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MotoGP, Mir: “Quando non vedi le performance è difficile dire se vuoi restare o no”

“Sono sicuro che stiamo lavorando nel verso giusto, ma ora ci servono sforzi in questa direzione. Ho bisogno di capire quando ritroveremo competitività, perché adesso non so se posso fare un altro anno come questo”

MotoGP: Mir: “Quando non vedi le performance è difficile dire se vuoi restare o no”

Continua a essere lunga la strada della Honda per uscire dalla crisi, ma al momento sembra farsi un po’ meno impervia rispetto a quanto non fosse fino a poco tempo fa. Il costante impegno della Casa giapponese sembra aver dato segnali confortati nel recente test privato al Mugello, considerato positivo da Joan Mir.

È stato un test molto produttivo, abbiamo fatto parecchi giri e abbiamo anche provato diversi elementi, soprattutto aerodinamici, oltre a diverse configurazioni del motore. Qui non avremo quello che abbiamo richiesto nei test, useremo un pacchetto simile, però stiamo lavorando e credo che in un mese o due faremo un passo avanti”, ha raccontato il maiorchino nel giovedì al Montmeló, prima di parlare più nel dettaglio del lavoro svolto in Toscana.

“Abbiamo usato una nuova e migliore configurazione del motore che ci aiuta un pochino a far curvare la moto, area in cui avevamo un po’ smarrito la via. Dall’altra parte, tuttavia, anche la potenza è cambiata un pochino e i tecnici devono anche lavorare sulla connessione, quindi si tratta di mettere insieme tutti i pezzi. Abbiamo visto che possono esserci degli aspetti positivi, ma devono lavorare per poter compiere un vero passo avanti in quelli che sono i nostri punti deboli ha spiegato Joan, rimasto positivamente impressionato anche dal nuovo pacchetto aerodinamico pensato dalla Honda: Si tratta di un buon pacchetto, non una grande evoluzione, ma un passo avanti. Non lo userò qui, lo farò probabilmente nella prossima gara, per via dell’omologazione e di altri aspetti come questo”.

Appurata la bontà delle nuove parti bisogna però capire se la loro incidenza è sui tempi o sul feeling con la RC213V.

“Questa è una bella domanda - ha commentato Mir ridendo - Per passare dai risultati ai tempi dobbiamo migliorare i punti deboli della moto, perché c’erano aree in cui andava molto meglio, ma abbiamo perso molto in quelle che sono proprio le nostre debolezze. Se si riuscissero a coniugare le cose buone che abbiamo adesso agli aspetti positivi del passato, allora faremmo un passo avanti che si farebbe sentire parecchio in termini di tempo sul giro”.

Sebbene il percorso sia ancora lungo, il campione 2020 della MotoGP è convinto che la Honda sia molto più vicina a ritrovare la competitività persa.

“Non nello specifico su questa pista, ma a livello di evoluzioni sì - ha ammesso - Prima avevo dentro di me la sensazione che non stessimo lavorando nella giusta direzione, mentre adesso ho una buona sensazione. Honda ha capito che stava andando nella direzione sbagliata con il concept precedente e sono sicuro al 100% che stiamo lavorando nel verso giusto in questo momento, però adesso abbiamo bisogno di lavoro e sforzi in questa direzione. È questo ciò che deve fare la Honda in Giappone. So che stanno lavorando duramente ed è per questo che ritengo che in uno o due mesi avremo dei buoni aggiornamenti sulla nostra moto”.

Una prospettiva incoraggiante ma che non riesce a incidere sull’attuale visione del futuro del pilota Honda.

“Questo non cambia affatto. Come pilota dai sempre delle buone informazioni, dai il 100% e vuoi sempre il meglio perché la stagione è lunga e anche una piccola cosa ci può cambiare completamente la vita. Quindi, fino a quel momento è molto difficile dire cosa voglio fare in futuro. Non lo so - ha confessato Joan - È molto complesso dire se vuoi rimanere o no quando non vedi le preestazioni. Sono stato qui un anno e siamo nella stessa situazione in cui eravamo l’anno scorso, se non addirittura leggermente peggiore in termini di prestazioni della moto. Tuttavia, la cosa più importante per me in questo momento è capire quando saremo competitivi. Quando torneremo ad avere delle buone performance e quando ci riavvicineremo ai primi. Una volta che l’avrò capito riuscirò a decidere e a capirne di più, perché adesso non so se posso fare un altro anno come questo o altri due. Sarebbe davvero difficile”. 

Con un mercato in gran fermento, tuttavia, il 26enne potrebbe trovarsi nella condizione di non poter aspettare il tempo necessario per fare chiarezza.

“È una gara che dovremmo probabilmente affrontare - ha riconosciuto il due volte iridato - È vero che il mercato si muove molto velocemente, ma sono altrettanto sicuro che non molti piloti vogliono farlo in una situazione come questa”.

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