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MotoGP, Marini: “Tutto funziona bene sulla Honda, ma manca un secondo e mezzo di performance”

“Piano piano stiamo sistemando ogni parte della moto, una ad una. Se fosse stata solo l’aerodinamica avremmo risolto in fretta, ma bisogna lavorare anche sulla componente meccanica”

MotoGP: Marini: “Tutto funziona bene sulla Honda, ma manca un secondo e mezzo di performance”

Luca Marini e il team Repsol Honda tornano al Mugello, dopo il mercoledì di test privati sostenuto prima della trasferta a Barcellona. Un test che a detta del marchigiano non renderà la vita più facile alla truppa giapponese, che potrà però contare sul nuovo pacchetto aerodinamico approntato dalla Casa di Tokyo.

Non penso proprio che sarà più facile dopo il test. Ogni weekend è difficile e il test che abbiamo svolto qui era finalizzato allo sviluppo della moto. Quindi, abbiamo provato molti aggiornamenti, senza concentrarci sul set-up. Partiremo dalla stessa base usata a Barcellona, perché mi sentivo meglio con quella. Vedremo come andrà qui, dove abbiamo qualcosa in più rispetto a Barcellona, in termini di aggiornamenti, che forse ci possono aiutare ad avvicinarci al vertice - ha spiegato Luca - Abbiamo visto con Zarco che il nuovo pacchetto aerodinamico è positivo, visto che ha avuto delle sensazioni migliori, quindi lo useremo qui, senza perdere tempo ad aspettare il test di lunedì. Siamo sicuri che funzioni, ma non è certamente abbastanza: dobbiamo lavorare di più sul fronte dell’aerodinamica, perché credo che Ducati e KTM, in particolare, sviluppino molto quest’area ogni anno, migliorando molto. Anche l’Aprilia sta lavorando sin dall’inizio sull’aerodinamica e ha un’ottima base, anche se sembra un po’ diversa dalle altre moto”.

Pur arrivando al Gran Premio di casa senza particolari prospettive di risultato non toglie comunque a Marini la magia del Mugello.

Ho un casco speciale, ma non c’entra niente con la bambina. Quello, ve lo spoilero, l’avrò a Misano, quando mancherà poco alla nascita” - ha rivelato - Questo è un Gran Premio speciale e molto importante per me, perché è quello che aspetto di più ogni anno, insieme a Misano. Mi piace la pista, è divertente, e c’è una bella atmosfera con tutti i tifosi, però sì, sicuramente non veniamo alle gare dicendo ‘lottiamo per il podio’, ma pensando a fare il nostro meglio e a sviluppare la moto nel migliore dei modi, raccogliere dati anche in questa gara e, nel mio caso, di stare davanti ai miei compagni della Honda, che è certamente l’obiettivo più corretto da porsi in questo momento, perché abbiamo più o meno tutti lo stesso pacchetto. C’è chi ha delle specifiche diverse e chi uguali alle mie, ma ognuno di noi cerca di fare del suo meglio per vincere questa sfida tra di noi. Sarà un’ottima Honda Cup!”.

E perché non una Coppa giapponese, allargando la competizione ai rivali Yamaha?

“Ritengo che la Yamaha fosse molto forte nei test qui e sia Rins che Quartararo hanno girato su tempi molto buoni. Quindi, sembra che al momento loro siano un po’ più avanti con il lavoro, anche perché non sono partiti da dietro - ha risposto il 26enne - La nostra posizione a inizio stagione era molto peggio della loro, ma ci stiamo avvicinando agli altri costruttori ad ogni GP e dobbiamo continuare a lavorare in questa maniera perché ho fiducia nel fatto che a fine stagione saremo molto più vicini e potremo divertirci”.

L’obiettivo per il futuro è ovviamente quello di puntare a qualcosa in più dell’essere il primo dei piloti Honda sotto la bandiera a scacchi. Fermo restando che la competizione interna non verrà comunque meno.

