Quartararo come Leclerc: firmare subito con Yamaha o attendere Ducati?

Il monegasco ha rifirmato con Ferrari sino al 2024. Al francese conviene invece attendere i primi mesi del 2020 per decidere cosa fare dopo il 2020


 Se ne parlava da un po' ed infine è arrivata la conferma: Charles Leclerc ha firmato un'estensione di contratto con la Ferrari e rimarrà alla guida della Rossa in Formula 1 fino al 2024.
Lo ha confermato la Ferrari stessa con un tweet.

Cinque anni sono un diavolo di riconferma per un ragazzo di 23 anni ed anche se il pilota monegasco è una sicura promessa c'è da dire che ci vuole un certo coraggio - da entrambe le parti - per firmare un accordo così lungo.

Perché ne parliamo? Non certo per dare la notizia di questo rinnovo anticipato, visto che l' accordo sarebbe scaduto nel 2021, ma solo per fare qualche considerazione relativa al mondo delle due ruote.

Innanzitutto una premessa: Leclerc è arrivato in Ferrari nel 2019 e al suo primo anno con la Rossa ha collezionato due vittorie, sette pole position e 10 podi.

Un bottino interessante, ed in un certo senso paragonabile a quello di Fabio Quartararo che quest'anno ha collezionato due secondi, 7 podi e 6 pole. Certo, non ha ancora vinto un Gran Premio, è vero, ma con la Yamaha del team satellite Petronas è arrivato 5° assoluto nel mondiale ad appena 19 punti da Maverick Vinales, primo pilota ufficiale della casa di Iwata. E questo con ben cinque zero in classifica, uno in più di Maverick.

Farebbe bene Fabio a firmare una estensione di questo tipo del suo attuale contratto che lo lega a Petronas, qualora la Yamaha lo volesse, nel team ufficiale?

La risposta, per quanto ci riguarda, è no. A meno che l'unico interesse fosse quello di assicurarsi un contratto multimilionario. Per un pilota il vero investimento, infatti, sono i risultati e la possibilità di disporre di un mezzo competitivo.

Ora se la Ferrari è felice di essersi assicurato una giovane promessa, c'è da dire che negli ultimi anni non è stata propriamente la migliore macchina del campionato. Medesimo discorso si potrebbe fare per quanto riguarda la Yamaha il cui ultimo titolo risale al 2015.

C'è poi un'altra considerazione da fare: fra firme anticipate e contratti a lunghissima scadenza il rischio è quello di paralizzare il mercato. E cosa potrebbe accadere ad un pilota giovane se, dopo un periodo così lungo, mettiamo senza grossi risultati se non qualche vittoria, decidesse di rimettersi in gioco?

Un esempio sulle scelte sbagliate ce lo abbiamo davanti agli occhi: Johann Zarco. Da satellite Yamaha ad ufficiale KTM, per ritrovarsi di nuovo in un team di seconda fascia per risalire la china.

L'accordo firmato da Charles Leclerc ci offre un ulteriore spunto per un'ultima considerazione che è questa: quando Phillip Morris vuole un pilota, quasi sempre riesce a prenderselo. E se per Ferrari attualmente l'unica scelta era il monegasco con Lewis Hamilton nella situazione che attualmente ha Marc Marquez con Honda, non crediamo che la situazione sia replicabile in MotoGP, dove un'intera generazione di giovani piloti preme alle porte dei team ufficiali. E la scuderia con le carte (economiche) in mano, guarda caso con. il medesimo colore della Ferrari, è la Ducati.

Nel giro di...un nulla, saremo costretti a fare a meno di Valentino Rossi, Cal Crutchlow e, forse, dello stesso Andrea Dovizioso qualora non dovesse rinnovare con Ducati alla fine del 2020.

Come è scritto nell'Ecclesiale, "una generazione va, una generazione viene...".
E si potrebbe aggiungere: portando con sé tante opportunità. Inclusa quella di un top team chiamato, fra brevissimo, a rimpastare completamente la sua squadra.

 

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