Pernat, il genio di Dall'Igna è nato dai successi Aprilia

Oggi la Ducati è la più competitiva fra le MotoGP. La carriera del tecnico veneto iniziata a Noale con l'ingegner Jan Witteveen


Il trionfo assoluto della Ducati a Brno, alla vigilia del Gran Premio d’Austria, non ha lasciato il minimo dubbio sulla forza della moto di Borgo Panigale che l'ingegnere Gigi Dall'Igna ha costruito con fatica e con innovazioni tecniche differenti dalla concorrenza.

Diciamo la verità è sopratutto una sua vittoria, anche per la scelta milionaria di Jorge Lorenzo che aveva fatto storcere la bocca a quasi tutti gli addetti del settore e nonostante il divorzio ormai consumato con il pilota spagnolo per la prossima stagione almeno ora da un senso all'operazione effettuata.

Oggi possiamo dire che la Ducati è diventata la moto di riferimento nella MotoGP: una cosa che fino a pochi anni fa roba francamente impensabile. Sicuramente ventiquattro milioni di euro per due stagioni al pilota spagnolo sono una cifra spropositata, ma almeno sono serviti a portare informazioni sulla parte ciclistica della Yamaha che a detta di tutti era la migliore.
Poi l'intelligenza dell'ingegnere italiano è stato sopratutto  combattere la concorrenza non nel loro campo col rischio di dover sempre inseguire durante i campionati.

Sono state sue le prime invenzioni nel campo dell'aerodinamica, con le famose alette laterali che tanto avevano scatenato le polemiche della concorrenza.

Il problema era che questa tecnica, che esteticamente lascia a desiderare, ha funzionato alla grande ed una volta accettate dal regolamento sono state copiate da Honda e Yamaha.
Probabilmente è stata una delle prime volte che Ducati ha tracciato una strada, che la concorrenza ha dovuto seguire, ed ora è diventato un continuo rincorrere.

Sicuramente la bravura dell'ingegnere Dall'Igna, oltre alla indubbia capacità tecnica, è stata quella di inventarsi cose differenti mettendo in discussione la leadership delle case giapponesi.
Mi sembra di rilevare un'analogia fra l'Aprilia degli anni 90 e la Ducati di oggi, due piccole case che hanno lasciato e stanno lasciando il segno nel panorama motociclistico degli ultimi 20 anni.

A mio parere non è un caso in quanto l'ingegner Dall'Igna nasce professionalmente in Aprilia. Fu assunto nel reparto corse di Noale nella stagione 1992, agli albori dei primi successi della casa veneta.

L'ingegner Dall'Igna lavorava a stretto contatto con Ian Witteeveen, responsabile tecnico della casa veneta e vero mago dei due tempi che batteva continuamente i giapponesi nelle classi minori.
Qui secondo me l'ingegnere della Ducati ha imparato il metodo di lavoro, più tedesco che italiano, che ha portato la Ducati a diventare la moto di riferimento nel panorama della MotoGP.

Cambiando casacca l'ingegnere veneto ha fatto razzia di tecnici, li ha portati in Ducati e questo ha un significato importante che tradotto in moneta sonante significa fiducia. Poi ha lasciato spazio a tutti i suoi uomini vestendo i panni del coordinatore più che del tecnico. Alla fine della storia anche in Ferrari i tecnici sono tutti italiani ed oggi possiamo affermare che nel mondo dei motori brilla la stella tricolore.

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