Ducati, arriva la GP18: nuova moto, vecchi problemi

LIVE STREAMING - Oltre alle novità tecniche tengono banco le difficili trattative per il rinnovo della coppia Dovizioso-Lorenzo


Oggi è il grande giorno della presentazione della nuova Ducati GP18.

Sarà questo l’anno buono per la casa di Borgo Panigale per la conquista del titolo promesso cinque anni fa da Gigi Dall’Igna?

Le sei vittorie conquistate da Andrea Dovizioso, secondo assoluto a 37 punti da Marquez nel 2017 potrebbero e dovrebbero essere un ottimo viatico per la Desmosedici, eppure lo scettro manca dal 2007. Da quando cioè - quasi per caso e solo per il mancato accordo con Sete Gibernau - la Rossa si ritrovò in groppa quel selvaggio di Casey Stoner.

Diciamocelo: la moto era da titolo anche nella stagione precedente, quando Capirossi nonostante tutti i suoi guai, chiuse terzo assoluto dietro ad Hayden e Rossi, peraltro con uno scarto inferiore a quello fra Dovi e Marquez.
Nel computo dei più e dei meno non mettiamo la scelta di correre con le Bridgestone, che pure fu fondamentale. Oggi col monogomma Michelin il vantaggio pneumatici si può ottenere, al massimo, con una buona politica. E la Ducati, politicamente, nel motomondiale, ha contato sempre il giusto, cioè poco rispetto alle case giapponesi.

Cosa è accaduto, comunque, da quel lontano 2007 ad oggi?
Tante cose.

E’ cambiato il progettista, da Filippo Preziosi a Gigi Dall’Igna.
E’ cambiata la moto, non più telai in tubi o monoscocca a favore di un allineamento con le rivali made in Japan.
Ma soprattutto sono cambiati tanti piloti.

Capirossi, Gibernau, Stoner, Melandri, Hayden, Crutchlow, Rossi, Dovizioso, Iannone, Lorenzo.

Altri, bassi, simpatici, ombrosi, carismatici, introversi, italiani, campionissimi, sopravvalutati, spagnoli, australiani, inglesi, americani. Il risultato non è cambiato.

Presso a poco, con la gagliarda eccezione del Canguro Mannaro, hanno lamentato tutti gli stessi difetti finendo tritati nel meccanismo ‘avanti un altro’. Nella difficile e quasi impossibile impresa di trovare un altro Casey pescando a…caso nel mazzo.

Perché non è vero quel che ha detto Romano Albesiano: è meglio una moto veloce, che un pilota veloce!
E Marquez docet.

Per questo motivo, l’anno passato, Gigi ha portato a Borgo Panigale Jorge Lorenzo pagandolo una fortuna.
Così il 2017, oltre ché sulle vittorie di Dovizioso, è vissuto sul tormentone del ‘pilota sottopagato’, dimenticandosi dei premi di arrivo e del fatto che, comunque, l’ingaggio è basato sui risultati nelle ultime stagioni. Come è giusto che sia.

Il meccanismo ‘avanti un altro’, comunque, non è stato accantonato in Ducati, così mentre si svela la GP18, è in atto una diatriba interna per il rinnovo dei contratti in vista del biennio 2019-2020 con Dovizioso che pretende (giustamente) di più e vorrebbe firmare subito, forte del del risultato 2017. E Ducati che invece aspetterebbe volentieri metà stagione per valutare.
Valutare cosa?

Ovviamente il rendimento di Andrea, ma anche quello di Lorenzo, con un occhio lungo sul mercato, perché una offerta a Marc Marquez, che piace tanto alla Phillip Morris vuoi non fargliela?
E cosa ne facciamo di Petrucci e Miller, soprattutto Petrux, quando in dirittura di arrivo ci sono Francesco Bagnaia e, magari, anche Joan Mir?
Giovani veloci, giustamente la Ducati non può lasciarseli sfuggire.

Così nasce la Desmosedici GP18, sotto i migliori auspici tecnici, frutto della mente brillante di Dall’Igna, ma con l’impressione, difficile da scacciare, che in Ducati di piloti capiscano veramente poco.
O chi li decide venga troppo poco spesso alle corse.

Ah, l’evento verrà seguito in live streaming sul sito skysport.it a partire dalle 10.30 e successivamente approfondito con una serie di speciali nel corso della serata. Alle 18 appuntamento su Sky Sport MotoGP, alle 20 su Sky Sport Mix HD e di nuovo alle 21.15 su Sky Sport Plus.
Fra gli ospiti, probabilmente, quest’anno mancherà in rappresentanza di TIM Cristiano Habetswallner, a meno che per affetto decida di esserci. Telecom infatti, sponsor dal 2004, ha…tagliato il filo.

(il player qui sotto partirà all'inizio della conferenza)

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