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SBK, Rea: “Ho capito perché Toprak riusciva a essere così veloce con la Yamaha”

“In Yamaha ho trovato la moto che mi aspettavo e oggi abbiamo messo insieme il pacchetto perfetto. Mi aspetto di essere competitivo a Phillip Island, anche se non so ancora per che posizioni potremo lottare”

SBK: Rea: “Ho capito perché Toprak riusciva a essere così veloce con la Yamaha”

Si è chiusa con una nota decisamente positiva la due giorni di test a Jerez di Jonathan Rea, che lascia l’Andalusia con secondo solo a Nicolò Bulega nella classifica dei tempi. Un balzo avanti, rispetto al settimo crono di mercoledì, figlio del duro lavoro compiuto dal box Yamaha, che è riuscito a dare al Cannibale ciò di cui aveva bisogno.

Stamattina mi sono sentito subito molto meglio con la moto, abbiamo trovato più trazione al posteriore e mi sono sentito sempre più a mio agio ad ogni giro - ha spiegato Johnny a fine giornata - Poi è arrivato il momento di fare la simulazione gara e siamo riusciti a mettere insieme il pacchetto perfetto e anche fine turno mi sentivo abbastanza bene con il set- up da rientrare per montare la gomma da qualifica, ma la squadra mi ha detto che non c’era abbastanza tempo se non per provare la partenza. Si può sempre fare di più nei test, provare più cose o variare di più la messa a punto, ma voglio davvero ringraziare i miei meccanici che hanno lavorato sodo già da ieri mattina”. 

Sebbene la posizione finale non sia esattamente quella che avrebbe voluto occupare Rea, il sei volte iridato non può che essere contento per il lavoro svolto in Spagna.

“A essere sincero, non credo che la mia moto sia dove dovrebbe essere. Non sei mai felicissimo se non sei in cima alla lista dei tempi - ha osservato il 36enne - Nonostante ciò, credo che dobbiamo essere molto soddisfatti del lavoro che abbiamo fatto. La cosa buona è che sento che se dovessimo gareggiare domani potremmo essere competitivi e questo è positivo. Staremo a vedere perché i test collettivi possono essere sia un bene che un male, perché ognuno ha il proprio programma e i suoi obiettivi da raggiungere, ma essendo in pista tutti insieme poi inizi a pensare ai riferimenti e ai tempi degli altri, senza avere idea di cosa stessero facendo o di che gomme abbiano usato. Ho guardato un po’ i tempi sul mio ipad durante i test, ma non voglio stare a guardarci troppo. Preferisco concentrarmi su me stesso e sulla moto”.

Una R1 che il Cannibale sta imparando a conoscere sempre più a fondo“Ho capito abbastanza bene la moto, le aree su cui dobbiamo concentrarci e il perché Toprak riusciva a essere così veloce e più forte di me in alcune gare. La squadra ha fatto davvero un ottimo lavoro e la moto è molto facile da usare, la configurazione del motore è ottima ed è piacevole da guidare” ha spiegato Jonathan, senza però voler entrare troppo nel dettaglio in merito alle differenze tra la sua nuova arma e la sua vecchia Ninja.

“Francamente non piace parlare delle differenze, ma ciò che posso dire è che ho trovato la moto che mi aspettavo, perché l’anno scorso avevo visto da vicino Toprak e quello che riusciva a fare con questa moto. La Yamaha ha sicuramente dei punti di forza più marcati rispetto alla mia precedente moto, ma anche delle aree in cui penso che possano migliorare con l’esperienza che ho maturato con i due costruttori per cui ho corso in passato - ha affermato - Stiamo cercando di lavorare insieme. Il gruppo è molto esperto e abbiamo un ottimo supporto tecnico da parte della Yamaha, dobbiamo solo cercare di mettere insieme tutti i dati e avanzare. Penso che Yamaha abbia fatto un ottimo lavoro, anche con GRT e gli altri team clienti. Abbiamo un sacco di dati, le moto sono praticamente le stesse e anche i piloti satellite sono veloci e tutto questo rende più rapido sviluppare e fare progressi”.

Dopo i prossimi test di fine gennaio a Portimao sarà il momento di volare in Australia per le ultime rifiniture prima dell’ultima gara dell’anno. Ma nonostante le ottime sensazioni, per Rea è ancora troppo presto per crearsi delle aspettative in termini di risultati.

“Non si può mai sapere, perché Phillip Island è una pista strana, con gare strane, ma mi aspetto di essere competitivo e di lottare, anche se non so ancora per quale posizione - ha ammesso - Dovremo aspettare le prime gare, Australia, Barcellona e Assen, e poi potremo iniziare a capire quali possono essere le nostre reali aspettative per questa stagione”.

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