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MotoGP, Dall’Igna: “Con Marquez non mi preoccupa lo sviluppo ma la gestione sportiva”

"Il rischio di perdere Pramac è reale. Marc è un personaggio divisivo. Bagnaia e Marc nello stesso team? Entrambi sanno soffrire, ma Pecco non deve dimostrare più nulla"

MotoGP: Dall’Igna: “Con Marquez non mi preoccupa lo sviluppo ma la gestione sportiva”

Ad un passo dal termine del GP del Mugello in cui Bagnaia e Bastianini, azzurri per l'occasione, hanno incassato una magnifica doppietta, è arrivata anche la conferma che il paddock e i tifosi aspettavano col fiato sospeso da mesi. Marc Marquez è stato confermato nel team ufficiale accanto a Bagnaia dalla prossima stagione 2025, un accordo biennale tra l'otto volte iridato spagnolo e la casa di Borgo Panigale che va così a definire "il team più forte della storia Ducati" come dirà Dall'Igna ai microfoni di Sky. Le parole dell'ingegnere padre della moto più competitiva della MotoGP erano le più attese, ed in una intervista ai microfoni di Sky ha chiarito dubbi e domande in merito a questa incredibile mossa di mercato.

Cosa vi ha spinto verso la scelta di Marc Marquez rispetto a Jorge Martin ed Enea Bastianini?
"Ci ha spinto la consapevolezza raggiunta in questi mesi che lui possa fare davvero la differenza sulla nostra moto - esordisce l'ingegnere Dall'Igna ai microfoni di Sky - la nostra moto ha raggiunto livelli incredibili, ed avere due piloti di quel livello ci permette di avere maggiori probabilità di vincere il campionato del mondo, che è il nostro obiettivo principale. Come ha detto una volta Max Biaggi, le corse non sono un concerto di musica classica, può succedere di tutto, ed avere due piloti in grado di lottare per il titolo sia la cosa migliore per la Ducati".

Cosa rappresenta per te e per la Ducati l'arrivo di Marc Marquez nel team ufficiale? E' un obiettivo raggiunto, una nuova sfida per Borgo Panigale?
"Non è un obiettivo raggiunto, il nostro obiettivo è sempre stato quello di vincere i campionati del mondo, ed avere sia Marc che Pecco ci permette di provare a raggiungere questi obiettivi. I nostri rivali ora si sono rafforzati con l'arrivo dei nostri attuali piloti quindi nella prossima stagione sarà sicuramente più complicato riuscire ad inseguire quell'obiettivo".

Con l'arrivo di Marc in rosso Ducati avrà una delle squadre più forti di sempre, anche se l'obiettivo iniziale era di mantenere anche Jorge Martin. Inizialmente Marc si era detto disponibile ad una moto factory in un team satellite, poi cosa è successo?
"Sicuramente l'obiettivo iniziale era quello di tenerli entrambi. Sapevamo sin da subito che sarebbe stato complicato, ma l'abbiamo perseguito fino a quando ci siamo resi conto che non era più possibile e che avremmo dovuto decidere tra i due. E' stata una decisione molto complicata ma alla fine abbiamo optato per Marc".

Marc è una presenza mediaticamente importante, con due fenomeni nel box, ognuno diverso dall'altro, potrebbe essere difficile da gestire anche in termini di direzione dello sviluppo futuro?
"Dal punto di vista dello sviluppo non sono assolutamente preoccupato. Abbiamo la nostra filosofia, ed abbiamo sempre seguito più di un pilota durante lo sviluppo. Penso che tener conto dell'opinione di più piloti sia un valore aggiunto nello sviluppo della moto. Semplicemente Marc da quest'anno è diventato uno di questi piloti. Ho qualche preoccupazione invece riguardo alla gestione sportiva, il clima che si vive attualmente nel team e nel box Ducati è meraviglioso e l'obiettivo è far si che le cose non cambino anche il prossimo anno".

Quale è stata la reazione di Pecco a questa scelta? Potrebbe essere uno degli esami più importanti della sua carriera?
"Non credo che Pecco abbia bisogno di ulteriore esami. Ha già dimostrato ampiamente di cosa è capace, ha già vinto due campionati del mondo e sulla moto fa cose fantastiche, come quella partenza nelle prime due curve appena vista al Mugello. Non credo onestamente che Pecco abbia più nulla da dimostrare, è la nostra bandiera, per questo abbiamo firmato con lui prima che il campionato iniziasse".

