Max Biaggi, segnali dal futuro

Il 6 volte iridato si è divertito 'abbestia' a Sepang in sella alla RSV-4 X e da una settimana lancia messaggi sulla sua 'ritrovata' velocità ma, per il momento, esclude di tornare in pista a Sepang


L'incipit sulla sua pagina Facebook è di quelli che fanno pensare:

Ciao a tutti,
Oggi riflettevo sul fatto che a distanza di anni quando salgo in moto (come pochi gg fa in Malesia) mi diverto come un matto!
E purtroppo è una condanna la mia ... sono ancora maledettamente veloce
Occhi puntati verso il futuro ...
Stay tuned
Max

Cosa deve pensare un povero tifoso del Corsaro dopo che, nell'ultima settimana, Biaggi ci ha tempestati di tweet in cui ci ha ricordato che ancora va forte in motocicletta?

L'occasione gliela ha data , durante il quale, un test a Sepang, in Malesia, ottemperando ai suoi impegni di testimonial Aprilia ha girato a lungo alla guida della nuova RSV-4 X, una versione limitata della moto con cui il nostro ha vinto due mondiali in Superbike.

Tutti diamo per scontato, in realtà, che Max vada ancora forte in moto, ma questa volta il pilota romano ha lasciato intendere di essere andato un po' più che 'forte', tenendo conto che era alla guida comunque di una moto di produzione, stock, anche di elevate prestazioni.

In realtà è un po' che Massimiliano ha ripreso a girare in circuito e se l'anno scorso, durante le celebrazioni Aprilia per l' 'All Stars', al Mugello, degli ex in pista è sembrato quello meno convinto ad aprire completamente il gas, negli ultimi tempi evidentemente si è tolto un po' di ruggine di dosso.

L'amore per la velocità, del resto, è una brutta bestia. Un vizio che non sparisce mai completamente, ed infatti è riapparso nonostante dopo il brutto incidente del 9 giugno 2017, quando cadde durante un allenamento al circuito "Il Sagittario" di Latina, Max disse con convinzione che non sarebbe più salito su una moto da corsa.

Max, in rianimazione, scrisse sullo schermo del cellulare: "questa volta ho ho avuto paura di morire".

Fummo meravigliati, ma non sorpresi. Con fratture plurime alle costole da entrambi i lati del torace, impossibilitato a parlare per via della maschera ad l'ossigeno che lo aiutava a respirare, in camera di rianimazione, si fece passare il telefonino dal nipote e mi scrisse sullo schermo: "questa volta ho ho avuto paura di morire".

Prima o poi capita a coloro che con immaginifica descrizione, uno dei miei maestri, Ezio Pirazzini, descriveva come i 'cavalieri del rischio'.
Si corre finché il pensiero dell'immortalità è forte e intatto, ma arriva un momento in cui questo fragile vaso di cristallo si infrange. E la paura irrompe.

Jorge Lorenzo si è ritirato dopo aver ammesso di aver avuto paura

E' normale, è umano. Capita a tutti. E' successo recentemente a Jorge Lorenzo, che di Biaggi è grande amico. E anche se non ne parla mai apertamente, anche il grandissimo Giacomo Agostini, ammette di aver deciso il ritiro quando si rese conto che per vincere avrebbe dovuto rischiare oltre il lecito.

Perché, se il talento non svanisce e 'the need for speed' scorre ancora nelle vene?

La risposta è semplice: l'età. A 30 anni non si è più come a 20 e a 40 qualcosa manca rispetto ai 30. Intendiamoci: è ancora possibile cogliere grandi prestazioni e, forse risultati, ma episodicamente e non più con la frequenza alla quale si era abituati.

Nei giorni scorsi, su Facebook, Claudio Terruzzi, uno dei grandi protagonisti della vecchia Parigi-Dakar, pilota ufficiale Honda e Cagiva, ci informava che per la prima volta aveva preso la paga, in moto, dal figlio adolescente. Ne parlava, ovviamente, da padre, con un misto fra lo sgomento e l'orgoglio. Ed in fondo ne era contento.

Quale piacere più grande, infatti, ci può essere che passare le proprie passioni ed esperienze ad un figlio, o anche ad un allievo?

Il tempo però non fa sconti a nessuno, come si sta rendendo ultimamente conto lo stesso Valentino Rossi che il 16 febbraio prossimo compirà 41 anni.

E Rossi, come Biaggi, hanno da tempo iniziato forse proprio per questo ad allevare giovani talenti. Rivedersi in loro è una soddisfazione non da poco.

E' vero, al nostro piace stupire: nel 2015, dopo due anni e mezzo di lontananza dalle corse, tornò in sella all' Aprilia RSV4 RF e sempre nella medesima stagione tornò a competere nel campionato mondiale Superbike partecipando come wild card dapprima alla gara di Misano e poi a quella di Sepang, riuscendo addirittura a salire sul podio.

Max, che Il 7 novembre 2012, con una conferenza stampa all'autodromo di Vallelunga, si ritirò ufficialmente dalle competizioni, il 26 giugno prossimo compirà 49 anni.

Ed esclude di tornare in pista a Sepang come collaudatore.

Quando nella vita va tutto bene, il massimo risultato che puoi aspettarti, è di invecchiare.

"Se qualcuno vi aggiungerà qualcosa, Dio aggiungerà ai suoi mali i flagelli descritti in questo libro; se qualcuno toglie qualcosa dalle parole del libro di questa profezia, Dio gli toglierà la sua parte dell'albero della vita e della santa città che sono descritti in questo libro" (Apocalisse, Giovanni. 22,18-19).

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