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MotoGP, Martin: "Marc è forte a livello mediatico, io sono il leader della classifica"

"Anche quello conta qualcosa. La chiusura di Marc a Pramac? ognuno ha le sue ragioni. Ducati ha investito su di me per quattro anni, si fidano. La mia scelta di lasciare Pramac? aspirazione personale, ma Ducati è una multinazionale e ha anche degli interessi"

MotoGP: Martin:

Jorge Martin approda al Mugello da leader della classifica con 155 punti e un solo obiettivo, una sella da ufficiale, possibilmente nel team factory Ducati. Il tempo volge infatti al termine per una delle decisioni più difficili degli ultimi anni in seno a Borgo Panigale, costretta si a decidere di quale pilota privarsi, ma anche quale tra i due maggiori contendenti affiancare al già confermato Bagnaia.

Due spagnoli si confrontano in pista come ai microfoni dei giornalisti, uno un otto volte campione del mondo rinato proprio grazie alla Ducati, l'altro il giovane Jorge Martin, il più veloce e più prestazionale sulla carta in termini di risultati, ma costretto ad una lotta alla Davide contro Golia in termini mediatici, col rischio che Davide questa volta non vinca. Martin dice di non pensarci, "l'unico controllo che ho sono i miei risultati in pista", ma l'aut aut recentissimo di Marc Marquez alla Ducati con l'esclusione del team Pramac dalle proprie opzioni complica ulteriormente una situazione già molto tesa.

"Sarà un weekend davvero importante qui nel GP di casa del team - spiega Martin - ma del resto è il GP di casa anche per le altre Ducati. Da Barcellona siamo migliorati, non è stato un fine settimana semplice ma sono riuscito a migliorare dal sabato alla domenica, anche se sul finale Pecco è stato superbo e migliore di me in pista".

Pensi che qui al Mugello vedremo un'altra anteprima della lotta per il titolo come nelle scorse gare?
"E' stato un campionato molto combattuto in termini di performance, ovviamente ci sono altri piloti molti competitivi, per quanto mi riguarda credo che abbiamo trovato una bella costanza di risultati ma è difficile individuare i singoli punti di forza di ognuno. C'è ancora margine di miglioramento".

Tutti attendono con impazienza la decisione di Ducati in merito a chi occuperà la sella accanto a Bagnaia nel team ufficiale. I risultati di questi ultimi giorni hanno dato vita a tante speculazioni.
"Sicuramente ai media piace speculare molto, è un qualcosa che bisogna sopportare, fa parte del loro lavoro. Il mio è guidare e fare bene in pista. Sarà un weekend importante sia per la Ducati che per il mio team e voglio rimanere concentrato su questo ora. Lunedì e martedì poi avremo modo di pensarci".

Come ti spieghi tutta questa attenzione dei media attorno a voi per il mercato piloti?
"Penso perche Marc è molto forte a livello mediatico e forse io rientro in quel cerchio, ma forse è anche perchè sono il leader della classifica e anche questo conta. Uno è uno dei piloti più forti della storia, ma anche l'altro è molto competitivo, penso che entrambe le cose siano importanti".

Come vivi l'attesa di questa decisione da parte della Ducati?
"E' naturale per ogni pilota cercare una progressione per la propria carriera, per cercare un futuro migliore. Non ho controllo però sulle decisioni altrui, l'unico controllo che ho è in pista nell'ottenere risultati. Sono tre anni che affronto questa battaglia e non è una novità. Mi concentro sulla guida e la cosa non mi tocca. Si tratta solo di accettare il fatto che ci sia e di affrontare la pressione, ma più quella dei media e quella esterna che quella interna".

Ti ha sorpreso la decisione di Marc di dire apertamente di non prendere in considerazione il team Pramac in questa scelta?
"Alla fine è una decisione soggettiva, devi vedere dove pensi di poterti sentire a tuo agio, dove non lo sei, dove pensi di poter essere un pilota migliore e, se ha risposto, avrà le sue ragioni. Sono molto contento di dove mi trovo. Penso che sia una grande squadra. Sono arrivato con loro dalla Moto2 e hanno sempre dato tutto per me e sono molto felice anche per questo".

Vincere il campionato con Pramac avrebbe ancora più valore dopo questa decisione di Marc.
"Sarei molto felice di vincere il Campionato del Mondo con Pramac ed è quello che sto cercando di fare. Quanto a Marc, ognuno ha le sue ragioni".

Quindi perchè la tua decisione di cambiare squadra?
"La mia squadra mi ha sempre dato il massimo a livello tecnico, come anche la Ducati, si fidano di me. La decisione di chiudere questo percorso è legata ad una aspirazione personale, dopo quattro anni il mio corpo mi chiede di cambiare e vedremo cosa succederà. E' naturale che una casa voglia ottenere il titolo col proprio team ufficiale, ma per me è un cambiamento necessario. Non si tratta neanche di una questione economica, alla fine ho un contratto da pilota factory, sono felice e loro si fidano, altrimenti non investirebbero su di me da quattro anni".

L'essere stato escluso dall'ufficiale due anni fa ora ti rende più cauto?
"Si è chiaro. Senza aver vissuto quell'esperienza probabilmente ora direi qualcosa di diverso. Ducati è una multinazionale, un'azienda che ha anche degli interessi. All'epoca Enea Bastianini era più forte di me e per questo andò in ufficiale, ma ora non è più così".

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