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SBK, Bautista fa pretattica e si nasconde a Jerez, Iannone grande sorpresa

L’ANALISI - Alvaro non ha utilizzato la gomma da qualifica tantomeno è andato alla ricerca del tempo. Nella simulazione è ancora lui a dettare il passo con Andrea che stupisce sul rendimento con la 800

SBK: Bautista fa pretattica e si nasconde a Jerez, Iannone grande sorpresa

Per certi versi fa strano vedere Alvaro Bautista chiudere i test di Jerez fuori dalla top ten a oltre un secondo e mezzo di distacco da Nicolò Bulega. Guardando la classifica da fuori ci sarebbe infatti da preoccuparsi, invece la situazione è esattamente il contrario. 

Il campione del mondo può infatti dirigersi in Portogallo con la consapevolezza di quanto fatto e i motivi non mancano. Innanzitutto è stato uno dei pochi a non aver mai utilizzato la SCQ, lavorando prevalentemente con gomma usata tra SCX e SC0. Oltre al mancato utilizzo dello pneumatico da qualifica, Bau Bau ha sfruttato la due giorni per capire quale tipo di strada imboccare con i 6 kg di zavorra. Nel box c’erano infatti due varianti di Ducati e alla fine è stata presa una scelta ben mirata per quanto riguarda la distribuzione dei pesi. 

C’è poi dell’altro perché un’ulteriore conferma del rendimento dello spagnolo arriva dai suoi cronologici. In occasione del long run del giovedì, svolto con la SCX attorno all’ora di pranzo, l’alfiere Aruba ha infatti mostrato un passo sull’1’39” alto a tal punto da siglare quello più veloce dopo ben otto tornate. 

Bulega, che ha realizzato il nuovo record della pista con la SCQ, si è rivelato per tutti imprendibile sul giro secco. Come lui stesso però ha ammesso, c’è da compiere un passo avanti sulla lunga distanza per quanto riguarda la gestione della gomma in gara. Ovviamente siamo solo all’inizio e la certezza è che il tempo sia tutto dalla parte del campione in carica della SuperSport. Bisogna comuque osservare che Bradl con la MotoGP è stato molto lontano da Bulega, perché si è concentrato sullo sviluppo, provando alcune parti senza mai cercare il tempo.

Rimanendo sempre in tema Ducati, un pilota che ha nuovamente stupito in sella alla Panigale è stato Andrea Iannone. The Maniac ha infatti chiuso il test in sesta posizione alle spalle della Honda di Bradl. Particolarmente interessante è stato il suo lavoro svolto il giovedì pomeriggio in occasione del long run di quasi dieci giri. 

Dopo aver siglato la miglior tornata con la SCQ in 1’38”744, il portacolori Go Eleven ha sfruttato la 800 per una breve simulazione. Inizialmente Iannone è riuscito a scendere nuovamente sotto il muro dell’1’39” per poi martellare costantemente sull’1’39” attestandosi sull’1’39” alto. Un rendimento che lascia certamente il sorriso al pilota di Vasto per quanto profuso in pista a tal punto da meritarsi i complimenti dagli ingegneri di Borgo Panigale. 

Ovviamente siamo solo all’inizio e dare giudizi ora è veramente difficile, perché nei test ognuno segue il proprio metodo di lavoro con le rispettive priorità. C’è chi tira fuori gomme da qualifica, chi le risparmia, chi ha bisogno di lavorare sulle sensazioni e fare tutte le dovute comparative del caso con il materiale a disposizione. La verità la scopriremo quindi a partire dall’Europa in attesa che il Mondiale prenda il via tra meno di un mese nella spettacolare cornice di Phillip Island. 

Di sicuro Alvaro Bautista sarà della partita e per certi versi ci fa sorridere quando ieri, al termine delle prove, ha dichiarato di essere lontano e preoccupato. In poche parole ha mentito ai media presenti in pista, prendendoci in giro: i cronologici lo vedono ancora una volta come la lepre da rincorrere nonostante una zavorra applicata di 6kg e i dolori al collo per la caduta di fine ottobre a Jerez. 

In tutto ciò Andrea Iannone si sta cucendo sempre più su misura questa Ducati V4, nonostante lo stop di quattro anni dalle corse. Per la The Maniac la Superbike è un mondo nuovo, completamente da scoprire, come lo sarà il prossimo test a Jerez. Lui però sta dimostrando di volere bruciare le tappe con l’obiettivo di recitare una parte da protagonista nel mondo delle derivate. Una storia che affascina la sua, ancora tutta da scrivere, dove Andrea non ha mai rinunciato a essere pilota confermando la sua essenza.

La strada pare tracciata, non resta che seguirla.

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