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MotoGP, Gran Premio di Barcellona: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Bagnaia rompe la maledizione, Martin si scopre ragioniere, Marquez sorpassa e balla. Espargarò annuncia l'addio alla MotoGP con una pole position e una vittoria nella Sprint

MotoGP: Gran Premio di Barcellona: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Barcellona è la città di Antoni Gaudí, ma neanche la mente eclettica dell’architetto avrebbe potuto immaginare un GP del genere. Sogni e incubi che si scontrano, sorpassi e gesti dell’ombrello, ritiri annunciati e vittorie. Bagnaia, Martin e Marquez sanno stupire e far divertire, Aleix Espargaró anche commuovere.

IL BELLO – Bello sì, ma solo a metà. Bagnaia ha detto di essersi stancato dei sabati neri e delle domeniche d’oro, ma anche noi. Una riedizione del capolavoro di Stevenson, con il signor Francesco e il dottor Bagnaia che lottano fra di loro, ma a vincere è solo uno. Il campione del mondo sa sempre come farsi perdona, ma che fatica.

IL BRUTTO – Niente da eccepire per lo spettacolo in pista (ottimo e abbondante per la truppa degli appassionati), me quello dopo la bandiera a scacchi è da serata dei debuttanti. Dopo la performance canora in coppia con il fratello Alex in versione Ricchi e Poveri, Marq Marquez si è dato alla danza sugli air fence. Correre gli riesce decisamente meglio.

IL CATTIVO – Freddie Spencer e i suoi Steward sono specialisti in decisioni ‘curiose’. A Bastianini hanno dato un Long Lap che suona di beffa dopo il danno subito andando fuori pista per un sorpasso azzardato. Enea, però, ha fatto i capricci, non è andato in castigo e si è preso un mezzo minuto abbondante di penalità. Questa volta, dietro la lavagna ci vanno tutti, così possono farsi compagnia.

LA DELUSIONE – Gli specialisti della Cabala stanno ancora appurando perché il 23 sia così indigesto a Bezzecchi. Quel numero dopo la sigla GP ha fatto piombare Marco in un incubo. Il vero problema è che non riesce a svegliarsi.

LA CONFERMA – Il giovedì annuncia la pensione, il sabato si prende pole position e Sprint, la domenica sfiora il podio: Aleix Espargarò è una sicurezza per l’Aprilia, perché i suoi presunti eredi latitano. È il retrogusto amaro di un fine settimana da incorniciare. La gallina vecchia fa un piatto succulento, il brodino gli altri sulla sua stessa moto.

L’ERRORE – Il carpiato di Jorge Martin in qualifica è stata l’unica sbavatura. Per il resto, lo spagnolo di Pramac ha fatto vedere di sapere soffrire e mettersi in tasca punti importanti, senza lanciarsi in colpi di testa. Come deve fare chi vuole giocarsi il anche Mondiale.

LA SORPRESA – Raul Fernandez rischiava di essere archiviato sotto l’etichetta ‘cause perse’. Le scuse iniziavano a scarseggiare, ma l’aria del mare di Barcellona lo ha rinvigorito. Finalmente si è e ci è piaciuto, tanto che gli perdoniamo anche il ruzzolone nella Sprint.

IL SORPASSO – La grande abbuffata la si ha con Marc Marquez e le sue rimonte. Il più significativo è quello di Bagnaia a Martin, non tanto per Jorge, ma per il punto: la curva 5, che si becca anche un cordiale vaffa dal campione del mondo nel giro di onore.

LA CURIOSITA’ – Per il terzo Gran Premio consecutivo sul podio ci sono solo Ducati.

IO L’AVEVO DETTO – Pecco Bagnaia assicurava: “l’Aprilia è la moto da battere a Barcellona”. Non è mai stato così contento di sbagliarsi.

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