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MotoGP, Bagnaia: "Quando lotti contro Marquez devi tenere i gomiti larghi"

"Fra di noi c'è rispetto e i duelli sono divertenti. Questa vittoria è stata una dimostrazione di forza, serviva sia a me sia alla squadra dopo un momento difficile"

MotoGP: Bagnaia:

Le vittorie non sono tutte uguali e quella di Bagnaia oggi a Jerez (la terza consecutiva nel GP di Spagna) è speciale. Venticinque giri di passione in cui il campione del mondo ha fatto capire perché il numero 1 sia sulla sua carena. Dal doppio sorpasso all’esterno su Martin e Bezzecchi al primo giro, alla lotta con Marquez, per arrivare al giro più veloce alla fine, tutto è stato perfetto. Un campionario dei suoi punti di forza srotolato sull’asfalto del circuito andaluso, davanti a quasi 145mila persone.“La mia vittoria più bella? È sicuramente fra la prime 3, non saprei direi quale sia la migliore - sorride Pecco - Ho lottato: al primo giro, ma anche con Marc e poi nel finale. È stata una vittoria scolpita bene.

Il duello con Marquez è stato esaltante.
È stata una battaglia intesa. Quando ci siamo toccati, Marc è stato bravo ad alzare un po’ la moto perché in quei casi uno dei due può finire a terra, se non entrambi. Il giro dopo ci ha riprovato e gli ho di nuovo risposto, poi sono riuscito a prendere un po’ di vantaggio”.

Quando c’è di mezzo Marquez lo spettacolo è sempre assicurato…
Bisogna giocare così, è l’unico modo per stare davanti, altrimenti ti tiri sempre indietro e diventa tutto per complicato. Quando lotti contro Marquez devi tenere i gomiti larghi. La lotta è stata dura, ma fatta nel modo giusto. In generale, sono estremamente contento del risultato perché è stata una dimostrazione di forza”.

È stata una lotta entro i limiti?
Non è stato un contatto come quello di Portimao o di ieri, a volte si possono avere contatti perché con queste moto è difficile avere contatti normali. Fra me e Marc, comunque, c’è rispetto e questo fa sì che le lotte siano spettacolari e divertenti.

Nel 2021, ad Aragon, avevi vinto la tua prima gara in MotoGP proprio contro di lui.
Questa volta avevo del margine all’ultimo giro, mentre quella volta eravamo arrivati molto più vicini”.

Quanto era importante riuscire a vincere dopo un momento complicato?
Serviva a me e serviva al team. Due gare di fila in difficoltà non sono state facili, inizi a farti molte domande, ma siamo riusciti a trovare una soluzione. Qui abbiamo lavorato estremamente bene per trovare migliore sensazioni e domani, nei test, finiremo il lavoro. So che anche Cristian (Gabarrini, il suo capotecnico ndr) era molto contento perché siamo un team molto unito e vincere in questo modo dà una bella scarica.

Dove ti sei piaciuto di più?
Il sorpasso all’esterno è stato bello, ma anche la lotta con Marc e il giro veloce, di forza, negli ultimi giri. È stato tutto bello”.

Il primo giro è stato il punto chiave?
Ormai la partenza e il primo giro fanno il 60% della gara e anche ieri, nella Sprint, avevo provato a fare la stessa manovra alla curva 6, ma l’asfalto era un po’ bagnato. Oggi invece era asciutto e ci sono riuscito. In gara è stato importante non forzare troppo in frenata perché le sensazioni all’anteriore non erano ideali, la gomma si muoveva tanto. È stata una gara lunga, ma l’ho gestita alla perfezione, tenendomi un po’ di margine per gli ultimi giri”.

Per vincere non si può aspettare?
Quando puoi stare davanti lo fai, così eviti problemi con la temperatura e la pressione delle gomme. All’ultima curva del primo giro Marc aveva fatto un errore e sono passato, ma poi ho commesso lo stesso sbaglio al giro dopo. Quando mi sono trovato dietro a Martin, la pressione della gomma anteriore è aumentata e non riuscivo a fare le mie solite traiettorie. Appena è caduto, sia le mie sensazioni sia i miei tempi sono migliorati. Quando segui qualcuno, anche se sei più veloce di lui, non riesci sempre a fare quello che vuoi”.

Martin stava esagerando?
In quel punto io frenavo forte e Jorge in quel giro mi aveva guadagnato qualche metro in staccata, ma è difficile capire cosa sia successo. In quel punto l’asfalto è un po’ strano”.

Non hai pensato nemmeno un momento di accontentarti con Martin fuori dai giochi?
È troppo presto per pensare a certe cose e poi, come ho detto, senza Jorge davanti le mie sensazioni sono migliorate. Non sono il tipo che pensa ad accontentarsi e a mollare”.

Da 42 punti sei passato a 17 da Martin.
Il campionato è veramente lungo e in questo momento guardare i punti non serve più di tanto. Bisogna lavorare come abbiamo fatto questo fine settimana, trovare le migliori sensazioni possibili e poi fare le gare come sappiamo. Quando mi trovo bene, lotto sempre per il podio ed è la cosa più importante.

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