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SBK, Ducati, BMW, Yamaha, Honda e Kawasaki: le cinque rivali a confronto

L’ANALISI AI RAGGI X - Ducati resta il riferimento della categoria, ma BMW punta a soffiarle lo scettro. Ecco punti deboli e punti forti delle cinque Case che si presenteranno ai blocchi di partenza del prossimo Mondiale

SBK: Ducati, BMW, Yamaha, Honda e Kawasaki: le cinque rivali a confronto

con la collaborazione di Daniela Piazza

La sfida è pronta a ripartire e ai blocchi di partenza della nuova stagione ritroveremo cinque Case a catturare i riflettori della scena. Stiamo ovviamente parlando di Ducati, Honda, Yamaha, BMW e Kawasaki: saranno infatti queste a contendersi lo scettro di Regina in una delle stagioni che si preannuncia come tra le più attese di sempre nel Mondiale Superbike.

Cinque Case con una diversa filosofia e mentalità nell’approccio al mondo delle corse, che abbracciano il Vecchio Continente e quello asiatico. 

Cerchiamo ora di capirle nel dettaglio andando ad analizzare i punti forti e punti deboli di ognuna in attesa che in Australia si alzi il sipario.

DUCATI - RENDERE PERFETTA UNA MOTO APPESANTITA

La Rossa è e resta il riferimento della categoria. Nonostante l’inverno abbia messo a dura prova gli ingegneri di Borgo Panigale, tra zavorre e kg da aggiungere, la Ducati è certamente la moto da battere. In queste ultime stagioni Alvaro Bautista ha infatti reso la V4 un qualcosa che rasenta la perfezione. 

Guardando da fuori, la Panigale mostra diversi punti forti. In uscita dalle curve ad alta velocità è infatti impressionante l’efficacia che sfoggia la Rossa. Inoltre la V4 è riuscita a compiere passi avanti importanti nella gestione della gomme, evitando di andare a stressare troppo il posteriore. E che dire poi della capacità di consentire al pilota di arrivare subito alla massima prestazione.

Se l’accelerazione pare essere il tratto distintivo, in confronto alla concorrenza la moto sembra invece accusare qualcosa in staccata e nei tratti misti. Vedremo se questo aspetto emergerà nuovamente o meno nel corso di questa stagione.  

HONDA - UN DESTINO SEGNATO ANCORA PRIMA DEL VIA?

Bastano le parole di Iker Lecuona, dopo il test di Portimao, per fotografare il momento della Honda: "Dopo quattro giorni di test, non siamo riusciti a fare alcun miglioramento”. E pensare che quest’anno la Casa giapponese ha portato in pista una moto di ultima evoluzione presentando una nuova omologazione.

Tutti gli sforzi profusi rischiano però di essere un buco nell’acqua. Nonostante le ali, il forcellone, il telaio rinnovato e diverse novità a livello di elettronica, la nuova CBR 1000 RR-R non presenta alcun sostanziale passo avanti. Anzi, i problemi sono ancora gli stessi dello scorso anno, ovvero una moto nervosa, che tende a stressare le gomme mandandole in crisi dopo pochi giri, presentando scarso grip.

Questa è l’immagine della CBR che si presenta ai blocchi di partenza di questa stagione. Bisogna invertire la rotta e serve farlo nel breve periodo. Il calendario e i 16 giorni di test a disposizione per HRC potrebbero aiutare.

KAWASAKI - LA VERDONA SENZA TEMPO A CACCIA DEL RISCATTO CON PIÙ GIRI

Il 2024 rappresenta la nuova era di Kawasaki nel Mondiale Superbike. Con l’addio di Johnny Rea, KRT ha deciso di affidarsi alle qualità di Alex Lowes e della new entry Axel Bassani. La moto ha bisogno di ben poche presentazioni, dato che è la più longeva tra quelle della griglia.

Nonostante lo scorrere del tempo, la ZX-10RR si conferma ancora come una delle moto più performanti nei tratti misti e in staccata. Il punto nevralgico rimane però l’accelerazione, aspetto emerso più volte nelle ultime stagioni nel confronto con Ducati. Vedremo se con questi 500 giri in più (15.100 giri/minuto) la verdona riuscirà a colmare in parte o meno quel gap dalla concorrenza.   

BMW - L’OUTSIDER CHE PUNTA IN ALTO

A BMW piace fare le cose in grande. Così, dopo aver introdotto una nuova versione della M 1000 RR nella passata stagione, ma con dei risultati ben al di sotto delle attese, la Casa di Monaco di Baviera ha rivoluzionato tutta la sua struttura per il 2024, creando anche anche un test team di altissimo livello, con l’intento di ottimizzare le prestazioni della sua arma e dare a Toprak Razgatlioglu una moto capace di vincere. 

Il potenziale della M 1000 RR non si discute così come la potenza del suo motore, capace di impressionare il turco sin dalla prima uscita. Ma mettere a terra tutti i cavalli del suo propulsore non si è rivelata un’impresa semplice per la BMW, che soffre ancora nell’ambito della gestione degli pneumatici e del grip al posteriore. Un aspetto che il costruttore tedesco ha cercato di perfezionare provando nei test un nuovo forcellone e una nuova specifica del motore, che dovrebbe migliorarne l’erogazione. 

Solo alcune delle tante novità provate dalla Casa bavarese, che continua a lavorare alacremente anche sul fronte dell’elettronica e sull’aerodinamica, per cercare di colmare il gap con i primi nel minor tempo possibile.

YAMAHA - L’ESPERIENZA DI REA PER FAR DIMENTICARE TOPRAK

Considerata da tutti una delle Superbike più semplici da guidare, la R1 ha confermato la sua reputazione anche tra le mani di Jonathan Rea, rimasto piacevolmente colpito dalle doti della moto di Iwata e dalla sua fluidità di guida. Gentile e versatile, la Yamaha ha tra i suoi punti di forza l’erogazione lineare e un’ottima gestione delle gomme, che le permette di mantenere un buon potenziale anche a fine gara. 

L’accelerazione è però il grosso tallone d’Achille della R1, che non riesce a essere prestazionale come la Ducati sul rettilineo, impiegando più tempo rispetto alla Rossa per sfoderare tutta la potenza del suo motore e raggiungere il massimo della performance. Uno svantaggio che si è visto chiaramente lo scorso anno nelle tre gare disputate a Portimao e su cui la Yamaha dovrà cercare di intervenire lavorando soprattutto sull’elettronica e sulla gestione del suo quattro cilindri in linea.


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