Yamaha sempre più debole se non arriva il team di Valentino Rossi

Dietro la decisione di Poncharal tanti interrogativi irrisolti: arriva il team di Vale? E perché il 46 non ha ancora firmato?


Stanno accadendo tante cose, tutte troppo velocemente, perché quella che sta per iniziare sia una stagione normale.

Ad aprire per prima il fuoco, lo ricorderete, è stata proprio la Yamaha con l'annuncio a sorpresa del rinnovo anticipato di Maverick Vinales avvenuto in contemporanea alla presentazione della propria squadra.

Poi, ieri, c'è stata l'anticipazione della Ducati dell'ingaggio di Francesco Bagnaia in Pramac che, al di là dei distinguo, rende meno solida la posizione di Danilo Petrucci.

Entrambe queste notizie però sono ben poca cosa in confronto all'annuncio del divorzio dalla Yamaha dal team Tech 3 d Hervé Poncharal.

Apparentemente, poi, la decisione è stata presa proprio dal Presidente dell'Irta che la ha poi giustificata spiegando di aver ricevuto una offerta che attendeva da anni.

Non dice, ovviamente, quale è, ma si può ipotizzare che provenga da una casa pronta ad affidare al manager francese la sua squadra ufficiale.

Partendo da questo presupposto due sono le indiziate, Suzuki e KTM, con gran parte dei 'rumores' che puntano verso gli arancioni.

Fosse questo il caso significherebbe anche il passaggio dalla sponsorizzazione di Monster alla rivale Red Bull.

Non un grande problema visto che attualmente Monster, per Tech 3 è poco più di una partita di giro. Arriva da parte Yamaha e serve (parzialmente) a coprire le spese di gestione.

C'è dell'altro, ovviamente.

A fine 2017 avevamo pubblicato una intervista a Hervé Poncharal dalla quale traspariva tutta la sua preoccupazione per il futuro, tanto da anticipare il divorzio divenuto ufficiale oggi.

“Ultimamente si è parlato molto di Valentino e di una sua squadra in MotoGP, se accadesse potrebbe non esserci più spazio per Tech3 con Yamaha, considerando che per loro sarebbe difficile fare 6 moto – spiegava Hervé, che aggiungeva - Non sono stupido e capisco come stanno le cose, come capisco che Rossi avrebbe la priorità. Lui è una calamita incredibile per gli sponsor e ha un grande peso in questo ambiente”.

Sei preoccupato?
“Semplicemente penso che una relazione di lunga data come quella tra Tech3 e Yamaha non sia facile da costruire, ma al momento non sono sicuro che il team possa rimanere ancora con Yamaha”.

Quando lo saprai?
“Ho chiesto a Tsuji (il general manager di Yamaha, ndr) di parlare il prima possibile del futuro, sia per i piloti ma soprattutto per la mia squadra. Prima dovrò capire se potrò avere le M1 per il 2019 e 2020, poi potrò parlare con piloti e sponsor”.

L'OMBRA DI ROSSI - Poncharal, aveva visto lungo. Dunque l'annuncio di oggi è il prodromo all'ingresso in MotoGP del team di Valentino Rossi?

Potrebbe essere, certo. Ma Vale ha sempre detto di non volervisi dedicare, perlomeno fintantoché corre. Ed allora?

In tutti questi discorsi di se e di ma si inserisce anche il ritardo nell'ufficializzazione della prosecuzione del rapporto fra Valentino e la Yamaha.

Qualcuno ha ipotizzato che sia una questione di ingaggio, cioè di soldi. Secondo noi no. Può essere, invece, una questione di durata contrattuale. Rossi potrebbe volere un contratto biennale secco, al contrario della Yamaha che forse, alla soglia dei 40 anni, preferirebbe firmare per un altro anno con eventuale opzioine di rinnovo.

Non bisogna dimenticare, infatti, che con Vale nel team ufficiale per la Yamaha è difficile far crescere o semplicemente ingaggiare un altro Top Rider.

Johann Zarco si trova infatti esattamente in questa posizione. Ha dimostrato di meritarsi una moto ufficiale, ma in Tech 3 non potrà averla. E se gli può star bene nel 2018, sicuramente non accetterà una sistemazione uguale a quella di quest'anno nel 2019.

Molti, dunque, sono gli interrogativi irrisolti suscitati da questo annuncio. A cominciare proprio dalla destinazione di un pilota come Zarco. Perché Yamaha potrebbe non avere problemi a trovare un'altra squadra per le due M1 lasciate libere da Tech 3, ma fintantoché non sarà pronta a fornirgli gli identici mezzi della prima squadra Johann potrebbe decidere di andare altrove.

Ancor prima che in pista, la battaglia per la supremazia fra le case si combatte con i contratti di lungo termine.

Ed in questo momento, anche dopo gli ultimi test di Buriram, non per lei felicissimi, la Yamaha si scopre ancora più debole.

P.S. Ci viene in mente solo ora: anche Giacomo Agostini, alla fine della sua carriera, si 'mise in proprio', correndo sia con MV Agusta che con Suzuki con un suo team...un'altra ipotesi su cui riflettere.


 


 


 

 

 

 

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