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MotoGP, Test Sepang: Di Giannantonio 'un passo avanti' alle Ducati ufficiali

L'ANALISI DELLE SIMULAZIONI GARA - Nella simulazione di gara Sprint Fabio ha fatto la differenza, Bastianini il migliore sulle GP24. Marquez ci sta prendendo la mano. Aprilia e KTM non sono ancora al livello delle Desmosedici, fatica Honda

MotoGP: Test Sepang: Di Giannantonio 'un passo avanti' alle Ducati ufficiali

Non c’è pilota o addetto ai lavori che non sottolinei come i tempi dei test valgono poco o niente, ma è difficile rimanere indifferenti a quanto visto a Sepang. Ben 4 piloti hanno girato sotto il 1’57”, un muro che sembrava invalicabile, e Bagnaia ha abbassato di circa 8 decimi il record della pista che aveva fatto segnare pochi mesi prima nelle qualifiche del GP della Malesia. Come se non bastasse, sono stati ben 10 i piloti a riuscire a essere più veloci di quel primato. Le condizioni erano perfette, l’asfalto nero per quanto gommato e tutto questo ha permesso di vedere quei tempi, ma su un giro non si valuta la vera competitività di un pilota.

Per quello è meglio guardare alle simulazioni di gara - o meglio, di gara sprint - che in molti hanno fatto nell’ultima giornata. Dieci giri in cui capire il proprio passo e trovate nella tabella qui sotto riassunti i cronologici dei primi 10 piloti in classifica. Tutte le moto sono rappresentate a parte la Yamaha, perché Quartararo non si è impegnato in un long run come i suoi rivali.

Anche in questo caso, però, i tempi non dicono tutta la verità. Per esempio, la simulazione di Bagnaia è stata lenta rispetto a quella dei migliori, con appena un passaggio in 1’58” basso. È stato però Pecco a spiegarne il motivo: “ho avuto un piccolo problema sulla moto durante la simulazione di Sprint, avrei dovuto fermarmi, ma avrei perso la concentrazione e quindi ho deciso di continuare”. Ecco quindi la causa di un ritmo non ai livelli del giro secco.

Anche Martin ha avuto qualche problema, anzi ha commesso un errore: “quando nel secondo giro ho girato in 1’57” ho rovinato la gomma e l’ho pagata ha detto Jorge. La sua simulazione è comunque molto interessante, ma non la migliore. Rimanendo sui piloti sulla GP24, il più veloce sul ritmo è stato Bastianini. Enea è stato capace di stare in 1’58” basso per i primi 6 giri, salendo solamente di 3 o 4 decimi in quelli finali. 

Abbiamo quindi un vincitore? No, perché moto vecchia… fa buon brodo ed è una GP23 ad avere messo tutti in riga. È giallo fluo e la guida Fabio Di Giannantonio. Il pilota romano è stato perfetto sul passo: come Martin è stato l’unico a scendere sotto in 1’57” nella simulazione e, a differenza dello spagnolo di Pramac, non è mai salito sopra il 1’58” e mezzo, se non per qualche millesimo nel primo giro. Prendendo in considerazione i tempi nei vari giri, Jorge ed Enea sono stati i più veloci per due volte, Diggia per 6. Quel che più impressiona, però, sono i suoi riferimenti negli ultimi passaggi, come se non avesse per nulla (o quasi) sofferto il degrado della gomma.

Fra i Marquez Marc fa meglio di Alex

Sicuramente la Desmosedici 2023 è una moto al massimo del suo sviluppo a differenza della GP24, ma Fabio ci ha messo del suo. Lo dimostra il confronto con Alex Marquez, autore di una simulazione abbastanza anonima, con troppi alti e bassi. Più interessante quella del fratello Marc. L’8 volte campione del mondo deve ancora adattarsi alla Ducati, ma è sulla strada giusta. Il suo ritmo non è ancora a livello di quello dei migliori, ma non è neppure troppo distante. Rispetto a Bastianini - ad esempio - perde soprattutto nella prima metà, per poi allinearsi sui tempi di Enea, eccezion fatta per il 9° giro, in cui ha probabilmente commesso una sbavatura. La solidità, comunque, non manca e al suo 4° giorno sulla Rossa è già una buona notizia.

Aprilia e KTM non tengono il passo delle Ducati

Fin qui abbiamo parlato solo delle moto di Borgo Panigale, che guardando alle simulazioni rimangono il riferimento. Aleix Espargarò sull’Aprilia è stato molto costante (tra il suo miglior giro e il peggiore ci sono appena 3 decimi di differenza), ma gli è mancata velocità. Parliamo di un ritardo di 2 o 3 decimi al giro (in media) che fa la differenza alla lunga. 

Anche KTM sulla distanza non riesce a rivaleggiare con la Rossa. Binder è partito lento per poi riprendersi, ma Di Giannantonio (o Bastianini) sono distanti. Bisognerebbe però capire che tipo di prove stava facendo Brad in quel momento, perché sulla distanza Acosta è stato ai suoi livelli, se non migliore. Il debuttante spagnolo ha fatto cose egregie nel giro secco e anche il suo ritmo è interessante. Non da podio, ma neppure così distante dai migliori.

Chiudiamo con la Honda e Joan Mir. La RC213V sta facendo dei passi in avanti, ma la strada è ancora lunga. Se tutti gli avversari sono stati nell’1’58” per tutta la simulazione, il maiorchino è salito all’1’59” già al 6° giro, all’8° è di nuovo scendo (ma per una manciata di centesimi) e poi deve avere fatto un errore al 9° (2’02”217). La cartina tornasole di una Honda che sta compiendo grandi cambiamenti ma che ha ancora bisogno di tempo per colmare il gap.


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