I big del tennis propongono di autotassarsi per i giovani: e la MotoGP?

Novak Djokovic, Roger Federer, Rafael Nadal, hanno chiesto ai colleghi più ricchi un versamento in favore dei meno dotati finanziariamente per aiutare il movimento


In questi giorni si discute delle problematiche legate al Coronavirus, fra le quali naturalmente ci sono quelle delle risorse dei piccoli e medi team della Moto e Moto3.

Senza i Gran Premi, ovviamente, gli sponsor non pagano e se questo è un problema nell’immediato, per quanto riguarda la possibilità che queste squadre riprendano l’attività una volta che (si spera) da metà stagione in poi si possa tornare a correre, ci sono ancora più dubbi per quanto riguarda la prosecuzione nel 2021.

E’ noto, infatti, come molte squadre si affidino agli stessi piloti per chiudere i budget. E’ il fenomeno dei ‘pilota con la valigia’, esecrato quanto si vuole, ma funzionale al sistema e, secondo noi, insopprimibile.

Del resto le categorie minori, ancorché non necessarie dal punto di vista finanziario - il grosso dei ricavi, sponsor e TV, dipendono dalla MotoGP - sono indispensabili per lo spettacolo perché consentono una programmazione TV più ampia, cioè permettono di spalmare la pubblicità in un arco di tempo maggiore, permettendo alla fine maggiori ricavi.

La Dorna lo sa bene, ed anche se è naturale pensare ad un ridimensionamento degli schieramenti di partenza nel 2021, con un numero massimo di partenti ridotto dai 30 attuali a 24, perché non pensare ad un supporto diretto proprio ai piloti dai colleghi maggiormente fortunati che nella classe regina (non tutti) guadagnano cifre a 6 zeri?

Questo quantomeno è stato fatto, o stanno cercando di farlo, nel tennis. Novak Djokovic, numero uno del mondo, che è anche presidente dell’Atp Players Council, dopo essersi consultato con Rafael Nadal e Roger Federer, ha avanzato una proposta: in pratica una autotassazione dei migliori al mondo - 100 nel tennis, nel motociclismo la cifra va divisa per 10 - a favore dei colleghi meno abbienti.

Nel tennis funzionerebbe in questo modo: ai tennisti tra la posizione 50 e la 100 si chiedono 5000 dollari; 10.000 a quelli tra la 20 e la 50; 20.000 a quelli tra la 5 e la 20; 30.000 a quelli tra la 1 e la 5.
Questa cifre verrebbero raddoppiate da un versamento dell’Atp.

E’ folle pensare che Marc Marquez, Andrea Dovizioso, Maverick Vinales, Valentino Rossi si tassino in favore dei giovani chiamati a sostituirli nel futuro in testa alle classifiche?
E’ pensabile che la FIM, oltre alla Dorna che già lo fa, intervenga in favore delle categorie che giustificano la sua stessa esistenza?
Secondo noi sì. Sappiamo tutti che la maggior parte dei piloti delle categorie minori corre investendo sul suo futuro. Un aiuto dai colleghi più fortunati, un supporto dei ‘più bravi’ ai quali molti di loro si ispirano, potrebbe fare la differenza fra continuare a correre o ingrossare le file dei talenti persi dal motociclismo lungo la strada.

 

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