Tu sei qui

Red Bull mette le ali alla Honda ma senza l'HRC


Red Bull mette le ali alla Honda ma senza l'HRC

Share


La colorazione Red Bull certamente non basterà a trasformare la Honda da outsider in team vincente in Superbike, ma la prima impressione dall’Hangar7 di Salisburgo, stanza dei giocattoli di Dietrich Mateschitz, Mr Red Bull, è eccellente.

Non è solo il fatto di ritrovare la CBR 1000 RR al fianco delle Red Bull di F.1, o la livrea in stile KTM a fare la differenza, quanto piuttosto la realtà che allo sponsor in questione le corse piacciono. Gli piace lo spettacolo, gli piace vincere e nel recente passato ha organizzato cose fantastiche, come il lancio dalla navicella Stratos con Felix Baumgartner da 36.600 metri.
Un impresa sportiva-show, che ha tenuto milioni di persone incollati alla diretta TV.

E’ lui, Mateschitz, l’uomo che cadde sulla Terra e che atterrando ha rivoluzionato il mondo dello sport.
Il patrimonio netto del cittadino più ricco dell’Austria, del resto, secondo le voci, si aggira fra i 6 ed i 13 miliardi di dollari. Un impero costruito attorno all’energy drink più noto del pianeta.

L'imprenditore austriaco, nato nel 1944 a Sankt Marein im Mürztal, in Stiria ha investito anche in altri settori: possiede un'isola alle Figi e un settimanale pubblicato in Austria, Seitenblicke. Secondo la leggenda, Mateschitz, scapolo impenitente e riservato viveur, l’avrebbe comperato per non dover mai apparire sulle sue pagine.

Finora Mr Red Bull ha avuto ragione, imponendo il suo modo di vedere lo sport praticamente in tutti i settori nei quali si è cimentato. Per l’ultimo in ordine di tempo, la Superbike, vedremo. Certo è che la squadra presentata oggi è buona buona: Nicky Hayden e Stefan Bradl sono non solo piloti veloci, ma anche simili a livello di carattere.
Entrambi bravi ragazzi hanno detto una cosa molto importante nel corso della presentazione.

“Le regole della SBK sono tali che è necessario aiutarsi durante le prove, perché il tempo è poco, Gara1 è già al sabato, e a disposizione abbiamo una sola moto. Poi, certo, in corsa ognuno per sé ed il compagno è il primo avversario, ma farsi la guerra fin dalle prove in questa categoria sarebbe stupido”.

Nicky, rilassato e sorridente come sempre ha poi rivelato altri piccoli dettagli che narrano già di una intesa: “Stefan è un pilota che, come me, usa molto il freno posteriore. Abbiamo uno stile di guida simile. Ciò aiuterà molto lo squadra nel lavoro”.

Nessuno dei due, naturalmente, ha messo in secondo piano le difficoltà alle quali andranno incontro.

“Siamo in ritardo - ha ammesso Bradl - e non credo che nelle prime due gare, Australia e Tailandia, saremo al livello degli altri, ma contiamo di recuperare in tempo. Chi pensa che la Superbike sia facile, sbaglia: il livello dei migliori è alto. Rea, Davies, Melandri, Sykes sono eccellenti piloti ed anche il livello tecnico è elevato con Kawasaki, Ducati ed Aprilia, moto molto competitive e ben preparate”.

Oggi l’unico ingrediente che manca a trasformare il team Honda-Red Bull nell’ennesima scommessa vincente di Mateschitz è…che il boss delle lattine grigio-blu-rosse si innamori del mondiale delle derivate di serie.

A quel punto per l’uomo che si è fatto costruire il Deepflight Super Falcon, un sottomarino con le ali mobili costatogli 1,7 milioni di dollari, nulla è impossibile: nemmeno vincere il mondiale Superbike. Magari non quest’anno, ma se gli piacerà l’ambiente e lo spettacolo crediamo che riuscirà a trovare anche l’unico ingrediente che manca alle Honda CBR1000 RR: il marchio HRC sulla carenatura.

Impegnata su più fronti, dalla MotoGP alla Dakar infatti l'Honda Racing Corporation latita. Ed è una (brutta) sorpresa.

Share


Articoli che potrebbero interessarti