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Multe per eccesso di velocità in città: sicurezza o cassa per il comune?

Sono in aumento le multe in città, ma hanno senso nelle strade a scorrimento veloce con appostamenti che sembrano fatti apposta per cogliere l'automobilista od il motociclista con la guardia abbassata?

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Roma, Via Leone XIII, alias via Olimpica, una strada a scorrimento veloce che attraversa il bellissimo parco di Villa Pamphili. Ore 11.20 del mattino, visibilità piena, lo scooterista viaggia a 70 Km/h. E' troppo? E' uno spericolato motociclista trasgressore? Beh, certo, il limite in città è di 50 Km/h, quindi viaggia spedito, ma è sulla destra della carreggiata e le macchine lo sfilano. Piuttosto la sua attenzione è concentrata sui rattoppi dell'asfalto, sulle buche, per le quali l'asfalto romano è tristemente famoso.

Per questo motivo quando 6 MESI DOPO lo raggiunge una multa di 136,50 € e 3 punti sulla patente è sorpreso. Quando diavolo la ha presa? Dove era l'autovelox e soprattutto dove era il benedetto cartello che dovrebbe avvertire - si fa prevenzione (dicono) non cecchinaggio - della presenza della pattuglia? Boh, chi lo sa, lui non lo ha visto. Paga, che altro deve fare?

Passa un altro mese e, lo scooterista fermo al semaforo che precede il famigerato punto in cui gli era stata fatta la multa, grazie alla luce bassa delle 17.30 di sera, in lontananza vede il familiare lampeggio blu: si incuriosisce, gli si accende la lampadina. Decide di curiosare. Parcheggia lo scooter.

Il risultato sono le foto che pubblichiamo, per semplice dovere di cronaca.

"La procedura è la seguente: ci troviamo in Piazza Pio XI, al semaforo che precede la leggera salita di Via Leone XIII. Quando scatta il verde tutti partono ed ovviamente sono raggruppati, forzatamente, quindi il traffico si sgrana e chi passa con il verde accelera nella salita. Facilmente si superano i fatidici 50 Km/h, ma giustamente ci dovrebbe essere il cartello. Lo si vede? E' posizionato in posizione ben visibile? Niente affatto, anche alla guida di uno scooter, e quindi con visibilità massima, è posizionato di fianco ad un cassonetto, seminascosto da una macchina parcheggiata che sporge un po' di più, naturalmente, perché più larga. Lo si vede solo quando gli si è addosso e, probabilmente, già inquadrato nel mirino del velox. Fine sella storia", questo il racconto del motociclista.

Intendiamoci: le leggi ci sono e vanno rispettate, ma si sta facendo prevenzione, repressione o, più semplicemente, un po' di multe a caso per riempire le casse? A quell'ora, se veramente si volesse migliorare la circolazione della città, basterebbe fare un salto alla vicina Via Cola di Rienzo, via di shopping, dove la seconda (quando non la terza fila), rende la via percorribile solo a passo di lumaca.

E' vero, siamo romani e decisamente indisciplinati, ma perché lì non si fa nulla? Ah, è vero: bisognerebbe discutere e poi camminare avanti indietro per la via (lunga un chilometro) a multare. E poi, forse, i negozianti non gradirebbe cotanto zelo, perché ogni parcheggio in doppia (o tripla) fila è un potenziale acquirente.

Se c'è, oggi, chi inneggia a Fleximan - e ovviamente  sbaglia perché poi quegli autovelox tagliati alla fine li paga il cittadino - gli organi competenti dovrebbero quantomeno impegnarsi, ma veramente, a favore della prevenzione e della sicurezza, su strade che ne hanno bisogno. Sicuramente la comodissima Olimpica, progettata per attraversare la Capitale e far scorrere il traffico nel 1960 prima delle Olimpiadi, non è fra queste.

Roma, AD MMXXIV.

 

 

 

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