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SBK, Bautista: “Dall’Igna mi ha saputo leggere in 125, non mi interessa ritirarmi da vincente”

VIDEO - “Prima dell’Australia era impensabile essere a questo livello, ma contro Toprak ho finito le cartucce. Se BMW entra in MotoGP lui può essere il pilota giusto e sarebbe stato forte anche al mio posto sulla Ducati. Marquez? Me lo aspettavo, ma non so se sarà da Mondiale o meno”

SBK, Bautista: “Dall’Igna mi ha saputo leggere in 125, non mi interessa ritirarmi da vincente”
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È senza dubbio uno dei piloti più attesi a Misano. Di chi stiamo parlando? Semplice, di Alvaro Bautista. Lo spagnolo arriva alla tappa della Riviera da primo della classe e per l’occasione ci ha voluto dedicare questa intervista tra passato, presente e futuro.

Con il portacolori Ducati Aruba abbiamo parlato di Superbike, dalla bagarre con Toprak per la lotta al vertice e al tempo stesso delle attuali dinamiche in MotoGP. Come sempre schietto e sorridente, il campione in carica non si è sottratto alle nostre domande, rilanciando la sfida iridata a partire dalla tappa della Riviera, in programma nel weekend

“Arrivo a Misano carico e fisicamente sono al 100% - ha esordito - in vista del weekend dovrò però migliorare la fiducia con la moto, considerando quello che è stato l’inverno e tutto ciò che abbiamo vissuto in questi ultimi mesi. Al momento non siamo ancora a posto con la Panigale ma spero di essere pronto per il weekend, dato che sarà un round difficile”.

Il tuo rivale è ancora una volta Toprak. Per quanto visto ad oggi, pensi di avere qualche arma in più da giocare contro di lui?
“Toprak sarà una minaccia, perché è forte come ben sappiamo. Io però non ho più armi e cartucce a disposizione di quello che si vede. Voglio però essere fiducioso e ad oggi sono veramente sorpreso di essere primo in Campionato, perché prima dell’Australia era impensabile una cosa del genere. Quello che ha fatto la differenza in questa prima parte di Campionato è aver concretizzato ogni singolo risultato. Il Mondiale? Penso che Toprak e Bulega saranno i miei rivali. C’è anche Iannone, ma dobbiamo vedere come si comporterà su piste a lui sconosciute. Andrea però si è dimostrato veloce e costante in tutte le gare e questo mi ha sorpreso”.

Si parla anche del tuo futuro, dove tutti sono in attesa della tua scelta.
“Prima di tutto voglio avere la fiducia che mi serve con la moto e poi deciderò cosa fare. Chiaramente non posso aspettare fino a fine anno, ma al momento nessuno mi ha chiesto di decidere. Penso che al momento la priorità sia quella del rinnovo tra Ducati e Aruba. Poi anch’io deciderò cosa fare in base a come mi trovo in sella alla Panigale”.

Il fatto di ritirasi da vincente o meno quanto pesa?
“Quello non mi interessa e tantomeno incide. Per me, più che vincere, conta divertirmi quando guido. Se il giorno in cui mi alzo del letto non sento più quella voglia smetto. Detto ciò, io sono molto orgoglioso della mia carriera e non sono preoccupato nel prendere la scelta”.

Da questa stagione devi fare i conti anche con la zavorra. Quanto è difficile?

“Nel confronto con gli altri faccio molta più fatica, perché la moto è più pesante, si muove di più e devo mettere ulteriormente fuori il mio corpo. Io cerco comunque di fare il massimo con quello che ho. Come ho sempre detto il peso minimo non ha senso, infatti nemmeno in MotoGP l’abbiamo visto nonostante là ci siano moto più leggere delle nostre”.

Cosa ci dici di Iannone? Lui vorrebbe una moto factory nel 2025 e tra i suoi sogni c’è la Ducati ufficiale.
“Posso capire se fossimo in MotoGP, dove c’è una differenza tra moto factory e satellite. In Superbike però la mia moto è la stessa che ha lui, dato che stiamo parlando di derivate di serie. Forse la differenza la farà la squadra, dato che con la mia c’è un vissuto importante alle spalle”.

A Misano sarà presente anche Gigi Dall’Igna. Qual è il ricordo che ti lega a lui?
“La 125 ovviamente. Era incredibile lavorare con lui e ricordo il titolo vinto con l’Aprilia 125 RS, perché quella era la sua vera moto, ideata da lui. Lavorare con Gigi è sempre stato qualcosa di speciale, perché lui mi aiutava con le parole e ascoltava quelle che erano le mie sensazioni, andando oltre i numeri. Gigi è sempre stato uno di quelli che mi ha saputo leggere, capendo le mie necessita, infatti abbiamo vinto in 125 e poi in 250. E oggi siamo di nuovo qua”.

Parliamo di MotoGP. Cosa dici di questo Marquez?
“Marc me lo aspettavo così forte, lui aveva solo bisogno di una buona moto per ritrovare la propria fiducia e competitività. Ducati è stata la scelta giusta per lui. Al momento penso che non sia ancora al 100% con la Desmosedici, ma sta arrivando. Il titolo? Non so se si giocherà o meno il Mondiale, perché Martin è molto forte e non rischia più di tanto come magari accadeva in passato”.

E se Toprak dovesse andare in MotoGP?
“Toprak è giovane, penso che qualora BMW dovesse approdare in MotoGP, la cosa migliore sia scegliere uno come lui”.

Nel 2020 lui è stato vicino a salire sulla Ducati perché il suo management si era parlato con quello Aruba e di Borgo Panigale? Come l’avresti visto?
“Non lo sapevo. Sarebbe stato forte, lui penso sia un pilota forte con qualunque moto”.   

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