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MotoGP, Espargarò: "Se fossi team principal Acosta e Martin sarebbero il dream team"

Lo spagnolo, in attesa di decidere del proprio futuro, immagina il dream team perfetto: "Per primo mi assicurerei Acosta, è lui l'uomo del futuro, nei prossimi 10-12 anni avrà un ruolo importante. In velocità e costanza Martin è il Numero 1, è il pilota più forte al momento"

MotoGP: Espargarò:

Per la MotoGP tra poco più di una settimana sarà la volta del circuito del Montmelò a Barcellona, il sesto appuntamento di una stagione che sin dalle sue prime battute sta facendo scintille, dentro e fuori dai circuiti. Nel paddock, grazie ad un mercato piloti incandescente, ed in pista, grazie a delle gare come quelle di Jerez e di Le Mans che dimostrano ancora una volta che sì, la Ducati al momento domina le classifiche, ma lo fa anche grazie a piloti di un certo calibro come Martin, Bagnaia , Marquez e Bastianini. L'ordine non è casuale, la classifica infatti parla chiaro, con lo spagnolo in testa al mondiale con 129 punti.

Barcellona sarà però un crocevia importante anche per un altro pilota, Aleix Espargarò. Lo spagnolo, in sella ad una Aprilia che qui ha sempre fatto bene, si accinge ad affrontare il circuito di casa, quello in cui è cresciuto, con lo sguardo e i pensieri rivolti al futuro, il proprio. L'atleta che a Luglio compirà 35 anni e che è stato parte integrante del progetto, dello sviluppo e della rinascita dell'Aprilia lo aveva detto, "Ho la sensazione di aver fatto qualcosa di buono, deciderò dopo Barcellona e Mugello" . Il debito di riconoscenza per l'apporto dato dallo spagnolo alla casa di Noale, che ha spinto la RS GP ai massimi livelli fino a lottare con le Ducati è quindi fuori discussione.

Le tempistiche del resto coincidono con la deadline autoimpostasi da Ducati per decidere le sorti della seconda sella nel team ufficiale, contesa tra un Martin velocissimo e tutt'ora leader del mondiale, l'attuale detentore Enea Bastianini ed un certo Marc Marquez, ed è logico quindi pensare che Aprilia punterà sull'escluso per strappare un contratto vantaggioso.

Se però sul ritiro Aleix non ha ancora le idee chiare, lo spagnolo si lascia andare nel mondo delle ipotesi ed espone la sua visione del team perfetto se fosse un team principal: "Se fossi il team principal, mi sarebbe chiaro cosa fare. La prima cosa da fare sarebbe assicurarsi Pedro Acosta. Non ho dubbi sul fatto che sia lui l'uomo del futuro. Se si pensa al futuro, non si può pianificare senza Pedro Acosta. Nei prossimi 10-12 anni avrà un ruolo importante. Questo è sicuro: Pedro sarebbe nella mia squadra".

Il pupillo della KTM infatti, al momento 6° in classifica con 73 punti, non ha stupito tifosi e addetti ai lavori coi meri risultati, bensì per la capacità di adattamento ad una MotoGP che dalla quasi totalità dei piloti è considerata difficile da addomesticare. Sul futuro del Tiburon de Mazarron al momento non ci sono dubbi, vestirà KTM e con ogni probabilità la casa austriaca lo vorrà nel team factory accanto al già confermato Binder.

Sul compagno di squadra di questo immaginario dream team poi Aleix non ha dubbi.
"Quando si parla di chi è il numero 1 in termini di velocità oggi, Jorge Martin. Il suo potenziale per vincere le gare, la sua costanza e il suo mordente lo rendono il pilota più forte al momento, per me. Quindi, il mio dream team, se dovessi dire qualcosa, sarebbe sicuramente Pedro Acosta e Jorge Martin".

Martin, fraterno amico e rivale di Aleix, è a tutti gli effetti il primo tra i rivali di Bagnaia sin dalla scorsa stagione in cui ha lottato a denti stretti per il titolo con l'italiano fino all'ultimo GP di Valencia. L'eventuale approdo di Martin in Aprilia non sarebbe una ipotesi troppo remota, qualora Ducati optasse per Marquez. Aleix e Martin condividono poi lo stesso manager, Albert Valera, manager anche di Acosta, quindi nel mondo dell'immaginario il sogno del dream team di Aleix potrebbe anche attualizzarsi essendo entrambi i piloti ancora molto giovani, ma sicuramente non nel prossimo futuro.

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