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SBK, Petrucci stoico: "Tanto dolore, non mi sento sicuro sulla moto"

"Volevo provarci, non volevo restare a casa e pentirmi di non averlo fatto. Stamattina stavo bene, ma adesso sto male e non so se riuscirò a correre tutte e tre le gare. Domani però ci proverò"

SBK: Petrucci stoico:

Danilo Petrucci sapeva che non sarebbe stato facile il rientro in pista in sella alla Panigale di Barni a Misano dopo il terribile incidente in motocross, ma Petrux voleva assolutamente provarci e tutto sommato non è andata neanche malissimo. Oggi Danilo ha infatti chiuso la prima giornata con il 15° crono, incassando appena un secondo dal migliore riferimento di giornata che appartiene a Toprak. 

Ma se la velocità non è un problema, quello che invece sembra essere il problema principale è il dolore. Danilo è infatti distrutto al termine di questo venerdì di Misano e non sembra affatto certo di poter portare avanti tutto il weekend di gara, lasciando ogni decisione a domani mattina. Sarà infatti importante per Petrucci capire come si sentirà appena sveglio, perché le sollecitazioni a cui ha sottoposto la sua spalla rischiano di presentare il conto. 

"E’ difficile spiegare quello che provi in sella quando hai tanto dolore - ha spiegato Danilo - speravo di provare meno dolore. Questa mattina non era male quando ho iniziato, ma giro dopo giro è diventato sempre più difficile per me frenare, specialmente quando sentivo delle fitte di dolore. Qualcosa che mi ha fatto venire il mal di testa, mi sento stanco e male. Il feeling sulla moto non è stato male, ma non mi sono sentito davvero sicuro sulla moto, e non perché mi manchi qualcosa. Solo che sento dolore in ogni curva e questo mi porta a essere costantemente in uno stato di allerta, quindi sono troppo rigido sulla moto. E’ solo il primo giorno, magari andrà meglio domani, ma onestamente non so se riuscirò a correre tutte e tre le gare".

Oltre la spalla hai anche altri problemi?
"Mi fa solo male la spalla, è quello il problema mentre guido. Non è facile cercare di renderla facile, perché quando sei in moto all’inizio e ti senti bene sei portato ad andare. Ma poi quando arriva il dolore…è una sensazione che non provavo da molto tempo, non è bello".

Non ti saresti immaginato di soffrire così. 
"Ieri mattina mi sentivo benissimo, questo è il fatto. Più guido però, più sono dei guai. Se domani mattina mi dovessi svegliare peggio di come mi sono svegliato stamattina, magari deciderò di fermarmi. Ma almeno cercherò di fare la Superpole e dopo penso che proverò anche Gara1. Ma non voglio far diventare la situazione peggiore di come è adesso, perché voglio arrivare a Donington in buone condizioni. Per me qui è solo un test, perché se non torni in moto non puoi capire come stai sul serio. Ho guidato per tre giorni a Mandalika la scorsa settimana e non sentivo tutto questo dolore. Magari con una moto standard, con meno potenza di questa, freni meno incisivi, sentivo meno dolore. In ogni caso era importante provarci qui per me e per la squadra".

Avevi già sofferto un dolore simile in moto?
"Ricordo che una volta ero tornato a Le Mans dopo essermi rotto la mano, e mi sono rotto di nuovo la mano andando semplicemente in moto. La placca si ruppe mentre ero in moto. Non è la stessa situazione, qui volevo tornare al meglio. A livello di ossa è tutto ben saldo, solo che c’è uno stato infiammatorio nella zona della spalla che più la sforzo e peggio lo rendo. Però stamattina non ho preso nessun antidolorifico, poi spingendo alla fine del turno ero davvero dolorante. Sono in uno stato generale non buono, mi sento troppo rigido perché so che non posso cadere. Però girare due secondi più piano non ha senso. Penso che sia una situazione in cui qualsiasi cosa fai sbagli. Magari non sbagliavo a restare a casa, ma non volevo rimanere con il dubbio di non averci provato".

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