“La Honda Cup rimarrà sempre, così come c’è anche la Ducati Cup. È la stessa cosa, solo che loro sono in una posizione diversa in classifica - ha osservato Marini - Comunque sono molto positivo: non so quando, ma arriveranno delle gare in cui potremo lottare per delle posizioni migliori. Non so se questo significherà essere in lotta per il 10° posto o il 6°. Per il podio, salvo in qualche situazione molto particolare, sarà molto difficile in questa stagione, però mai sottovalutare i giapponesi, che ogni tanto tirano fuori qualcosa di veramente bello”.

Al di là dei riscontri cronometrici, del resto, Luca non ha nulla di cui lamentarsi della RC213V. Nemmeno parlando dei dispositivi di partenza.

“Sono più facili quelli della Honda di quelli Ducati, ma il problema è che ti manca tempo perché partendo in ultima fila arrivi per ultimo in griglia e il tipo con la bandiera rossa ha fretta di andare via - ha detto ridendo - Adesso per attivare il launch control basta cliccare il pulsante. Non so se l’abbiano richiesto anche gli altri hondisti, ma per me è più comodo. Ogni cosa che c’è sulla Honda è precisissima, sicurissima, e funziona veramente bene, device inclusi, però manca un secondo e mezzo di performance”.

Interrogato sulla natura dei problemi Honda, Luca ha poi spiegato: “Secondo me si capisce perfettamente dal primo giorno se si stratta di problemi a livello di meccanica o di aerodinamica della moto e piano piano stiamo sistemando ogni parte, una ad una. Se fosse stata solo l’aerodinamica avremmo risolto in fretta, ma sono entrambe le componenti, quella meccanica e quella aerodinamica. È questo il problema (sorride)”.

Avendo così tanto lavoro da fare, l'urbinate è convinto che far squadra sia il modo migliore per ridurre i tempi necessari a uscire dalla crisi.

Io ho proposto più volte di cercare di lavorare più insieme in questo momento, in cui non possiamo lottare per qualcosa di importante. Poi, quando potremo giocarci podi, gare, o anche la Top 5, ognuno farà il proprio lavoro. Ma secondo me adesso dobbiamo solo cercare di ridurre il tempo che servirà per tornare in alto - ha ammesso - Ci torneremo sicuramente, ma il problema è che non sappiamo quanto ci vorrà perché le altre Case costruttrici lavorano un sacco ogni anno e migliorano. Quando questa situazione era opposta, e le concessioni le avevano squadre che non sono la Honda, loro si sono strutturate tutte in una maniera un po’ diversa, mentre Honda e Yamaha hanno più o meno mantenuto il vantaggio che avevano in quegli anni. In quest’era della MotoGP la situazione è un po’ cambiata”. 

Restando in tema di cambiamenti, non si può non parlare delle nuove gomme portate quest’anno dalla Michelin, che stanno contribuendo a migliorare significativamente le performance.

“Per me è un pochino più difficile dare dei feedback a riguardo, perché sono su un’altra moto, però sembra che le gomme abbiano un po’ più grip - ha spiegato il pilota Honda - Michelin ha migliorato la tecnologia e ha anche cambiato la sua politica, portandoci gomme nuove in ogni gara, in modo tale che non ci siano più gomme preriscaldate. Questo migliora molto le prestazioni di tutti i piloti, perché puoi lavorare al 100% dalle FP1, ma va anche detto che sono migliorate anche le moto. Penso che ciò che è cambiato maggiormente sia il fatto che c’è una fase in ingresso curva in cui la gomma ha più aderenza rispetto all’anno scorso, che ti porta ad andare anche un po’ largo, e il modo in cui riesci a gestire questa situazione fa la differenza in curva, perché se fai fatica la moto gira meno rispetto all’anno scorso”.

Che le nuove coperture abbiano contribuito a rendere più complessa da guidare la Ducati GP23? “È difficile dirlo dall’esterno. Da quello che vedo, è vero che stanno soffrendo molto, però Marquez sta andando forte ed è sul podio tutti i fine settimana, quindi una maniera per far andare forte la GP23 c’è sicuramente”, ha concluso Marini.

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