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SBK, Roda: “Non ci saremmo mai aspettati l’addio di Rea, Bassani ci intriga”

L'INTERVISTA - “La scelta di Johnny ci ha sorpreso, soprattutto nel momento in cui hai due anni di contratto. Ora ci serve un pilota che sviluppi una moto che si adatti allo stile di più piloti. Tutta Kawasaki voleva Axel, perché merita questa occasione. La nuova moto? Se il regolamento lo consentisse potremmo estrarre molto di più dall’attuale Kawasaki”

SBK: Roda: “Non ci saremmo mai aspettati l’addio di Rea, Bassani ci intriga”

Phillip Island coincide ufficialmente con l’inizio della nuova era Kawasaki. L’addio di Johnny Rea ha infatti costretto la Casa giapponese a cercare un sostituto e la scelta è ricaduta su Axel Bassani. Per il pilota veneto si tratta di un’occasione del tutto inedita, considerando che sarà impegnato nelle vesti di pilota ufficiale.

In vista dei test di Phillip Island abbiamo parlato con Guim Roda, che ci ha spiegato il momento che sta attraversando la squadra con l’occhio rivolto ovviamente al Campionato che verrà.

“Questa sarà una stagione nuova per tutti noi – ha esordito – l’addio di Johnny conferma che nulla è per sempre e la vita va comunque avanti. Siamo quindi pronti per una nuova sfida, ripartendo innanzitutto da Alex Lowes. Toccherà a lui il compito di raccogliere il testimone di Johnny e tenere alta la bandiera di Kawasaki”.

Guim, quanto pesa l’assenza di Rea?
“Johnny ha un grandissimo talento e lui ha estratto il massimo potenziale dalla nostra moto considerando anche i regolamenti con cui ci siamo dovuti confrontare. Ad oggi però ci serve un pilota che sviluppi una moto che si adatti a più piloti e non solo a uno”.

Ti ha sorpreso l’addio di Johnny?
“Ovviamente non ti aspetti mai una scelta del genere, soprattutto nel momento in cui un pilota ha due anni di contratto. Io ho sempre cercato di convincerlo a restare con noi, ma alla fine bisogna anche considerare la motivazione del pilota. Da un punto di vista umano accetto la sua decisione, anche se è un peccato doversi separare”.

Avete deciso di ripartire da Bassani.
“Abbiamo scelto Axel perché è un pilota giovane ed italiano (sorride). Quello che posso dire è che tutta Kawasaki era convinta a puntare su di lui. Penso abbia fatto un grande percorso di crescita in queste stagioni con un team indipendente e adesso siamo curiosi di valutarlo in una squadra ufficiale, mettendogli a disposizione tutti gli strumenti necessari di cui ha bisogno”.

Cosa ti ha colpito di Axel?
“Abbiamo apprezzato molto il suo percorso di crescita, perché è un pilota genuino, vero, che ci intriga. Con lui vogliamo costruire un percorso di crescita basato sulla continuità. Penso che sia la cosa più corretta e naturale da fare nel momento in cui decidi di investire su un giovane come Axel. Ovviamente ci dobbiamo muovere a piccoli passi, consapevole che per lui la Kawasaki è una moto completamente diversa rispetto alla Ducati. Di certo non gli metteremo fretta o pressione, perché dovrà conoscere e scoprire la nostra moto”.     

È vero che avete valutato anche piloti della MotoGP?
“Sì, posso confermare che abbiamo valutato alcuni nomi, ma alla fine la scelta è ricaduta su Axel e siamo felici. È un pilota che ci intriga e come detto siamo curiosi”.

Cosa dobbiamo aspettarci da questa Kawasaki?
“Siamo abbastanza soddisfatti di quanto fatto nel corso dell’inverno, anche se non abbiamo una reale idea di quanto possiamo fare. Di sicuro il nostro obiettivo è quello di lottare per il podio e soprattutto trovare una maggiore costanza. Purtroppo le ultime stagioni non sono state facili, ma alla fine non si può sempre vincere, perché nel mondo delle corse non c’è solo la vittoria. È un po’ come nel calcio: il Barcellona ha vinto per tanti anni e ora fatica”.

Ti soddisfa il nuovo regolamento?
“Penso che al momento sia davvero difficile trovare un modo per equilibrare le prestazioni in pista. Ogni moto ha la propria filosofia e di conseguenza non è facile trovare un punto di incontro. La mia idea è che bisogna mettere tutti nella stessa posizione per poter ambire alla vittoria”.

In questi ultimi anni Rea ha parlato molto della nuova Kawasaki che mai è arrivata. Kawasaki crede ancora nella Superbike?
“Kawasaki è forse conservativa rispetto alle altre Case, ma rimane fedele al suo marchio di fabbrica. Nell’ultima stagione abbiamo apportato alcuni cambiamenti, forse quelli dello scorso anno non sono andati nella giusta direzione e in seguito diventa poi difficile fare marcia indietro. La nuova moto? Ovviamente fare una moto nuova non è una cosa che fai da oggi al domani. Dal punto di vista economico bisogna infatti fare diverse valutazioni perché devi capire l’evoluzione del mercato e i costi da sostenere. Io però non penso che la ZX-10RR sia arrivata al limite, perché se il regolamento lo consentisse, si potrebbe estrarre ulteriore potenziale. La dimostrazione l'avete avuta proprio quest'anno, dove abbiamo potuto avere maggiori giri e nuove componenti"


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