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Jorge Viegas: "In tempo di guerra non si puliscono le armi"

Il Presidente della FIM chiede almeno 13 Gran Premi con grande flessibilità su date e circuiti, ma si parla poco del mondiale Superbike che soffre dei medesimi problemi della MotoGP. Le possibili soluzioni


Jorge Viegas: "In tempo di guerra non si puliscono le armi"

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L’obiettivo è correre almeno 13 gare per dare validità al motomondiale. Lo ha detto nei giorni scorsi Carmelo Ezpeleta e lo ha ribadito ieri il presidente della Fim, Jorge Viegas.

Tuttavia non è semplicissimo perché un GP, quello del Qatar, sia per la MotoGP che per la Superbike, è già saltato e la situazione è in rapidissima evoluzione.

Quello che al momento è imprevedibile è la reazione degli altri paesi: al di là della possibilità di correre a porte chiuse, alcuni stanno chiudendo le frontiere agli italiani. Ma è possibile che fra breve, quando anche gli altri Stati Europei avranno iniziato a fare seriamente i controlli, la situazione peggiori fino ad arrivare ad una chiusura totale che porterebbe rapidamente alla dichiarazione di pandemia delle autorità preposte.

“Ora che il coronavirus ha messo piede in così tanti Paesi, la minaccia di una pandemia è diventata molto reale. Ma sarebbe la prima pandemia nella storia a essere controllabile" ha detto il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus. In questo modo ha descritto così la situazione globale legata alla Covid-19, mentre il numero di persone contagiate nel mondo ha superato le 108mila e quello dei decessi le 3.800.

Arrendersi sarebbe sbagliato: a rischio ingenti investimenti e posti di lavoro

E’ ovvio ed evidente che di fronte a questo dramma lo sport passa in secondo piano, ma non le conseguenze economiche che deriverebbero da una alzata di mani generale. Arrendersi significa infatti bruciare milioni e milioni di euro di investimenti, ma anche posti di lavoro. Una eventualità dalla quale, poi, passato questo brutto momento, sarebbe molto più difficile riprendersi.

Fanno dunque bene Dorna e FIM a tentare il tentabile per salvare il salvabile. Certo non ad ogni prezzo. Quindi potrebbe essere necessario sacrificare qualche appuntamento per non provare l’impossibile: tentare di realizzare comunque un mondiale su 20 prove contro il tempo e la situazione.

Jorge Viegas: ‘in tempo di guerra non si puliscono le armi’.

Viegas, forse meno rigido di Ezpeleta, è sembrato disponibile ad ogni soluzione. Da quella di far tornare il mondiale ad Estoril, o di spostare un appuntamento a Portimao abbiamo già parlato. Ma l’ex pilota si è spostato più in là.

“Potremmo prolungare un fine settimana e correre due gare. Un detto che non so se conoscete, recita ‘in tempo di guerra non si puliscono le armi’. Questo vuol dire che dobbiamo essere flessibili e se ci sarà bisogno di fare due Gran Premi sulla stessa pista, perché non farli? Potremmo correre senza pubblico”.

MotoGP e Superbike assieme? lo spazio nel paddock non è illimitato

Come ha suggerito anche il nostro Carlo Pernat si potrebbe anche pensare ad un tentativo di accorpamento dei due campionati, includendo una prova della Superbike, visto che è saltato anche l’appuntamento delle derivate di serie in Qatar.

Il problema è che i circuiti, ed il loro paddock, hanno una capienza limitata, ma potrebbe essere aumentata facendo a meno delle Hospitality, o riducendo il loro numero arrivando anche a bloccare l’ingresso dei grossi Motor home dei Top Rider. In fondo dormire in albergo non ci sembra una grande male.

L’impressione, però, è che si voglia tenere i due campionati separati, anche per via del fatto che forse la Dorna non gradisce contatti ravvicinati fra le due realtà, ma i problemi di sovraffollamento indubbiamente ci sono. Ed è proprio ciò che in questo momento si vuole evitare.

In ogni caso, come ha suggerito l’esperto Carlo Pernat, i problemi vanno affrontati subito e le decisioni prese ora.

Il tempo sprecato è perso e ragionare su un campionato che potrebbe finire a dicembre o oltre, è sinceramente utopico.

 

 

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