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Gran Premio d'Olanda, i 4 motivi di una lotta al coltello

Lorenzo ha acceso la miccia, ma le Michelin non consentivano di rischiare. Le diverse caratteristiche delle moto e dei piloti hanno fatto il resto

Gran Premio d'Olanda, i 4 motivi di una lotta al coltello


Ci sono stati più di 100 sorpassi durante il Gran Premio d'Olanda, domenica scorsa. Alla regia della Dorna si sono presi la briga di contarli, ma a cento gliela hanno data su! Anche perché persino nelle retrovie non si sono risparmiati.

Valentino Rossi ha parlato di una gara testosteronica a ragione, perché alcune delle tante manovre aggressive sono state 'tanto per', con poco o alcun significa strategico, se non quello di ribadire all'avversario 'tu non sai chi stai provando a superare'.

Una per tutte? Sicuramente la staccata fra Rossi e Dovizioso, sul finale della gara. Se fossero entrambi stati calmi ora staremmo a parlare di una coppia di italiani sul podio al fianco di Marc Marquez, ed invece...

Nella categoria 'non farlo più' rientra, invece, il controsorpasso effettuato da Magic Marc nei confronti di Alex Rins. Lì, addirittura, c'è stata anche la replica della toccatina precedente fra i due che equivale ad un "ti prego, ricorda con chi hai a che fare".

Si sono sempre pesati i piloti della classe regina, anche ai tempi della 500, quando in pista c'erano poche telecamere a riprendere le acrobazie, era usuale marcare il territorio lasciando un baffo di vernice sulla carenatura dell'avversario.

Lo fecero Eddie Lawson e Kevin Schwantz, a Brno, addirittura in prova, misurandosi l'un l'altro. E deve essere stato un confronto maschio se il grande californiano, poi, rientrò con la sua Yamaha addirittura nel box Suzuki dell'avversario per ricordargli. A brutto muso, casco ancora in testa, che non era così che si faceva fra connazionali. Poi, però, alla sera ne discussero ridendo con una birra in mano...altri tempi.

LA MICCIA – Quel che ha dato fuoco alle polveri è stata senza dubbio la partenza di Jorge Lorenzo che dalla decima posizione – la quarta fila! - ha affiancato Marquez fin dalle prime curve. Uno schiaffo per quanti, quasi tutti, ritengono la posizione in partenza indispensabile per una buona gara.

Insomma, se nel futuro ci ritrovassimo a scommettere sui classico strip da 400 metri metteremmo senza subbio i nostri soldi su Porfuera! E sulla Ducati ovviamente.

LE GOMME – Ma cosa ha deciso, testosterone a parte, il mucchio selvaggio di Assen?

La scelta dei pneumatici, sicuramente. Da quest'anno infatti la Michelin riesce ad offrire ai piloti la classica scelta fra mescola dura, media e morbida, ma tutte e tre in grado di finire la gara. Questo comporta che ogni singolo pilota opera la scelta più che sulla prestazione – più rapida ad entrare in temperatura la soft, naturalmente più lenta sotto questo putno di vista la hard – sul proprio stile di guida. Prendiamo le tre Yamaha di Vinales, Rossi e Zarco. I due ufficiali sono partiti con la morbida posteriore, il francese con la dura. Il motivo? Solo il fatto che Johann predilige una moto più 'ferma' sul posteriore.

LE MOTO – E poi naturalmente, ci sono le differenze fra una moto e l'altra, che condiziona la velocità nei vari punti della pista. La Yamaha, per esempio, è molto stabile ed agile nei cambi di direzione. La Ducati stabilissima in frenata e dotata della migliore accelerazione del lotto, ma risulta molto pesante ed impegnativa fisicamente da portare. La Honda, fra tutte, è sicuramente la meno stabile, si difende in frenata, ma la sua caratteristica migliore è quella di riuscire quasi in modo magico a chiudere le traiettorie in curva preossoché sempre.

Mischiate queste varie singolarità in una pista veloce ma guidata come quella di Assen ed avrete lo spettacolo di domenica scorsa perché, ovviamente, ogni pilota ha provato a far prevalere i suoi punti di forza nelle sezioni di tracciato maggiormente idonee.

I PILOTI – Una analisi emozionale, come il Gran Premio d'Olanda merita, ci porta a fare delle considerazioni sui piloti e a dire che, oggi, Marc Marquez è un gradino superiore ai suoi avversari. Il suo unico punto debole, infatti, è la tendenza ad esagerare. Quando riesce a frenare il suo istinto di combattente, come ha fatto ad Assen, è imbattibile. Ed infatti ha aspettato la fine del Gran Premio per attaccare. Il suoi avversari di elezioni sono Valentino, 39 anni di Mito e Andrea Dovizioso, sempre molto lucido. Ma il GP ci ha confermato che nel 2019 il suo compagno di squadra, Jorge Lorenzo, sarà un osso duro da rodere.

 

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