Dovizioso-Ducati, questo matrimonio s'ha da fare

Il suo manager, Battistella, come nell'immagine scherzosa, parla con tutti. Ma il forlivese tratta su un ingaggio nominale più alto con premi ridotti


Vinales ha firmato da tempo con Yamaha. Marquez lo ha seguito poco dopo con Honda e quindi è stata la volta della conferma di Valentino Rossi per altre due stagioni con la casa di Iwata dopo la scadenza del suo contratto a fine 2018.

Molti dei giochi apparentemente sono stati fatti…ma forse ancora no perché dalla lista dei Top Rider mancano ancora i nomi di Andrea Dovizioso, Jorge Lorenzo e, perché no, Johann Zarco.
Sono questi tre i più chiacchierati del mercato piloti in questo momento.

Dovi perché ha confermato che in sella alla Ducati è un vincente; Lorenzo perché non si può dimenticare ciò che ha fatto in MotoGP, e dunque fa gola a molte Case; Zarco perché è indubbio che il francese merita una moto ufficiale.

Tre piloti diversi, con davanti prospettive diverse ma un unico obiettivo continuare/cominciare a vincere.
Andrea è quello in questo momento messo meglio, ma che nel contempo ha meno strade aperte davanti per proseguire il cammino attuale che lo ha portato dall’essere considerato una ottima seconda guida ad un pretendente al mondiale.

Per questo motivo il forlivese e la casa di Borgo Panigale difficilmente si separeranno.

Il proseguimento del loro matrimonio è infatti solo questione di…money.

Dovizioso pretende a ragione, un trattamento economico migliore.

Lo avrà, anche se le cifre fatte finora non hanno senso, perché sicuramente Andrea nel suo contratto aveva cospicui bonus per quanto riguarda vittorie e piazzamenti nel mondiale.
Dunque l’ingaggio base poteva non essere (non era) all’altezza di quello del compagno di squadra spagnolo, ma c’era una logica in quell’ingaggio. Ed alla fine il vicecampione del mondo ha chiuso la stagione con un buon salario comprensivo.

Quest’anno, ovviamente, dovrà confermarsi. Lo ha già fatto a Losail e nelle trattative attuali, vista la competitività della GP18, si sta trattando su un ‘minimo garantito’ più alto a scapito dei premi di gara/piazzamento finale.

E’ vero infatti che Andrea può far pesare i suoi risultati, ma la Ducati dal canto suo non può non ricordargli che questi dipendono dalla bontà della moto.

Funziona così. Se hai fatto tanto (come è stato il caso di Lorenzo) prendi molto subito ma con premi bassi.
Della serie, caro Dovi, se vuoi continuare a vincere, magari anche il titolo iridato, meglio che non ti allontani da casa. Dove, al momento, sei il numero uno.

Ovviamente il manager di Andrea, Simone Battistella, simpaticamente ritratto in una foto con Hervé Poncharal, è aperto ad ogni trattativa.

La pubblicità, dopotutto, è e rimane l’anima del commercio, ma le strade di Dovizioso e Ducati rimangono parallele e la firma è attesa in un tempo ragionevolmente breve.
Tirarla alla lunga non conviene a nessuno.

Sì, c'è ancora una Honda libera, quella di Pedrosa. Ma Dovi in Honda è già stato e difficilmente i giapponesi potrebbero rilanciare sulla cifra che la Ducati proporrà. Marquez poi spingerà per una riconferma di Dani. Un discorso simile vale per la Yamaha che al momento non ha nemmeno una seconda squadra. L'unica Casa che avrebbe veramente bisogno di Dovi è la KTM. C'è peraltro la comunione dello sponsor comune Red Bull, ma per Andrea significherebbe smettere di vincere. Perlomeno per un anno o due.

Non ce lo vediamo a fare questa scelta.
Fin qui i ragionamenti su Dovizioso. Di Lorenzo e Zarco, parleremo nel corso della settimana.

 

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