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MotoGP, Da Bagnaia a Marquez: dubbi e certezze alla vigilia del primo GP in Qatar

Pecco e Martin sono i favoriti, con Bastianini a chiudere un terzetto terribile sulla GP24. Ad Aprilia e KTM il compito di rovinare la festa. Occhi puntati sul debutto di Acosta

MotoGP: Da Bagnaia a Marquez: dubbi e certezze alla vigilia del primo GP in Qatar

L’attesa sta per finire. Venerdì il 2024, quando in Italia saranno le 13.40, partirà la stagione della MotoGP, in Qatar come è ormai tradizione. Non ci sarà più spazio per dubbi, con il cronometro a fare da giudici e a stabilire se il lavoro fatto nell’inverno sia stato buono o meno. I test sono serviti a farsi un’idea dei valori in campo, ma come sempre succede, sono un po’ come la teoria che deve essere confermata dalla pratica. Nel nostro caso da primo Gran Premio, che non decide certamente una stagione, ma iniziarla bene significa essere a metà dell’opera, o almeno così si dice.

I favoriti

Ora come ora, non viene in mente nemmeno un pilota Ducati che nel corso della stagione non possa salire sul podio o vincere. Quantità e qualità per un’armata che nel 2023 ha monopolizzato il podio del campionato. La situazione quest’anno potrebbe essere migliore (o peggiore, nel caso degli avversari) perché tutti hanno acquisito maggiore esperienza e consapevolezza, oltre all’arrivo di Marc Marquez che - va da sé - mette quel pizzico di pepe a una pietanza già ben saporita.

Se parliamo dei favoriti, però, vengono in mente 3 nomi e sono quelli dei piloti che guidano la GP24. Bagnaia e Martin si era giocati il titolo fino all’ultima gara di Valencia una manciata di mesi fa e già questo li mette un passo davanti a tutti, ma poi c’è la nuova moto di Dall’Igna. Per la prima volta, la nuova Desmosedici non ha avuto i classici difetti di giovinezza. Non che in passato quelle mancanze non fossero poi state colmate, ma nel 2024 si inizia ancora meglio. La promozione del prototipo era arrivata già alla sua prima uscita a Valencia e, da lì in poi, i commenti non hanno fatto che migliorare.

Soprattutto quelli di Bagnaia, che sembra avere trovato una moto che lo aiuta dove la precedente lo metteva più in difficoltà. Anche Martin - seppur con qualche alto e basso - si è convinto della bontà del progetto e lo spagnolo si esalta in gara. Chiudiamo il trio con Bastiniani: potrebbe essere un azzardo metterlo fra i favoriti dopo il deludente 2023, ma a giocargli contro era stata soprattutto la sfortuna. Enea ha tutte le carte per essere al livello degli altri due, soprattutto con una moto che gli piace.

Gli outsider

Visto l’andazzo, verrebbe da mettere qui gli altri piloti Ducati non citati prima. A partire da Fabio Di Giannantonio, che dopo essersi sbloccato a fine dello scorso anno ha confermato la sua velocità nell’inverno. A volere però mettere i bastoni fra le ruote della Desmosedici sono però Aprilia e KTM. In Veneto e in Austria si è lavorato sodo, bisognerà vedere se sarà bastato.

La RS-GP è quella che ha più stupito per le sue forme e non è una novità, perché Albesiano e i suoi uomini da tempo stanno portando in pista soluzioni aerodinamiche innovative. Inoltre, il 4 cilindri italiano sembra avere anche qualche cavallo in più, cosa che non basta mai. La ricetta, però, deve ancora essere messa a punto per trovare quell’equilibrio che fa la differenza durante un’intero campionato. È l’obiettivo anche di KTM, unica MotoGP con il telaio in carbonio. Anche sulla RC16 si è lavorato per affinare il progetto e, come sempre, gli ultimi decimi sono i più difficili da limare.

Le due moto, comunque, sembrano in crescita e dovranno esserlo anche i loro piloti. È ormai da troppo tempo che Vinales aspetta di fare quell’ultimo passo che lo metterebbe fra i migliori della categoria, mentre Aleix Espargarò alterna fine settimana perfetti con altri da dimenticare. I giovani scalpitano, a partire da Raul Fernandez, che non ha una moto aggiornata, ma che si è messo in luce nell’inverno, mentre Oliveira sembra essersi perso.

In KTM la punta (per il momento) è Binder. Il sudafricano è tosto e veloce, ma anche lui un po’ troppo altalenante. Una pezza, comunque, la mette sempre, a differenza di Jack Miller, che nel 2023 ha fatto il passo del gambero, partendo bene e finendo peggio.

I dubbi

Da risolvere, s’intende. Il primo è quello che riguarda Honda e Yamaha. Le due Case giapponesi non sono certo delle novelline nelle corse, ma hanno perso la strada. Le concessioni sono una bussola che permette di ritrovarla ragionevolmente in fretta, ma i tempi non sono certi. La loro voglia di rivoluzione si è vista: Iwata ha cambiato la sua struttura interna rafforzando la componente italiana, Tokyo ha rivoltato la sua moto come un calzino. Il gap però è grande e servirà pazienza, sarà soprattutto Fabio Quartararo a doverla avere.

Ci sono infine due nomi su cui ci sono grandi aspettative, quelli di Marquez e Acosta. Il ‘vecchio’ campione e il giovane debuttante, cosa riusciranno a fare? Alla pista la risposta.Sicuramente Marc è in una posizione molto migliore rispetto a quella in cui si trovava nelle scorse stagioni. È ancora presto per dire se la cura Ducati gli basterà per farlo tornare quello del passato, ma le premesse per vederlo di nuovo nelle posizioni che contano ci sono tutte. Pedro, invece, sembra destinato a provocare forti emicranie a molti, ai suoi compagni di marca per primi. Più che la sua velocità, nei test ha stupito la sua maturità, come se fosse certo che i risultati arriveranno, fra quanto?


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