Aldridge, copriti, tira una brutta aria

Il povero Danny vittima della pochezza della FIM che non si decide a ricoprire il suo ruolo. Quando 4 Case su 6 puntano il dito, non ci si può più nascondere


La protesta di Losail non è stata un fatto normale per il motociclismo. A nostra memoria non era mai accaduto infatti che quattro case si coalizzassero chiedendo che una determinata innovazione di una casa fosse ritirata.

Se Honda, Suzuki, Aprilia e KTM, parlandosi, si erano accordate su una determinata linea - e parliamo del 66% della MSMA, l'associazione dei costruttori - doveva saltare agli occhi della FIM, se non a quelli della Dorna che guarda giustamente più al soldo che allo sport, che qualcosa di grosso era accaduto.

Che cioè c'era, c'è, una linea comune di quattro grandi costruttori su frenare l'escalation alla ricerca aerodinamica.

Non una intuizione alla Colin Chapman, non stiamo parlando delle wing car che a cavallo fra gli anni '70 e '80 rivoluzionarono la F.1. Pur riconoscendo a Gigi Dall'Igna una insolita abilità nello scavare fra le pieghe del regolamento, il 'cucchiaio' non rivoluziona un bel niente. Introduce, probabilmente, un miglioramento. Come la 'chiavetta' che blocca la sospensione posteriore della Desmosedici ed è utilizzato come aiuto al launch control. Ma insomma, non è la rivoluzione copernicana!

Il fatto è che il regolamento è mal scritto e - iattura ancora più grande - mal interpretato, come ha dimostrato la recente pantomima di cui è stato protagonista Danny Aldridge, perché quando si parla di 'aerodinamica' lato senso riferendosi solo alla deportanza - downforce in inglese - si utilizza un assunto sbagliato in partenza.

L'aerodinamica, infatti, è tutto ciò che ha a che fare con l'aria. Lo dice la parola stessa: aero dinamica. Ogni effetto riconducibile a qualcosa che fa fare all'aria ciò che essa non farebbe da sola.
Anche raffreddare una gomma. Oppure migliorare il raffreddamento di un motore convogliando un volume maggiore di aria ai radiatori. Uno degli studi più importanti in F.1 assieme a quello della 'respirazione' del motore.

Aerodinamica non è solo Cx o Cz!

La Moto Guzzi con la carenatura a 'campana'

Agli esordi parlando di aerodinamica si intendevano le carenature a campana della Moto Guzzi che a cavallo degli anni '50 furono poi proibite.

Oggi, e fino a poco tempo fa, le norme relative all'aerodinamica erano due fogli nel regolamento nei quali si definivano le percentuali di copertura partendo da una vista laterale della motocicletta. E la parte più tecnica era la percentuale di copertura della ruota anteriore!

E ve la ricordate la carena più avveniristica dei primi anni '80, la Kawasaki 500 di Kork Ballington? Allora la soluzione era cercare il più possibile. Quanto permesso dal regolamento.
Inizialmente la Kawa aveva un terzo della circonferenza della ruota anteriore carenata, poi anche il grosso parafango fu sfinestrato...evidentemente c'erano altri problemi.

Oggi, naturalmente, la situazione è molto diversa, ma se le Case hanno deciso che investire più di tanto in aerodinamica non serve, bisogna mettere un punto con regole più precise. E per favore, eliminiamo la parola downforce, che è assolutamente limitativa rispetto a ciò che si può fare con l'aerodinamica.

Il problema, se ce lo permettete, è l'assoluta mancanza di cultura motoristica degli attuali padroni del vapore. O lo fanno apposta per andare su internet e sulle pagine dei giornali?

A pensar male si fa peccato, ma molte volte ci si prende.

 

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