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Pernat: due favoriti, Marquez e la Ducati

"Rossi? E' una incognita: correrà le ultime quattro gare per vincerle tutte, non ci riuscirà ma rimescolerà le carte"


Pernat: due favoriti, Marquez e la Ducati

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La volata per il mondiale della MotoGP scatta oggi a Motegi. La prima gara del trittico Giappone-Australia-Malesia che potrebbe già assegnare il titolo della classe regina prima dell'ultimo round, il 12 novembre prossimo, a Valencia.

Sarà una sfida all'OK Corral, quella della MotoGP in Far East, perché i protagonisti sono ancora tutti molto vicini.

Soprattutto Marc Marquez e Andrea Dovizioso: fra di loro appena 16 punti. Poi c'è Maverick Vinales a -28, Dani Pedrosa a -54 e Valentino Rossi a -56.

Tutti virtualmente ancora in lotta per il titolo visto che in palio c'è ancora la bellezza di 100 punti.

Ma chi reciterà il ruolo di favorito in questa volata lunga? A ragionarci su è Carlo Pernat, il Manager con la M maiuscola del motomondiale. L'uomo che ha scoperto e fatto vincere Biaggi, Rossi e Capirossi e che per anni ha diretto quella macchina da guerra che è stata l'Aprilia.

"Ci sono due favoriti – inizia a spiegare il grande genovese – una moto ed un pilota. La moto è la GP17 Ducati, ormai competitiva su tutti i circuiti, a differenza della Honda RC213V il cui plus è Marquez. ...Fra i piloti è lui, invece, il favorito, perché il suo compagno di squadra, Pedrosa, ha praticamente gli stessi punti di Valentino".

Il mondiale dunque è aperto o no?

"Secondo me sì, è ancora aperto, anche se l'unico avversario di Marc è...lui stesso. Dovizioso può ancora battersela, intendiamoci, ma deve tornare quello del Red Bull Ring, dove ha battuto Marquez in volata, perché nelle ultime due gare, a Misano e ad Aragon, si è un po' accontentato raggranellando un terzo ed un settimo posto. Venticinque punti in totale, mentre lo spagnolo ha fatto bottino pieno, 50, con due vittorie".

Quanto conteranno le moto e quanto i piloti?

"Nel motociclismo il pilota conta molto, ma come dicevo la Ducati secondo è favorita sia a Motegi, che è un circuito tutto accelerazioni e frenate e a Sepang, dove peraltro l'anno passato ha vinto proprio Dovi. C'è un'incognita, però...anzi due incognite".

Il rischio pioggia in Gran Premi che spesso ne sono affetti...

"Certamente, anche questo, perché se pioverà potrebbero frapporsi fra di loro outsider come Petrucci, Miller, specie a Phillip Island anche se rientrerà dopo un infortunio, Zarco, Redding...ma non pensavo a questo. Io pensavo a Rossi. Ed a Lorenzo".

Siamo tutt'orecchi.

"Rossi è una incognita perché è forte e lo ha dimostrato con il 5° posto ad Aragon. Vale correrà le ultime quattro gare con l'obiettivo di vincerle tutte, poi non ci riuscirà, naturalmente, ma io sono pronto a scommettere che una perlomeno, o due, le porterà a casa. Un pilota così, in pista con questi obiettivi, rimescola tutte le carte perché può giocare a favore o contro tutti. Penso, per esempio, ad un Rossi che decide di aiutare, sportivamente ovviamente, Dovizioso, visto che lui e Marquez non sono certo grandi amici. Non immaginate combine, biscotti o cose di questo tipo, Valentino non li farebbe mai, ma certo è in grado di inserirsi fra quei due. E poi c'è Lorenzo. Nelle ultime gare ha dimostrato di avere il passo per vincere. Ad Aragon è stato in testa quasi sino alla fine".

Vale e Jorge saranno un bel problema anche per le proprie squadre, Yamaha e Ducati.

"Certamente. Io ai giochi di squadra fra compagni non credo e se Vale potrà arrivare davanti a Vinales lo farà. Del resto ricordatevi il duello che ingaggiò con Lorenzo, allora suo compagno di squadra, proprio a Motegi nel 2010. Lui era fuori dai giochi, Jorge ancorché in grosso vantaggio era in lotta per il titolo...".

I rispettivi compagni saranno più un problema per Vinales o per Dovizioso?

"Vinales deve solo sperare che non piova, altrimenti saranno le condizioni atmosferiche a farlo uscire dalla lotta per il mondiale. Quanto a Dovi, come ho detto, Lorenzo se si troverà in testa non cederà il passo ad Andrea...magari, forse, all'ultima gara a Valencia, perché durante questa stagione si è sempre preoccupato di mantenere una bella armonia nel box che ai tempi di Iannone non esisteva".

Iannone è un tuo assistito.

"Sì, ma fuori da tutti i giochi, quest'anno. Il prossimo con la nuova Suzuki, sarà della partita, ma in questo 2017 no".

Non ti chiediamo una previsione sull'esito del campionato. Dacci però una sintesi.

"Come ho detto il peggior nemico di Marquez è Marquez stesso: lui proverà a chiudere il mondiale a Sepang. Per riuscirci dovrà rischiare e quest'anno è già caduto, credo, 22 volte, anche se una sola volta in gara. Marc non si accontenterà ed accetterà il rischio di sbagliare per chiudere prima del limite. Se non ce la farà allora avremo un gran finale a Valencia, ma dirvi onestamente come andrà a finire, non lo so".

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