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MotoGP, Marquez: “La partenza? una combinazione di concentrazione, rischio e istinto”

“C'è stata anche fortuna: non pensavo di fare 2°, ma è stata la mia miglior partenza in MotoGP. Anche se tutti parlano della partenza la cosa più importante per me è il passo che ho mostrato dopo. Stamattina ho ritrovato il ritmo cambiando il set-up”  

MotoGP: Marquez: “La partenza? una combinazione di concentrazione, rischio e istinto”

Dopo l’acceso duello con Francesco Bagnaia a Jerez, Marc Marquez è stato uno dei grandissimi protagonisti anche della Sprint Race corsa quest’oggi sul tracciato di Le Mans, chiusa in seconda posizione grazie a una straordinaria rimonta dalla quinta fila. Una magia compiuta grazie a una partenza capolavoro, che ha permesso a Marc di portarsi in quinta posizione subito dopo il via, per poi mettersi a caccia del podio.

“Nemmeno io sapevo di essere in grado di arrivare in seconda posizione, ma abbiamo saputo soffrire in questo fine settimana. L’obiettivo, parlando con la squadra, era il settimo o l’ottavo posto, perché non mi aspettavo di guadagnare così tante posizioni in partenza - ha raccontato Marc a fine gara - Ho fatto diverse buone partenze nella mia carriera, come a Valencia nel 2012. Anche in MotoGP ne ho fatte di belle. In Malesia ne ho fatte di belle, come in Olanda, o al Mugello, ma questa è stata la mia miglior partenza con le MotoGP attuali, perché adesso, con l’holeshot e tutti i dispositivi, le moto di tutti i costruttori riescono a partire bene ed è davvero difficile riuscire a fare la differenza. È stata una bella partenza, una combinazione di concentrazione, fortuna, rischio e istinto e la mia partenza è ciò di cui parlano tutti adesso, ma la cosa più importante per me è il passo che ho mostrato dal secondo o terzo giro in poi, quando ho iniziato ad andare a prendere Bezzecchi. Ho guidato bene e in maniera costante nella Sprint e questo mi rende ancor più felice. Con quel passo, sarei stato contento anche se avessi chiuso quarto o quinto”.

Anche senza la caduta di Bezzecchi, l’alfiere del team Gresini avrebbe potuto artigliare la piazza d’onore alle spalle di Martin, ma non è certo che si sarebbe assunto tutti i rischi necessari per tentare un sorpasso.

“Avevo qualcosa in più per gli ultimi giri, ma, ad essere sincero, non sapevo se rischiare o meno, perché ho visto che Vinales era già a due secondi di distanza. Mi sono detto che con la partenza e la gara che avevo fatto anche chiudere terzo non era affatto male. Quindi non so se avrei sfruttato le opportunità avevo in frenata, ma ero costante, stavo andando molto bene ed ero a mio agio - ha commentato - Abbiamo saputo soffrire, pur essendo partiti tredicesimi”.

La qualifica è stata infatti la grande macchia sul sabato del 31enne, rimasto escluso dalla Q2.

Sono arrabbiato con me stesso, perché in Q1 non ero convinto. Ieri ho commesso un errore insieme alla squadra, ci siamo presi troppi rischi seguendo una direzione completamente diversa durante le prove con il set-up di entrambe le moto e così sono rimasto fuori dalla Q2. Poi in Curva 1, durante la Q1, è successo proprio ciò di cui avevo già parlato in passato, ovvero dell fatto che mi sento molto meno a mio agio a stare dietro a qualcuno con questa moto. Però ho imparato da quello che è successo - ha spiegato l’otto volte iridato - Potrei dire che sono state le bandiere gialle perché poi ero veloce, ma non è quella la ragione. È stato un mio errore. Sono stato fortunato che Miller sia caduto prima, ma qualche anno fa, senza quella via di fuga, sarebbe stato un momento molto pericoloso”.

Fondamentale per la rimonta di Marc, a parte la partenza, è stato fare un passo indietro nella messa a punto della moto.

“Stamattina ho trovato il ritmo. Questo weekend abbiamo imparato molto, sia io che la squadra, perché le decisioni si prendono insieme. Siamo ritornati alla nostra base, poi ovviamente si è trattato anche di capire la strada presa dalle altre Ducati su questa pista, in particolare Martin e Bagnaia, che conoscono meglio questo tracciato rispetto a noi - ha raccontato - Siamo andati un po’ verso quella direzione, poi abbiamo adattato l’elettronica a questa nuova configurazione di base e nella Sprint siamo riusciti a fare un grosso passo avanti sul fronte dell’elettronica e questo mi ha aiutato ad essere molto più fluido”.

Nonostante il suo netto cambio di passo, tuttavia, il maggiore dei fratelli Marquez è convinto che non sarebbe riuscito a battere Martinator nemmeno partendo in prima fila. 

“Oggi e in tutto il fine settimana, Martin e Bagnaia sono stati un po’ più avanti rispetto agli altri. Per loro è facile. Forse avrei chiuso nella stessa posizione” ha affermato il pilota catalano, convinto che domani possa essere un Gran Premio a offrigli le chance migliori: “Il bagnato a volte può essere il tuo migliore amico e altre il tuo peggiore nemico, quindi non saprei. Oggi sentivo di avere il passo per rimontare, ma ripetere la partenza di oggi sarà impossibile. In più, anche se dovessi fare una buona rimonta, ci sono tre o quattro piloti che sono molto veloci, ovvero, Martin, Bagnaia e Vinales, più Bastianini. Se la gara sarà asciutta avrò il grosso handicap di partire dal 13° posto, mentre se sarà bagnata sarà certamente tutto più aperto”.

Difficile comunque pensare a un piano d’azione per la gara lunga: “Non puoi avere un piano partendo 13°. La strategia comincia dopo il primo giro, anche perché con il serbatoio più pesante non puoi attaccare nella stessa maniera di oggi - ha osservato - Dipenderà anche dal meteo, perché se c’è asciutto, partendo da quella posizione, per me sarebbe positivo riuscire a chiudere tra i primi sette e la Top 5 sarebbe fantastica, ma dipenderà molto dalla partenza.

Marquez ha poi concluso fornendo un suo parere sui problemi accusati da Pecco nella gara Sprint e sulle differenze tra la prima e la seconda moto.

“Quando l’ho superato sembrava che non avesse innestato l’abbassatore anteriore ed è qualcosa che può succedere. A parte ciò, io non sento nessuna differenza tra una moto e l’altra, anche se a volte cambiamo qualcosa tra una giornata e l’altra - ha ammesso - È pur vero che per me ad esempio, questa moto è più sensibile dal punto di vista della guida, nel senso che c’è un solo modo di guidarla. Ieri stavo lottando con la moto ed era la prima volta che mi succedeva e non potevo certo continuare a guidarla in quel modo, altrimenti non sarei riuscito a sfruttarne il potenziale”.

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