La F.1 'vieta' le ombrelline, e la MotoGP sta a guardare

Il Circo delle quattro ruote mette al bando la bellezza al via. Fra motori elettrici e umbrella girl il motorsport cambia pelle


La notizia è freschissima, e non del tutto inattesa.
A partire dalla prossima stagione scompariranno le 'ombrelline’, le ragazze che imbelliscono la griglia di partenza al fianco dei piloti prima dei Gran Premi.

Prima che scoppiate in lacrime una precisazione: la decisione - comunicata ieri - avrà effetto immediato in tutte le serie del motorsport gestite dalla Liberty Media. A partire dalla Formula 1.

Sean Bratches, direttore operativo delle operazioni commerciali della società ha spiegato di voler "sintonizzare questo sport con la nostra visione. Durante l'ultimo anno abbiamo osservato diverse aree che avevano bisogno di essere aggiornate. Se le ragazze in griglia sono state impiegate per decenni come richiamo nei Gran Premi, crediamo che questa abitudine non sia più in risonanza con i nostri valori, in chiaro contrasto con le norme della società d'oggi. Non crediamo sia una pratica appropriata o rilevante per la F1 e i suoi tifosi”.

La novità, dunque - per il momento - poiché la gestione della MotoGP appartiene alla Dorna non ci riguarda…ma ne siamo certi?
Negli anni, infatti, la classe regina del motociclismo, oggi MotoGP, nella sua crescita ha sempre gettato un occhio nel giardino della vicina. E se c’è ancora una grande differenza fra le due serie, a due e quattro ruote, la differenza la fanno soprattutto gli investimenti. Dunque sì ai team tutti carini e vestiti uguali con i colori degli sponsor, ma non tutti i nostri meccanici in trasferta si muovono con una divisa ‘da viaggio’. Sì alle hospitality, ma più piccole e meno sontuose di quelle della F.1. Con l’eccezione, unica al momento, del palazzo della Red Bull.

Non crediamo di sbagliare pensando che dietro alla decisione della Liberty Media ci sia un po’ del puritanesimo americano che non crediamo alberghi nella mente di Don Carmelo Ezpeleta. E non a caso non è mai nemmeno venuta in mente a quel genio di Bernie Ecclestone.
Pensare che una bella ragazza, ancorché moderatamente vestita, sia una mercificazione la vediamo come un’ennesima trovata del ‘politicamente corretto’ che poi di corretto non ha nulla.

Se l’industria dell’auto riterrà che la visione di Liberty Media sia quella giusta ci aspettiamo di veder sparire dai prossimi saloni delle quattro ruote tutte le modelle che solitamente accompagnano le macchine più belle e desiderabili e ingentiliscono le foto.

E non cambia il fatto, secondo noi, che siano sontuosamente vestite, visto che il messaggio che mandano è lo stesso: se guidi una Ferrari (una Porsche, una Mercedes, una BMW, fate seguire voi altre marche) sicuramente ti accompagni ad una donna così.

E’ sbagliato?
E’ giusto?
Il fatto è che le auto e le moto non sono solo mezzi di trasporto ma anche passione.
E divertimento. Quando Valentino Rossi infatti ci spiega perché, a quasi 39 anni, corre ancora dice: perché mi diverto.

Liberty Media ha ragione: da quando lo ricordiamo lo schieramento di partenza di un Gran Premio, di auto o moto che sia, è composto da mezzi coloratissimi ed aggressivi, fra meccanici, fotografi, vip o presunti tali e…belle ragazze. Umbrella girl, brolly Dolly per dirla all’inglese.

Il protagonista è il pilota, chiuso in un abitacolo o seduto in sella, ma lo spettacolo non lo fa solo lui.
E’ la celebrazione, un po’ pagana e stupida se volete, del culto della velocità.

Quello che Filippo Tommaso Marinetti celebrava nel manifesto del futurismo datato 1909 e che cantava, l’audacia, il pericolo, la velocità.
Certo, comprendiamo che nell’era dei catalizzatori, della demonizzazione del diesel e del motore a due tempi, in un’epoca in cui la F.1 è ibrida e si magnifica la F.E elettrica (con vetture tutte uguali) questi concetti siano difficili da capire, e forse, perdonare.

Noi però siamo disposti a giurare che Carmelo, anche se martedì prossimo a Roma presenterà anch’egli la Moto E assieme ad Enel, questa volta non si farà irretire dalla massima formula dell’automobilismo.

Anche perché vaglielo a dire ad Andrea Dovizioso, fidanzato con Alessandra Rossi, ex Monster girl, a Valentino Rossi, visto recentemente con Francesca Maria Novello, ombrellina del team Leopard, Alvaro Bautista, recente sposo della brolly dolly Grace Barroso, Randy De Puniet, anche lui sposato e poi divorziato ma così è la vita con Laureen Vickers, modella del team LCR ai tempi dello sponsor Playboy, Pippa Morson, moglie di Eugene Laverty, conosciuta ai tempi della ‘babe squad’ nel BSB…che non possono più farsi reggere l’ombrello dalla moglie, amica, fidanzata o amante?

Oh abbiamo citato i primi che ci sono venuti in mente ma potremmo continuare parlando di unioni nate da un sorriso sulla linea di partenza e arrivate sino all’altare.
Per la cronaca: il grande Giacomo Agostini ha conosciuto e sposato la bella ed elegante Maria Ayuso, da cui ha avuto due figli, Vittoria e Giacomino sul circuito di Jerez: lei era una ‘Marlborina’.

 

Le immagini: copertina Laureen Vickers con De Puniet; Colin Edwards riparato da Alessandra Rossi, compagna di Dovizioso sotto, in 'abito da lavoro'; Pippa Morson sullo schieramento al fianco del marito Eugene Laverty

 

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