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MotoGP, L'incidente e nessuna vittoria: Bagnaia deve sfatare tutti i tabù di Barcellona

Pecco torna sulla pista dove lo scorso anno era stato investito. Martin sta scappando in classifica, Marquez e Bastianini sono a un soffio e al Montmelò anche l'Aprilia fa paura

MotoGP: L'incidente e nessuna vittoria: Bagnaia deve sfatare tutti i tabù di Barcellona

Quello di Barcellona non è un Gran Premio come un altro per Pecco Bagnaia, per tanti motivi. Il primo riporta alla mente il terribile incidente dell’anno scorso, quando il campione del mondo fu investito dalla KTM di Binder. Si alzò miracolosamente illeso (o quasi), ma quell’incidente segnò un punto di svolta nella sua stagione. Da quel momento, Bagnaia faticò a ritrovare la solita esplosività, mentre Martin si rafforzò. Come è andata a finire lo sappiamo tutti, ma questo fine settimana Pecco dovrà affrontare quella pista che porta con sé ricordi tutt’altro che piacevoli.

Del resto, il Montmeló non è mai stata troppo amica del piemontese, nemmeno nelle classi minori. Non solo a Barcellona non ha mai vinto, ma l’unico podio è stato quello dello scorso anno nella Sprint (un 2° posto). Inoltre, nelle ultime due edizioni del GP non ha mai visto il traguardo: nel 2023 per l’incidente di cui abbiamo parlato, nel 2022 per un altro innescato da Nakagami.

Se c’è un buon momento per sfatare il tabù catalano, è questo. Perché Martin sta prendendo il largo in classifica (ha 38 punti di vantaggio) e nelle stesso tempo Bagnaia ha il fiato sul collo di Marquez e Bastianini (a 2 lunghezze). Servono punti importanti e non solo quelli dati domenica. Contando solo le gare lunghe fin qui disputare, Pecco avrebbe solo 2 punti di svantaggio su Jorge, ma il pilota della Pramac ha fatto grande differenza al sabato: collezionando fino a qui 50 punti nelle Sprint contro i 14 del campione del mondo.

Se - come ha detto Bagnaia - il campionato sarà una questione a 3, ha bisogno di mostrare i muscoli in fretta. Anche perché Barcellona non è il campo di gioco preferito nemmeno dei suoi avversari. Nemmeno Martin ci ha mai vinto (a è salito sul podio nelle ultime due edizioni) e perfino il cannibale Marquez ha appena 2 vittorie in MotoGP nella sua posta di casa. Lo stesso numero della Ducati, che si era imposta nel 2017 con Dovizioso e nel 2018 con Lorenzo.

Tutto è molto aperto, soprattutto perché a Barcellona gli avversari potrebbero essere più pericolosi del solito.  Soprattutto l’Aprilia che l’anno scorso dominò il weekend: Aleix Espargarò vinse Sprint e gara e Vinales fu sempre sul podio. Pensando ai progressi della RS-GP e di Maverick, è chiaro che i due spagnoli di Noale saranno ossi duri. Non è da sottovalutare nemmeno la KTM, che si era imposta nel 2021 grazie a Miguel Oliveira. Con un Acosta sempre arrembante, un Binder in cerca di riscatto e un Miller che deve guadagnarsi una sella per il 2025, gli ingredienti per scombinare le carte ci sono tutti.

I mal di testa per Bagnaia sono tanti, ma del resto è quello che succede quando si ha il numero 1 sulla carena e ormai è abituato.

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