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MotoGP, Marini: "La Honda? Ha difetti, ma è più bella da guidare della Ducati"

"Malgrado le difficoltà anche su gomma nuova, personalmente mi trovo meglio. Non è un caso se i giapponesi vendono più moto. La Yamaha? E' più avanti di noi". Mir: "Con la nuova aerodinamica si può sperare di avvicinarci"

MotoGP: Marini:

Con il passare degli appuntamenti la situazione della HRC sembra sempre stagnante e anche se il costruttore ha dato prova di reattività come mai prima d'ora, i risultati stentano ad arrivare. Nella prima giornata di azione al Montmelo Luca Marini e Joan Mir hanno occupato costantemente la parte più bassa della classifica, ma anche se in apparenza ci sarebbe ben poco da stare allegri, entrambi si stanno sforzando di farlo.

"Se qualcosa poteva andare storto oggi pomeriggio è successo, in più quando tutti stavano andando in pista, io sono stato costretto a rientrare ai box, per cui non ho avuto occasione di mettermi in scia a qualcuno per segnare il tempo. Ho fatto dei bei giri, ma non ho potuto lavorare sulla moto come avrei voluto e infatti i riscontri cronometrici sono rimasti gli stessi del mattino - le parole dell'italiano -  Nel complesso è tutto abbastanza sotto controllo. Honda ha portato delle novità che stanno funzionando, in particolare l'aerodinamica sembra stia andando nella giusta direzione ed infatti Nakagami non ha accumulato un distacco molto grande da Bagnaia, considerato che qui le Ducati fanno sempre la differenza. Vedremo domani. La Coppa Giappone? Non c'è mai stata, in quanto Yamaha è più avanti di noi sotto ogni aspetto, avendo vinto il Mondiale nel 2021. Il nostro distacco da loro? Non lo guardo, penso solo a quello dai primi".

Parlando di sensazioni di guida, il marchigiano ha fatto professione di concretezza. "Meglio oggi che durante il test privato, perché in quell'occasione ci siamo focalizzati sullo sviluppo. In un venerdì di gara si pensa anche e soprattutto alla prestazione. Il meteo ha influito? No, essendo state migliori del previsto. Detto ciò correre su questo circuito è un'emozione. Quando partono le libere 1 è sempre qualcosa di speciale, vedere tutti i cordoli e le linee dipinte di fresco. Già si è vista qualche persona sui prati, quindi speriamo nel pienone".

Cosa cambiare girare qui con la Desmosedici o con la RC213V?

"Come ripeto sempre, con la Honda anche se sei su gomme nuove e stacchi dieci metri più tardi giri uguale, invece con la Ducati posticipando vai più forte. Questo rende la vita più facile nella caccia al tempo, tuttavia la giapponese è più bella da guidare e io personalmente mi trovo molto bene con l'anteriore, sia nei cambi di direzione, sia in inserimento mi pare meglio. Quando tiri su la moto, invece, manca la performance - ha spiegato - Se la fanno di serie venderebbe più della Panigale V4 S? Sicuramente, credo che la Honda venderebbe di più".

Nel 2023 Marquez con l'HRC aveva sfruttato le moto di Borgo Panigale per tirare fuori il tempo. E' una strategia utilizzabile?

"Attualmente vanno troppo forte rispetto a noi, poi Marc aveva questa moto cucita adosso, di conseguenza riusciva ad esprimersi al massimo. Complessivamente la GP24 è molto cresciuta se confrontata con la GP23, in particolare a livello di aerodinamica e motore in frenata, mentre il discorso non vale per noi, anzi sotto alcuni aspetti siamo pure peggiorati. Ad ogni modo attaccarsi è un buon metodo se si è in difficoltà e permette di guadagnare un paio di decimi sul dritto", ha riconosciuto.

Come l'ex VR46 Racing, così il collega di box si è mostrato cauto e realista, pur con un briciolo in più di ottimismo.

"E' complicato parlare di potenziale perché stiamo provando una moto un po' diversa, specialemente nell'aerodinamica per me inedita. Per adesso mi pare un passo avanti. In rettilineo è più rapida e infatti sono riuscito a stare dietro ad alcune Ducati; per contro abbiamo problemi in altre aree come l'anteriore per cui si è costretti a lavorare molto di setting.  Nel complesso anche se non siamo da Q2, qualche progresso c'è stato. Le sensazioni non sono state male, ma è chiaro che non si può avere un cambiamento improvviso. Anche per via del tipo di grip che c'è continuiamo a soffrire, però credo che questo venerdì un 1'45 alto si poteva ottenere, ma per varie ragioni non ce l'ho fatta.  La nuova carena? La stiamo provando tutti, per fare la cernita di ciò che va scartato o tenuto".

Alla domanda su chi decide cosa bisogna provare, l'iberico ha spiegato: "Ognuno fa dei suoi commenti e i giapponesi decidono su cosa concentrarsi. Mi sembra che l'approccio che stiamo tenendo sia logico. Al Montmelo avevamo un pacchetto con una diversa configurazione del propulsore che personalmente non ho gradito e di coseguenza siamo tornati indietro. Qui effettivamente è stato fatto un buon progresso che mi fa esser fiducioso", ha concluso. 

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