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MotoGP, Nava: “Marquez non andrà al 101% in Qatar, vorrà fare la tara”

“La sua priorità è quella di capire innanzitutto cosa significhi tornare là davanti. In seguito, nel momento in cui inizierà a confermarsi al vertice, inizieranno i problemi, perché poi te lo ritroverai sempre lì”

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Tra i tanti temi affrontati in occasione della live di giovedì con Giulio Nava abbiamo anche parlato dell’inizio del Mondiale MotoGP. Nonostante l’ingegnere segua ormai da tempo Alvaro Bautista, poco più di 10 anni fa lavorava in Honda nel gruppo di lavoro di Marc Marquez in qualità di data engineering.

L’esperienza maturata sul campo e le sue conoscenza hanno infatti contribuito a portare HRC e il fenomeno di Cervera alla conquista del Mondiale. Nella foto di copertina possiamo riconoscere Giulio assieme a tanti compagni come Gabarrini, che ora segue Bagnaia nel team factory Ducati.  

“Io mi aspetto che Marc stia sul podio già nelle prime gare – ha detto Nava –  come ben sapete io ho lavorato con lui prima dell’infortunio e non so quanto lo abbia condizionato questa cosa. Di sicuro è uno di quei piloti che se vede la possibilità non si tira indietro, ma penso che affronterà questa sfida con la giusta mentalità. Lui non vuole fare 0-100, ma compiere un passo alla volta, attestandosi passo dopo passo”.

Cosa dobbiamo aspettarci in Qatar?
“Lui cercherà di stare là davanti fin da subito, questo è ovvio. Se alla prima gara dovesse conquistare il quinto posto, a quella dopo proverà a farà quarto e poi cercherà di andare a giocarsi il podio cercando di rimanerci con costanza. Me lo aspetto competitivo senza però andare al 101% come era suo solito fare, ma al 99%.”  

Te lo immagini quindi più conservativo?
“Marc ha perso l’abitudine a stare davanti a giocarsi le vittorie e di conseguenza non è cosa semplice ritornarci con costanza fin da subito. Il discorso è invece diverso per gli altri (Bagnaia e Miller), i quali sono abituati a stare davanti. Al momento Marc è in una posizione di svantaggio rispetto agli altri piloti e per stare là davanti deve fare il 101%. Immagino che all’inizio lui se la prenda con calma per capire come è cambiato stare la davanti rispetto a quando era in sella alla Honda”.

Poi andrà all’attacco?
“Nel momento in cui impara a scoprire tutte le varie dinamiche, attestandosi nei piani alti, la volta dopo gioca poi ad armi pari. A mio avviso, Marc ha realizzato che non gli viene tutto facile come accadeva prima e di conseguenza vuole capire come funziona la moto adesso, così come le gomme e cosa significhi stare nuovamente là davanti. Proprio per questo motivo penso che utilizzerà la prima gara per imparare e fare la tara agli altri tre. In seguito, nel momento in cui avrà capito il tutto, inizieranno i problemi, perché te lo ritroverai sempre lì davanti”

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