Il tramonto di Valentino Rossi: ride bene chi ride ultimo

Ma veramente siete convinti che Vale abbia mandato giù il rospo? Un tramonto triste in un team satellite? C'è qualcosa di non detto in questa storia che non convince


Sull' 'allontanamento' di Valentino Rossi dal team Yamaha ufficiale ci siamo passati sopra tutti, dando per scontata una cosa che, forse, proprio scontata non è: la quieta accettazione di questa decisione da parte del 9 volte iridato.

Il fatto che Valentino abbia mostrato buon viso a cattivo gioco non deve ingannare. Per il poco che lo conosciamo quella di Lin Jarvis - ma ovviamente dietro di lui si nasconde il board Yamaha - è stata una decisione che non deve essergli andata giù. Un rospo difficile da ingoiare.

Che poi nel comunicato stampa della casa di Iwata si sprecano millemila parole per dire l'ovvio: Rossi può fare ciò che vuole. Una Yamaha per lui ci sarà sempre. Il che è dannatamente scontato ma non significa nulla.

Di come si sia arrivati a questa soluzione, nessun dettaglio. Quello che si deduce è che Valentino aveva chiesto loro di aspettare le prime gare, presumibilmente sino al GP del Mugello. Palcoscenico ideale per qualsiasi decisione. Fosse il ritiro o la prosecuzione dell'avventura in MotoGP, una sola parola di Rossi, sarebbe bastata per oscurare mediaticamente qualsiasi altro evento.

La Yamaha ha voluto evitare di rimanere ostaggio del suo pilota più famoso

Ed è forse ciò che la Yamaha ha voluto a tutti i costi evitare. Evitare cioè che da adesso al 31 maggio non si parlasse che di questo.

Una pressione sulla Casa, ma anche sugli altri piloti ritenuta probabilmente inaccettabile.

Così invece i giochi sono fatti. Valentino è fuori e la patata bollente passa al team Petronas che però, nelle intenzioni del petroliere malese ed anche in quelle della Yamaha, avrebbe dovuto essere - come è oggi in realtà - il team 'verde'. Quello dedicato ai giovani.

Come possa a Petronas piacere la nuova destinazione è difficile dirlo, anche se la visibilità di Rossi, naturalmente, è un ottimo viatico per qualsiasi accordo.

Senza contare che anche in questo caso la permanenza del nostro lì sarebbe comunque destinata a durare poco. Quanto? Un anno, probabilmente, perché ci riesce difficile immaginare il pesarese continuare oltre i 43 anni in una MotoGP sempre più competitiva.

Questo naturalmente sempre se Vale dovesse quest'anno fare un'altra stagione sottotono. Perché qualora quest'anno arrivasse davanti a Maverick Vinales vogliamo vedere con quale politica la Yamaha affronterebbe la situazione.

Cosa significa: “per Rossi una Yamaha ci sarà sempre''

Il punto, poi, è un altro e finora non se ne è parlato. Cosa significa “per Rossi una Yamaha ci sarà sempre?” Che riceverà gli aggiornamenti e prenderà parte allo sviluppo assieme al team ufficiale? Non pensiamo proprio.

Da sempre i team satellite sono meno seguiti e lo sviluppo è diretto dal team factory.

Potrà mai Valentino Rossi, con la sua forte personalità, accettare tutto questo, anche se fosse per il 'bene' del fratello Luca Marini, suo eventuale compagno di squadra?

La cosa ci lascia molto dubbiosi in proposito. E le parole di Stefania Palma, mamma Stefy, "ha fatto bene a prendersi il suo tempo, sono fiera di lui", sanno tanto di una decisione subita, non accettata.

E dunque? La frase della Yamaha diretta al fenomeno ci sembra, piuttosto, un 'Valentino, se vuoi giocare, una moto per te ci sarà sempre'. Non troppo diverse, insomma, di quelle dell'Aprilia rivolte recentemente al quasi cinquantenne Max Biaggi dopo il test di Sepang.

Naturalmente la Yamaha non avrebbe potuto agire diversamente, al meno di abdicare alla sua capacità decisionale.

Dopo quel fatidico 2015 Valentino Rossi ha vinto solo 3 Gran premi, l'ultimo ad Assen nel 2017, 47 Gran Premi fa

L'ultimo successo, se così vogliamo chiamarlo, del nostro, risale del resto al 2015, l'anno del titolo perso contro Jorge Lorenzo. O contro Marquez? Non si è ancora capito...

Da allora Vale è stato ancora vicecampione del mondo nel 2016, poi 5° nel 2017, 3° nel 2018 e 7° l'anno scorso.

Dopo quel fatidico 2015 Valentino Rossi ha vinto solo 3 Gran premi, l'ultimo ad Assen nel 2017, 47 Gran Premi fa. E da allora, complessivamente, Sua Velocità è salito sul podio 23 volte. 10 nel 2016, 6 nel 2017, 5 nel 2018 e solo 2 l'anno passato.

Ci vengono in mente tante possibili soluzioni per uscire da questa situazione in cui Valentino si trova...ma nessuna ci sembra realmente percorribile.

Sbaglia però chi crede che Vale non abbia altra soluzione che quella, ovvia, di andare a scaldare una sella nel team Yamaha Petronas, dovendo peraltro, se volesse far correre il fratello Luca Marini, fare le scarpe a Franco Morbidelli.

Non aveva diritto alla dignità di essere lui a comunicare il passo di lato?

C'è qualcosa di non detto, in questa storia, che non ci convince. E naturalmente la prima cosa è che Vale abbia mandato giù il rospo per intero.
A meno che, ovviamente, non abbia già deciso il ritiro.

 

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