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MotoGP, Andrea Migno riparte da VR46: “torno nel Motomondiale dalla porta principale”

“Mi ero illuso che il podio in Argentina sarebbe servito a qualcosa, ma le porte si aprono solo con i soldi. Ho metabolizzato l’idea di non poter più essere un pilota ad alto livello, però l’obiettivo resta vincere il Mondiale. Anche in altre vesti”

MotoGP: Andrea Migno riparte da VR46: “torno nel Motomondiale dalla porta principale”

Agli osservatori più attenti non sarà sfuggita la presenza di Andrea Migno durante la presentazione del team Pertamina Enduro VR46, tenutasi ieri al Palazzo dei Congressi di Riccione. Dopo aver visto tramontare ogni speranza di essere al via della prossima stagione del Motomondiale indossando casco e tuta, il 28enne nato a Cattolica si prepara infatti per vivere un nuovo capitolo della sua carriera all’interno della squadra di Tavullia, per la quale rivestirà il ruolo di coach assistant e analista video.

“Purtroppo al momento non riesco più a continuare la mia carriera da pilota, in quanto il 90% dei team ha delle richieste economiche importanti che non riesco a sostenere - ci ha raccontato Andrea a margine dell’evento - Di conseguenza ho avuto la splendida opportunità, che mi ha offerto il team VR46, di entrare nel Motomondiale dalla porta principale, come collaboratore, e sono molto contento di poter dare il mio contributo e supporto al team e ai piloti, per provare a far bene tutti i fine settimana, cercare di lottare per il podio, e dare il massimo anche per il campionato”.

Andrea, ci spieghi in cosa consiste di preciso il tuo lavoro?
“Io farò riferimento a Idalio Gavira che è il rider coach principale, andremo insieme a vedere i pilota in pista e in più io farò delle riprese video che poi andremo ad analizzare per dare loro delle direttive per migliorare e perfezionare la performance”.

Pensavi che ti sarebbe presentata qualche altra opportunità dopo il podio in Argentina?
“Sinceramente sì. Sono stato uno sciocco e un illuso perché non è servito a niente e ho sbagliato a sperare che qualcosa si muovesse dopo l’unico podio italiano in Moto3 del 2023, che ho conquistato diciamo ‘da casa’, visto che la settimana prima ero a vedere i piloti e quella dopo ero lì a correre con loro. Era un po’ il crocevia della mia carriera, invece non è successo niente e mi è dispiaciuto”.

Nemmeno il tuo debutto in MotoE e in SSP ha smosso qualcosa?
“Le porte si aprono se porti almeno 150.000 euro. È un budget almeno come quello che le apre, più che il podio in Argentina. Però capisco che questo mondo funzioni così e adesso non ci penso più tutti i giorni. Ormai, l’ho metabolizzato e intraprendo questa via parallela in questo mondo con grande entusiasmo e grande voglia. Ovviamente la passione e la voglia di essere piloti ci sono sempre, però sono comunque contento di essere qui in queste vesti. Non mi manca niente”. 

Quanto è stata dura all'inizio accettare di essere senza una sella?
“Ho iniziato a sentire un po’ di amaro in bocca già a fine 2022. Poi, dopo la prima gara del 2023 mi hanno chiamato per sostituire Fellon, sono andato in Argentina. Dopo di che ho corso qualche altra gara, non esente da problemi, ma ho comunque avuto l’opportunità di tornare a fare qualche GP nel Mondiale. Quando però ho visto che dopo il podio non si era smosso niente e ho capito che non era ‘servito a nulla’, mi sono reso davvero conto che ero un po’ più vicino alla fine della mia carriera da pilota che a una risalita. L’anno scorso è stato l’anno più difficile della mia carriera, poi fortunatamente è arrivata questa opportunità di entrare nel paddock come collaboratore e di redimermi con un altro ruolo. Il mio obiettivo è sempre quello di vincere il Mondiale, al momento non posso più farlo da pilota ma sarò comunque contento di riuscirci magari in maniera alternativa, come con questo ruolo. Magari non quest’anno, ma ovviamente lavoreremo per far sì che sia il prima possibile”. 

Come vedi questa stagione per Bezzecchi e Di Giannantonio?
“Bez ha fatto un anno splendido la passata stagione. Sarà sempre più dura perché combatte al più alto livello possibile di questo sport, ma ha già dimostrato di poter essere a pieno regime tra i migliori del Mondo. Quindi, lo aspetta una stagione difficile, ma siamo fiduciosi. Anche Diggia ha finito la stagione in maniera importante e ha vinto delle gare in MotoGP, quindi sarà sicuramente anche lui tra i migliori”.

Guardando al futuro, quindi, vorresti continuare a essere parte attiva nella squadra?
“Sicuramente. Ormai ho metabolizzato il fatto di non poter più fare il pilota ad alto livello nel Mondiale, però la passione e la voglia di esserci sono quelle, quindi  non nego che adesso mi ispiro a persone come Gino Borsoi, Pablo Nieto e tanti altri team manager che stimo molto e hanno fatto un percorso simile al mio, raggiungendo grandi traguardi. In questo momento sono entusiasta di partire e vedere come sarà la mia prima stagione da non pilota. Poi, ad oggi, direi che parallelamente mi piacerebbe continuare a esserci nel Motomondiale”.


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