A.A.A. Pilota referenziato, offresi in prova: rivolgersi Zarco Johann

Il debutto sulla Honda del francese è andato come ci si aspettava. Nessun confronto con Lorenzo, il cui futuro è imperscrutabile, ma c'è chi dice che per l'assunzione sia solo questione di tempo


L'arrivo di Johann Zarco alla guida di una Honda, in Australia, ha riacceso un po' di interesse in un campionato finito, che si interroga praticamente giornalmente sulle incomprensibili prestazioni di Jorge Lorenzo.

Se il maiorchino è imperscrutabile e l'unica certezza è che non voglia rischiare su una moto che non gli da confidenza, Zarco dal canto suo è arrivato a Phillip Island senza altri obiettivi che fare del suo meglio.

Un atteggiamento comprensibile perché non si monta su una moto, con zero chilometri sulle spalle, su una pista veloce e difficile come quella australiana, per di più in una sessione bagnata con l'intento di spaccare il mondo.

Nessun paragone fra Lorenzo e Zarco: non sarebbe corretto

D'altro canto sarebbe anche sbagliato fare comparazioni immediate sulle prestazioni di Johann paragonate a quelle di Jorge, perché siamo convinti che ogni addetto ai lavori dentro di sé fosse convinto che il francese sarebbe riuscito a non sfigurare, o a fare meglio, nel confronto.

Un confronto, peraltro, inutile ed ingiusto perché Lorenzo non sta guidando la RC213-V, ma semplicemente la sta facendo girare in pista. Ed a conferma di ciò basta rivedere la collisione fra lui e Marquez nei giri conclusivi della FP2 per rendersene conto.

L'impressione, dall'esterno, è stata quella di un amatore capitato in un turno di track day di quelli veloci. Non è il Jorge Lorenzo che conosciamo il secondo pilota della Honda. Nemmeno nel primo anno con la Ducati, infatti, a questo punto del campionato porfuera si trovava così indietro nell'adattamento con la moto: sia in FP2 che nella combinata, infatti, Jorge alla guida della Desmosedici fece segnare l'11° tempo a meno di sei decimi dalla migliore prestazione.

Johann guida una RC213-V 2018, Jorge la 2019 col motore più potente voluto da Marquez

Ma torniamo a Johann, ricordando, per onor di cronaca, che sta guidando sì una Honda Rc213-V, ma nella versione 2018, spinta da un motore meno potente ma decisamente più trattabile di quella portata al mondiale da un fuori quota come Marquez che una settimana fa a Motegi ha affermato: "non mi interessa che la moto si facile, purché sia veloce".

Una moto, peraltro, che era stata in un certo senso promossa dallo stesso Lorenzo in occasione del suo primo test, a Valencia, nel novembre 2018.

Un turno bagnato, uno asciutto e 20 minuti di test supplementari promuovono Zarco

L'apprendistato di Johann Zarco con la Honda del team LCR è avvenuto sul bagnato, situazione nella quale normalmente il due volte campione della Moto2 si trova a suo agio, ed infatti ha realizzato il 13° tempo, presumibilmente senza rischiare nulla, a poco più di due secondi dalla vetta della classifica, ma appena ad 1"6 da Marc Marquez, girando di poco più forte di Crutchlow.

Nel secondo turno, asciutto, apparentemente, ha perso qualcosa finendo 15°, ma a circa 1"1 da Marquez, 6°, di poco più lento di Crutchlow, 3° tempo.

Negli ultimi venti minuti del test dedicato alle nuove gomme Michelin, poi, il nostro è risalito di una posizione, fino al 14° tempo, ad 1"382 da Marquez, ma a soli 8 decimi da Cal.

Come potete notare non facciamo riferimenti con Jorge, perché non porterebbero a nulla. Ci interessa di più notare che il francese, secondo noi, se l'è cavata piuttosto bene. Non ha commesso errori. Ha portato ai box la moto intera ed ha confermato che la posizione 'a secco' fatta sulla moto ha bisogno di essere perfezionata.

HRC vuole migliorare la Honda con un pilota meno ingombrante di Lorenzo

Esattamente ciò che, crediamo, ma in fondo ne siamo convinti, la Honda si aspettasse. Perché non c'è alcun dubbio, conoscendo un po' gli uomini dell'HRC che, pur volendo seguire senza alcun dubbio la strada di Marquez che con questa moto stravince, riuscendo a tenerla sulle gomme anche in situazioni impossibili, come quella di oggi che lo ha visto raggiungere i 70° di inclinazione, vogliano comunque renderla più facile.

E per riuscirci le indicazioni di Zarco saranno utilissime perché Johann, come Lorenzo, ha una guida pulita che si basa sulla velocità in curva e viene anche lui dalla Yamaha.

Aspettiamo domenica, prima di dare un giudizio definitivo, ma con tutti i punti interrogativi del caso, vista la situazione contrattuale di Lorenzo, saremmo sorpresi se dopo questi tre Gran Premi la Honda si lasciasse sfuggire Johann.

Le voci del paddock, purtroppo, in questo momento non aiutano: sembra che abbia una offerta per tornare in Moto2 con Ajo, ma cosa ci va a fare Zarco nuovamente in Moto2? D'altro canto c'è chi dice che per rifiutare l'offerta di collaudatore da parte della Yamaha Johann deve aver avuto perlomeno alcune rassicurazioni da parte della HRC.

Lui dice di no, ma vai a capire. Quel che è certo è che le traiettorie di Zarco e Lorenzo si incrociano. Ma dalla posizione in cui siamo è difficile valutare chi riuscirà a far meglio la curva ed uscire in testa.

 

Articoli che potrebbero interessarti