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MotoGP, Martin: "qualcosa non funziona: la prova della Sprint è stata un disastro"

"In Qatar nella simulazione della Sprint Race ho accusato molte vibrazioni. Ho provato a spingere, ma il ritmo non c’era e comunque era molto lontano da quello di Bagnaia. Dobbiamo rivedere l'apertura del gas perché le vibrazioni portano gli pneumatici a danneggiarsi"

MotoGP: Martin:

I test pre-stagione li ha chiusi in settima piazza, ma da vice-campione di MotoGP in carica Jorge Martin  si aspettava qualcosa di meglio. Non tanto dal punto vista del piazzamento in una fase in cui la classifica non ha un grande significato, quanto delle sensazioni in generale. Se infatti in un primo momento pareva che tutto andasse alla perfezione, quando si è trovato a fare la simulazione di Sprint Race  è arrivata la brutta sorpresa.

Quando ho messo la gomma per effettuarla sono cominciati i problemi anche se avevo già accusato delle vibrazioni durante le prove- ha confidato ai microfoni di DAZN – Non sappiamo bene perché e non abbiamo neppure una soluzione”.

A complicargli la vita anche una caduta, fortunatamente per lui senza conseguenze. “C’è qualcosa che non sta funzionando bene, non riesco a guidare come vorrei e quando accelero si crea molto chattering. Anche per questo la prova della mini-gara è stata un disastro. Ho provato a spingere, ma il ritmo non c’era e comunque era molto lontano da quello di Bagnaia.  In entrata di curva 14 sono pure scivolato”.

Secco e senza appello il commento sullo stato attuale della sua Ducati.  “Dobbiamo rivedere quando si va ad aprire il gas, anche perché le vibrazioni portano gli pneumatici a danneggiarsi.  Ad oggi, non funziona nulla sotto questo profilo. Confido in un passo avanti in ottica gara”,  ha asserito il portacolori del team Pramac, sfiduciato dal vedere Pecco e Bastianini su un altro pianeta e altresì  il neo arrivato Marc Marquez fare meglio di lui.

 Entrando nel dettaglio della questione il 26enne ha confermato però che quanto patito nei test del Qatar non si tratta di un fenomeno inedito per la sua moto: “Mi era già successo, ma magari negli ultimi tre giri di corsa e con coperture usate. Al contrario in questa occasione l’ho notato dalla prima tornata. Ho in seguito comparato i miei dati con quelli degli altri e ho potuto osservare che la problematica è soltanto mia. Mi auguro sia dovuto al forcellone o al telaio, piuttosto che ad altre parti che non stanno rispondendo a dovere”.

Almeno in apparenza il madrileno preferisce prenderla con filosofia pur non nascondendo il proprio disappunto. “In generale sono tranquillo, in quanto non fosse stato per questo intoppo, sono riuscito a tenere un buon passo a gomme quasi finite.  Speriamo si riesca a rimediare, così da poter essere più costante nei GP. La regolarità al principio della stagione potrebbe collocarmi tra i favoriti al titolo”.


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