Ora avete due campioni, Bagnaia e Marquez, entrambi con molti titoli sulle spalle. Lotteranno allo stesso livello sulla Ducati?
"Credo proprio di sì, sono due campioni. Tutti e due hanno la determinazione, tutti e due sanno soffrire. Marc ha sofferto molto in questi anni, Pecco lo ha fatto nella stagione scorsa ed ha reagito. In quei momenti si vede lo spirito del campione, e secondo me se la giocheranno ad armi pari".

Quanto hanno pesato le considerazioni di carattere economico in questa scelta?
"Non sono un uomo di marketing, se uno volesse fare fallire l'azienda basterebbe darmi il marketing da gestire e sicuramente raggiungerebbe l'obiettivo - scherza l'ingegnere -  Sicuramente la mia scelta su Marc Marquez è stata prettamente di carattere sportivo. Poi è chiaro che all'interno dell'azienda c'è stato anche chi ha fatto questo tipo di ragionamento. Marc è un personaggio divisivo, c'è chi lo ama a morte e chi lo odia a morte. Magari in italia di meno, ma nel mondo ci sono tantissimi tifosi tifano per lui".

Il team Pramac è un partner storico di Ducati. C'è il rischio concreto di perdere questa partnership?
"Il rischio di perdere Pramac è sicuramente reale, tutto il mondo tifa affinché  faccia qualcosa di diverso da Ducati. Per noi sarebbe un dispiacere sia personale che sportivo. La Pramac e Campinoti sono con noi da tantissimo tempo, sono stati parte del successo che in questo momento abbiamo, quindi sarebbe un dispiacere ma è ancora tutto da valutare. Effettivamente  però il problema sussiste".

Jorge Martin sarà rimasto deluso da questa scelta, ma è ancora in testa alla classifica. Cambierà la gestione con lui in questa seconda metà di campionato?
"Noi facciamo dello sport, e dobbiamo essere sportivi. Nulla si può dire sulla gestione delle moto e dei piloti, anche nei team clienti, da parte di Ducati in questi anni. Tutti i nostri piloti hanno avuto la possibilità di esprimere il proprio talento e di crescere e migliorare con la nostra moto. A Martin quindi non mancherà né il supporto tecnico né quello umano da parte nostra".

Tutto questo è successo a due giorni dal trionfo di Ducati al Mugello, con una splendida doppietta in azzurro con Bagnaia e Bastianini. Un Bastianini cui vanno riconosciuti dei meriti nonostante forse fosse già fuori dai piani futuri della Ducati.
"Enea ha fatto delle cose meravigliose con Ducati sin dal suo esordio nel team Gresini, un team più privato di quello di Martin. Ha fatto un percorso bellissimo in Ducati ed è approdato nel team ufficiale. Purtroppo ha avuto sfortuna, ha perso buona metà della scorsa stagione a causa di un incidente nella prima gara e ha avuto solo le ultime gare e le prime di questa stagione per dimostrare. Sappiamo che vale molto come pilota ma avevamo due titani già preparati e pronti a lottare, e lui è stato messo da parte prima".

Una decisione sofferta quindi, quante notti insonni hai speso prima di prenderla?
"Diciamo che forse da stasera potrò iniziare a riposarmi di più - ammette scherzosamente Dall'Igna - la decisione da prendere era molto difficile e complicata, non solo dal punto di vista sportivo ma anche dal lato umano. Nessuno dei tre è mai andato fuori dalle righe una sola volta. Ci son stati magari degli scontri in pista ma sempre risolti bene, episodi di gara e senza scorrettezze. E' stata una decisione sofferta, ho cambiato idea svariate volte in questi giorni ed in questi mesi, ma alla fine sono convinto della scelta. Penso che abbiamo il miglior team della storia di Ducati. Sono contento sia per me che per i miei collaboratori".

Quando è stata presa la decisione di fatto?
"E' stato domenica, dopo la gara. Sabato pomeriggio avevamo preso un sorta di "embrione" di decisione, e poi abbiamo finalizzato il giorno successivo dopo la gara di domenica. Abbiamo avuto poco tempo per sistemare i dettagli per un contratto così importante come quello di Marc, e per questo non abbiamo dato subito l'annuncio".

La prossima stagione si preannuncia incredibile: In Formula 1 l'arrivo di Hamilton in Ferrari, in MotoGP l'arrivo di Marc Marquez sulla Ducati.
"Mi auguro che sia una stagione bella come queste ultime che stiamo vivendo. Non ricordo di aver mai visto così tante gare meravigliose come queste che sanno facendo i nostri piloti. Immagino anche i tifosi da casa quanto si stiamo divertendo a guardare i nostri piloti che si "menano" in pista".

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