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MotoGP, Bartolini: "passo 7 giorni al mese in fabbrica in Yamaha per il flusso continuo"

"La chiave per recuperare terreno è essere reattivi davanti alla problematiche e per accelerare i tempi adesso sviluppiamo parte della moto in Italia. I test privati figli delle concessioni? Per l'aerodinamica hanno aiutato"

MotoGP: Bartolini:

Anche se il livello non è quello di Honda, Yamaha è in sofferenza. Penultima tra i costruttori con 36 punti contro i 241 di Ducati la Casa del Diapason continua ad arrancare e a navigare nella nebbia  alle prese soprattutto con la mancanza di reattività della moto in curva e con un peso eccessivo in fase di rialzo, che sta mettendo a dura prova la tenuta fisica dei due piloti, Fabio Quartararo soprattutto. Parlando in esclusiva a Speedweek al termine del weekend del Mugello, che ha compreso altresì una giornata di test collettiva il direttore tecnico Max Bartolini ha provato a fare il punto della situazione.

Oggi tutti i team dispongono di una buona base tecnica da cui partire, il problema è velocizzare lo sviluppo. Ultimamente ci stiamo allineando, anche perché il fatto che il Giappone sia lontano non deve essere una scusa. Personalmente una settimana al mese la trascorro in fabbrica, così da poter lavorare a stretto contatto con loro”, ha svelato.

Il punto è individuare come gestire il processo evolutivo. Prima, nel periodo di dominio dei nipponici, si partiva con una specifica tecnica con cui affrontare l’intero campionato e si innestavano via via le novità. In Europa il procedimento è diverso, a flusso continuo. Se un elemento necessita di essere rafforzato si interviene subito. La MotoGP funziona così e adesso anche ad Hamamatsu l’hanno capito”. 

Per cercare di rendere più immediata la risalita,  è stato creato un distaccamento dell’azienda asiatica in Italia . “Il mio compito è esattamente quello di far comunicare i due dipartimenti tecnici”, ha svelato l’ex Ducati.

Pur ridimensionando la centralità dei test nella crescita di una motocicletta, l’ingegnere ne ha comunque evidenziato l’importanza. “Prima si possono verificare in circuito le parti nuove, meglio è - la sua sentenza, prima di soffermarsi sui benefici avuti grazie al turno extra legato alle concessione sul tracciato toscano dove poi si sarebbe corso - Avevamo provato l’aerodinamica e avendo dato una buona risposta, non appena i nostri ragazzi sono scesi il pista al venerdì sono andati forte. Effettivamente in questa maniera il lavoro è facilitato e sono certo che se ne vedranno i frutti anche nei prossimi appuntamenti”, ha concluso. 

 

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