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MotoGP, Fabio Quartararo: "Prima alla Yamaha mancava potenza, ora agilità"

"Piccoli miglioramenti nei test del Mugello, ma c'è ancora molto da lavorare. Alla Yamaha ho chiesto di investire di più aumentando moto e collaudatori. Il mio sogno? Un team satellite che possa aiutarci"

MotoGP: Fabio Quartararo:

Malgrado qualche cenno di ripresa mostrata in Francia la Yamaha continua ad arrancare nelle retrovie e così, alla vigilia dell'appuntamento al Montmelo e nonostante il buon esito della prova generale extra, figlia delle concessioni, al Mugello Fabio Quartararo è stato ben attento a non sbilanciarsi in attese. 

"Il test è andato molto bene perché ci ha consentito di analizzare e individuare le nostra priorità da qui a fine anno. Non sappiamo quando riusciremo a risolvere i nostri problemi, ma almeno abbiamo capito dove è necessario intervenire, inoltre abbiamo avuto occasione di provare il nuovo pacchetto aerodinamico che, sia noi piloti sia Crutchlow, abbiamo ritenuto un passo avanti, per cui lo utilizzeremo in questo weekend. Il focus è stato anche sul motore? No, ma già a Jerez avevamo un'evoluzione. Parlare di nuovo motore è comunque troppop in quanto non si può cambiare tutto da zero, ma solo migliorare un po'".

A dispetto delle buone sensazioni avute in Toscana, guardando all'impegno del fine settimana l'ottimismo però non è di casa. "Il tracciato catalano non è l'ideale per il materiale che abbiamo a disposizione, ma anche nel periodo buono, dal 2020 al 2022, avevamo faticato a causa dello scarso grip. Speriamo comunque che l'asfalto migliori per la domenica e si riescano a fare progressi. Dover gestire le gomme ci darà una mano, ma credo proprio che sul giro secco sarà dura".

Tornando alla recente sessione privata, El Diablo si è soffermato sugli aspetti positivi. "La nuova aerodinamica ci consente di curvare meglio, ma si tratta di un miglioramento minimo, in particolare ci consente di avere più angolo di piega".

In merito al tempo sul giro, l'interrogativo che regna sovrano in casa Yamaha è se quando c'è scarsa aderenza lo svantaggio su Ducati resti importante come in altre condizioni. "Lo vedremo. Ad esempio al Mugello con gli pneumatici nuovi il crono si è rivelato solamente un decimo meglio di quello registrato con una copertura vecchia di dieci tornate. In generale anche il passo è stato buono. E' ovvio che se si parte dietro tutto diventa più complicato. In generale ci sono dei circuiti in cui la differenza tra coperture fresche e già utilizzate è minore che in altri. La potenza mi preoccupa? No, non è mai stato uno dei nostri punti deboli in questa stagione. Prima me ne lamentavo un po', adesso è diverso e ci mancano agilità e capacità di curvare. Dobbiamo dunque focalizzarci su questo handicap. Nei cambi di direzione la Desmosedici ha superato anche la M1 vincente. Dovessimo trovare la quadra, potremmo già lottare per la sesta/settima piazza".

Il pilota di Nizza si è poi spinto in un consiglio ai nipponici: "Bisognerebbe investire di più sui test, avere più moto e collaudatori a cui affidare lo sviluppo.Certo un team satellite sarebbe il massimo, ma quello già sarebbe qualcosa e in Giappone lo hanno capito".

In ottica futura, quando ci sarà la rivoluzione tecnica, il transalpino ha però voluto mostrarsi ottimista. "Io non penso al 2027, ma so che Yamaha sta lavorando non solamente sul breve termine. Detto ciò occorre rimboccarsi le maniche anche per il presente. Ad esempio grazie alla cancellazione del round del Kazakistan avremo due giorni in più per provare, tuttavia è importante che sia per verificare delle novità, non solo per girare", ha concluso.

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