano i tempi in cui i ragazzi giravano in roulotte e fra di loro si autodefinivano ‘Continental Circus’. Oggi perlomeno vengono pagati, ma ciò che muove l’intero carrozzone sono i diritti TV della Dorna e lo spettacolo deve andare in scena, costi quel che costi.

Ovviamente quest’anno la situazione era tale che ciò che è avvenuto era inevitabile. Eppure pensiamo che pur comprendendo le esigenze di tutti, lo show avrebbe potuto essere organizzato meglio.

Torniamo su una nostra vecchia idea, ma mai come in questo momento un calendario così assurdo avrebbe meritato la reintroduzione della regola degli scarti, perché se è vero che un campione vince anche facendo la media dei punti ed è più bravo chi commette meno errori, è altresì innegabile che a botte di tre Gran Premi di seguito, anche farsi male ad un mignolo inficia le possibilità di successo. E su moto da 280 cv non si rischia più solo il mignolo come ai tempi di Phil Read e Barry Sheene, che rischiavano anche loro ma per altri fattori.

Così diciamo che abbiamo ammirato la strepitosa rimonta di ‘Magic Marc’, ma è esecrabile che il mondiale abbia perso così presto il suo protagonista.

Perché se lo spagnolo non tornerà presto in sella, chiunque lo vincerà avrà in bacheca un trofeo dimezzato.

A meno che, ovviamente, Marquez non rientri, dia battaglia come lui solo sa fare, ed offra agli avversari la possibilità di redimersi.

Perché vista Jerez, veramente, probabilmente con il solo Quartararo sugli scudi, e Jack Miller comunque a mostrare gli attributi, tutti gli altri dovrebbero stracciare la licenza.

 

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