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SBK, Panta lancia la sfida alla benzina 100% bio tra segatura, mosto con riduzione CO₂

Parla Luca Monico: “Nel paddock della Superbike forniamo oltre 70 mila litri di benzina. Sono quattro anni che Panta sta lavorando sulla benzina 100% bio: sarà più aggressiva sulla plastica, ma ad oggi abbiamo ridotto quasi del 10% le emissioni di CO₂”

SBK: Panta lancia la sfida alla benzina 100% bio tra segatura, mosto con riduzione CO₂

Una delle novità regolamentari di questa stagione del Mondiale Superbike è rappresentata dalla benzina. Secondo quanto deciso dalla FIM, il 40% dei carburanti utilizzati deve essere bio, ovvero provenire da origine non fossile.

Di questo tema ne abbiamo parlato con Luca Monico, manager di spicco e tra i più noti nel mondiale Superbike tanto da rappresentare il brand Panta. Oltre al mondo delle quattro ruote, il marchio fornisce supporto alla SSP300, alla SSP, il Mondiale Femminile e alcuni team della Superbike, considerando che nella classe regina l’utilizzo della benzina è libera e non c’è il monomarca.

A tal proposito Luca ci ha illustrato la situazione attuale del paddock, ma soprattutto svelato la sfida che ci porta al 2027, dove la benzina sarà 100% bio.

“Oltre al mondo delle quattro ruote, da diversi anni Panta è anche impegnata nel mondo delle due, specialmente qua nel paddock delle derivate di serie – ha esordito – offriamo il nostro supporto a tutta la classe SSP300, la SSP così come il Mondiale Femminile, grande novità di quest’anno,  e infine alcuni team della Superbike. Giusto per rendere l’idea, nel corso di un weekend di gara vengono utilizzati circa 7 mila litri di benzina, arrivando ad oltre 70 mila nel corso di una stagione senza ovviamente calcolare i test perché penso siamo attorno ai 100 mila”.

Luca, partiamo dalla stretta attualità. Ad oggi il 40% di benzina deve essere bio. Cosa cambia per Panta?
“Tutti noi siamo sensibili al tema della sostenibilità e di conseguenza serve un passo significativo verso quella direzione. Da quest’anno la benzina deve avere il 40% di prodotto bio di seconda generazione, ovvero di origine non fossile. Questo cosa significa? Panta, attraverso la ricerca e lo sviluppo, analizza quali prodotti bio da utilizzare mantenendo però inalterata la qualità. In alcuni casi possono essere scarti dell’immondizia, giusto per fare un esempio, l’importante è che non siano prodotti alimentari”.

Se non sbaglio si parla di segatura o anche del mosto. Michelin, per la sfida bio negli pneumatici, utilizza ad esempio bucce d’arancia.
“Parliamo di idrocarburi derivanti dallo scarto dell’immondizia oppure dalla segatura. Quando il mosto non viene più utilizzato viene poi trasformato in prodotto idrocarburo. Un altro esempio potrebbe essere la segatura oppure le sterpaglie. La cosa fondamentale è che quei prodotti, una volta utilizzati, non devono essere utilizzabili una seconda volta per il food. Così facendo arriviamo oggi ad avere una benzina bio al 40% senza sacrificare le prestazioni e senza cambiare il sistema di lavoro riguardante le mappature”.

Adesso qualcuno inizia a pensare che si ritrova il filtro sporco per via del mosto o della segatura…
“Ecco, a tal proposito ci tengo a fare chiarezza su questo tema. Per arrivare ad ottenere benzina bio al 40%, noi utilizziamo un processo altamente complesso che non lascia alcun tipo di residuo, perché non possiamo permetterci di abbassare nella maniera più assoluta i nostri standard di qualità. Questa è una sfida prioritaria per un brand come Panta”.

Luca, hai parlato di complessità del processo. Puoi dirci qualcosa di più?
“Nel momento in cui utilizzi prodotti bio, il processo di produzione comporta mesi di impegno e non giorni. Ma per Panta è determinante trovare delle soluzione a tutela dell’ambiente, considerando che nella benzina classica c’è una struttura fornita dall’energia elettrica tradizionale mentre nella benzina bio c’è la produzione fatta da pannelli solari”.

Per quanto riguarda l’inquinamento, invece?
“Panta è arrivata oggi a ridurre le emissioni di CO₂ all’8%. Penso che i segnali siano significativi e ci stiamo avvicinando al 10%”.

Nel 2027 la benzina sarà 100% bio. Come vi muoverete? Siete già all’opera?    
“Sono quattro anni che stiamo lavorando sulla benzina 100% bio e noi siamo pronti. Quello che posso dire è che avremo un prodotto nuovo, che presenterà nuove dinamiche. Oltre a livello di costi cambia radicalmente il prodotto, perché molto aggressivo sulla plastica e ci sarà da capire i consumi. La Federazione ha però fatto una scelta logica in modo da avvicinarsi al 100% gradualmente e consentire la sperimentazione”

Ad oggi qual è la sfida più difficile verso questo mondo sempre più sostenibile?
“Panta investe tantissimo in ricerca e sviluppo, ma soprattutto nella ricerca dei prodotti di seconda generazione perché non è una cosa semplice. Alla fine però questo è l’orientamento, consapevole del fatto che dobbiamo iniziare ad aprirci sempre più a un mondo green”.

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