Coronavirus, calendario 2020: ecco perché la soluzione è fare meno GP

Dopo la dichiarazione di Hamilton, critico con la decisione della F.1 di recarsi in Australia, attendiamo quella dei nostri piloti. perché l'unica soluzione è un calendario con meno Gran Premi: nel 1983 Spencer e Roberts ci regalarono un grande duello in sole 12 gare


Per quelli che pensavano che la F.1 fosse meglio gestita ed organizzata della MotoGP “perché è più ricca, hanno più denaro e i team sono più professionali”, la risposta è arrivata ieri notte con la tardiva cancellazione del Gran Premio d’Australia.

Una botta per la credibilità della massima Formula dell’automobilismo, gestita da Libery Media che ha naturalmente accusato un bel colpo in borsa. E c’è chi dice che con Bernie Ecclestone al timone non sarebbe accaduto.

Il lato positivo della vicenda è tutto nelle dichiarazioni di Lewis Hamilton, che fin dalla conferenza stampa aveva detto che non si sarebbe dovuto correre. Giù il cappello per un pilota non appecoronato al nuovo stile del politicamente corretto che impone (imporrebbe) ad ognuno di noi di dire solo ciò che la propria categoria reputerebbe giusto.

Il monito di Carlos Reutemann: "io non faccio il pilota, io sono un pilota"

Finalmente un pilota. Perché come diceva Carlo Reutemann: “io non faccio il pilota, io sono un pilota”.

Questo per dire che ci aspettiamo una presa di posizione dei nostri. Valentino Rossi, Marc Marquez, Andrea Dovizioso e compagnia cantante. Perché non è vero che "io faccio solo il pilota e non sono io che decido". Un monito ai campioni perfettini di oggi: se così fosse sempre stato in quell'ormai lontano 1979 avreste corso a Spa-Francorchamps, e non avreste oggi degli spazi di fuga aeroportuali!

Perché il GP di Doha (8 marzo) è stato annullato, quello di Buri Ram in Thailandia,  spostato al 4 ottobre (invece del 22 marzo) e il GP degli Stati Uniti ad Austin dal 5 aprile al 15 novembre. Inoltre  il Gran Premio dell'Autódromo Termas de Río Hondo dal 19 aprile al 22 novembre.Nel contempo Aragón ha dovuto spostarsi al 27 settembre (invece del 4 ottobre) e il GP di Valencia è stato spostato dal 22 novembre all 29 novembre.

Tutto normale nei tempi del Coronavirus, ma qui stiamo parlando di Gran Premi, competizione allo stato puro, non di passeggiate veloci e questo rimescolamento di date porterà delle conseguenze per tutte le parti coinvolte.

In Argentina, a Rio Hondo, attesi 38° di temperatura

Pensiamo, per esempio, a Michelin e Dunlop, già in difficoltà per le temperature rigide che abbiamo avuto a Valencia l’anno passato, ma molto peggio potrebbe andare in Argentina dove nella nuova data sono attese temperature attorno ai 38°, peraltro su un asfalto che ricorderete estremamente aggressivo.

Tutto ciò, comunque, mentre è stata dichiarata la pandemia e la virulenza del Covid-19 non accenna a calare.

Per esempio: siamo proprio convinti che si correrà il 3 maggio a Jerez?

I dubbi sono leciti visto che anche in Spagna la situazione è drammaticamente peggiorata. Non stiamo qui a fare la conta degli ammalati, ma semplicemente riportiamo una crescente difficoltà a muoversi da una nazione all’altra con chiusura degli scali a macchia di leopardo.

Gran Premi a porte chiuse: come se i 3.000 addetti ai lavori non diffondessero il contagio

Anche la soluzione di far disputare il campionato a porte chiuse, secondo noi, non è la risposta: un Gran Premio sposta circa 3.000 persone, che durante il periodo di gara occupano alberghi e case private, e si spostano per le regioni coinvolte nell’avvenimento.

Non si tratta dunque solo di evitare i contagi fra gli stessi spettatori ammassati sulle tribune e negli spazi che tutti negli autodromi conosciamo, ma anche di diffondere ulteriormente il virus portato da ognuno di noi, potenzialmente infetto, da un paese all’altro. Un fatto, peraltro, dimostrato proprio dai meccanici McLaren positivi al GP d’Australia di F.1.

Non c’è soluzione, quindi? Al virus, al momento, no. Al calendario, probabilmente sì, se invece pensare alle 19 gare restanti si iniziasse a preoccuparsi di quello che è il minimo contrattuale fra FIM e Dorna: 13 Gran Premi.

Nel 1983 assistemmo ad un bellissimo campionato, con una lotta infuocata fra il giovane Freddie Spencer ed il grande Kenny Roberts. Si concluse nel Gran Premio di San Marino, il 4 settembre, ultima gara dell’anno.

In quel mondiale furono corsi solo 12 Gran Premi.

 

 

 

 

Calendario MotoGP 2020

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