Tu sei qui

SBK, Petrucci: “Ho dato tutto, a fine gara era come se mi avessero pugnalato”

“Quando ho superato Bassani mi si è spenta la luce e temevo di cadere perché non sentivo più il braccio. Non so come ho fatto, ma era dalla MotoGP che non sentivo tanto affetto ed è stato ciò che mi ha dato la forza”

SBK: Petrucci: “Ho dato tutto, a fine gara era come se mi avessero pugnalato”

“È stato veramente difficile, molto emozionante”. Così Danilo Petrucci ha riassunto con una frase quella che è stata la domenica che ha vissuto a Misano. Una vera e propria impresa sportiva quella portata a termine dal pilota di Terni, giunto al traguardo di Gara 2 cogliendo un insperato e impronosticabile sesto posto, nonostante il dolore lancinante alla spalla infortunata che lo ha attanagliato per tutto il weekend.

“Dopo la giornata di ieri non sapevo davvero come fare oggi. Tutti mi dicevano di lasciare quando sentivo troppo dolore perché avevo già fatto tantissimo ieri - ha raccontato a fine gara un Danilo completamente distrutto - Quando sono uscito dai box per Gara 2, ho avvertito molto dolore alla frenata di Curva 4 e non avevo forza nonostante le punture che mi avevano fatto, quindi pensavo che non sarei riuscito a frenare. In realtà, nel giro di ricognizione ho visto che la spalla funzionava, sono riuscito a fare una buona partenza e grazie ad alcune piccole modifiche che abbiamo fatto alla moto ho capito come fermarmi in curva e come tenermi alla moto con le gambe, per usare poco il braccio destro, e così sono riuscito a girare costantemente sull’1’34””. 

Nemmeno il dolore e le difficoltà sono però riuscite a piegare l’animo da guerriero di Petrux, capace di resistere alla pressione di Axel Bassani negli ultimi giri di gara.

“Stare dietro Axel mi aiutava molto, ma ho fatto di tutto per passarlo negli ultimi giri perché ho visto che era un po’ in difficoltà e faceva qualche errorino. Però quando ci sono riuscito, a quattro giri dalla fine, mi si è spenta la luce e mi sono finite le forze. Ero un blocco di cemento e non potevo nemmeno dire ‘stringo i denti’, visto che non posso farlo - ha spiegato l’alfiere del team Barni cercando di sdrammatizzare - Ho provato comunque a tenerlo dietro chiudendo non soltanto la porta, ma anche le finestre, le tapparelle e tutto quanto, curvando lungo il cordolo, perché pensavo che mi avrebbe passato ma volevo restare lì finché avrei retto. Avevo molta paura di cadere, perché non sentivo più il braccio, ma ho dato veramente tutto e quando ho tagliato il traguardo è stato come se qualcuno mi avesse pugnalato alla spalla. Ho un dolore lancinante alla spalla e non riesco a usare il braccio per via dell’infiammazione, ma per fortuna serve solo un po’ di riposo”.

Difficile credere che Petrux sia arrivato al traguardo in queste condizioni. Al punto che lui stesso, prima della gara, aveva detto al suo manager che pensava si sarebbe ritirato dopo tre giri. 

“C’erano tanti piloti forti che partivano dietro di me, come Bautista, Gardner e Lowes, che erano caduti stamattina, e credevo che mi avrebbero superato. Bautista l’ha fatto, però ho fatto una bella partenza ed ero 6° o 7°, quindi ho provato a vedere per quanto sarei riuscito a mantenere la posizione e quando ho visto che ero il primo pilota satellite ho tenuto duro. Non so come ho fatto, ma se mi chiedete di rifarlo non lo faccio!, ha detto sorridendo. 

Una grande dimostrazione di cuore, orgoglio e passione.

Nel giro d’onore ho visto tutti i marshall con il numero 9 ed è stato molto emozionante, perché ho ripensato a quando mi sono infortunato e in un primo momento mi avevano detto che avrei fatto meglio a smettere con le moto. Invece poi, sono tornato a casa mi sono messo subito a lavorare per rientrare qui. Sinceramente, non pensavo di farcela e non so dove ho trovato la forza per fare tutto questo. Sono veramente contento, anche se sono sfinito”, ha affermato Danilo, che ha tratto una spinta extra anche dal calore del pubblico di casa.

Era dai tempi in cui mi giocavo i podi in MotoGP che non sentivo tutto questo affetto ed è stato ciò che mi ha dato la forza - ha concluso - C’erano tutti i miei amici e non potevo ritirarmi proprio oggi. Piuttosto avrei finito ultimo. Mi dispiace molto per l’infortunio, ma mi ha dato tanta forza e l’opportunità di dare il giusto peso alle piccole cose”.
 

Photo credit: Danilo Petrucci

Articoli che potrebbero interessarti

 
Privacy Policy