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MotoGP, Mir contento a metà: "Ci stiamo avvicinando, ma ci manca qualcosa"

Il pilota Honda ha individuato le debolezze della sua moto: "Dobbiamo trovare grip in accelerazione e la trazione". Le sensazioni dopo la prima giornata in Qatar sono comunque positive: "Siamo più veloci e abbiamo migliorato aree in cui l'anno scorso faticavamo"

MotoGP: Mir contento a metà:

Tredicesimo al termine del primo giorno di test sul circuito del Qatar Joan Mir si è detto soddisfatto delle sensazioni provate durante i 52 giri compiuti, anche se gli handicap noti della RC213V restano gli stessi.

"Nel complesso è stata una buona giornata - ha commentato -  Abbiamo confermato diverse soluzioni e migliorato un po' l'aerodinamica.  Mi sono sempre sentito a mio agio. Con le gomme medie usate abbiamo segnato riscontri non male. Ho migliorato fino all’ultimo run, tanto che il mio miglior tempo è stato firmato con una gomma che aveva alle spalle 20 giri. Sul fronte dell’elettronica dobbiamo ancora fare progressi".

Per lo spagnolo c'è ancora molto da fare: "Ci stiamo avvicinando, ma non siamo ancora dove vorremmo. In generale, vedo del potenziale e in alcune aree in cui faticavamo lo scorso anno, adesso abbiamo fatto passi avanti  - ha riconosciuto soffermandosi sugli aspetti positivi - Senza spingere tanto sono riuscito ad abbassare il crono della qualifica, ciò significa che mi sento meglio in sella, anche se ancora non riesco a frenare dove vorrei. Per il resto buona la velocità in curva e ci si riesce a divertire di più".

Il 26enne ha quindi sposato il pensiero del compagno di squadra Marini, convinto dello step avanti della direzione del posteriore. "E' effettivamente migliorata, il tutto a beneficio della durate delle gomme. Devo dire che invece per quanto concerne il grip in accelerazione e la trazione siamo ancora al punto di Sepang. E' certamente il nostro punto debole e stiamo cercando di gestirci con quello che abbiamo. Questo problema penalizza nelle fasi conclusivi della gare, per cui dovremo trovare il modo di implementare il comportamento della moto con le coperture usate".

Domani potrebbe essere buona occasione per esercitarsi in questo senso. "Non avremo molto da provare di nuovo, per cui mi concentrerò su me stesso e sui dettagli per prepararmi al massimo", ha rivelato. 

Infine una parola sul ritorno di Brivio in MotoGP alla corte della Trackhouse Racing. "Davide è uno che si confronta molto con i piloti, forse un po' meno rispetto a Puig, ma ci tiene molto. Già in passato ha dimostrato di poter fare bene portando la Suzuki sul tetto del mondo, pur partendo da zero".

Meno entusiasta del vicino di box e soltamente diciottesimo alla bandiera a scacchi odierna, Luca si è detto poco rassicurato dal lavoro fatto durante l'inverno: "Gli altri hanno progredito di più, mentre noi siamo ancora lontani. Anche se quanto provato ha dato una risposta positiva, ancora non è abbastanza  Per il primo GP dovrebbero arrivare delle novità per migliorare l’aderenza e l’acclerazione in uscita di curva, intanto domani cercheremo di trovare la quadra".

Dopo essersi lamentato del downforce in quel della Malesia, il fratello di Rossi ha potuto godere immediatamente di una nuova ala anteriore. “Credo sia la giusta reazione da parte della Casa madre. Questo approccio mi permette di essere più motivato a lavorare per loro e con loro. Per adesso sta andato tutto bene, siamo solo carenti per quanto concerne spunto e passo".

Per finire, il marchigiano si è spinto a fare un confronto con Ducati: "Questa moto comporta una guida piuttosto diversa. Se dovessi fare le stesse cose del campionato passato sarei lentissimo, per cui il mio compito ora è adattare lo stile alle nuove esigenze. Dopo esserci focalizzati sulle evoluzioni, martedì ci concentreremo sulla preparazione del weekend di corsa. Ho notato dei passi avanti, però devo accumulare chilometri e implementare l’ingresso di curva sfruttando i punti forti della motocicletta, in quanto si vede che Joan, che vanta più esperienza, ha già capito quando deve spingere".

 

 

 

 


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