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MotoGP, Martin: "senza il viaggio con il team a Punta Cana non sarei più in Pramac"

"L'incidente di Portimao del 2021 mi ha cambiato molto. Dopo il successo in Stiria trascorremmo assieme una settimana, in spiaggia. Fu di grande aiuto per affrontare le criticità che si presentarono poi nel 2022"

MotoGP: Martin:

Si è rivelato la sorpresa del 2023. Jorge Martin su Ducati Pramac è riuscito a mettere in difficoltà Pecco Bagnaia fino all’ultima gara e per la prima volta nella storia della disciplina ha portato una squadra privata ad aggiudicarsi il titolo. Due traguardi importanti che lui stesso ha riconosciuto non sarebbero stati possibili in un altro momento della scuderia di Borgo Panigale.

All’epoca di Lorenzo la moto andava bene, ma non vinceva, perché lo stava facendo Marquez – ha dichiarato il 25enne a DAZN spiegando cosa lo abbia spinto ad appoggiare il programma della Casa italiana a fine 2020 - Personalmente ho cercato di osservare quello che facevano Pecco e Miller e ho visto che anche le satellite stavano cominciando a ottenere buoni risultati. Questo mi ha portato a tentare il salto. E’ stato complicato. Ricordo di aver parlato tantissimo con mio padre. Tra le opzioni c’erano Yamaha, Honda e appunto la Rossa. Erano tutte satellite, ma offrivano una moto ufficiale. Non è stato semplice, ma alla fine siamo riusciti a strappare questo contratto e ora sono contento”.

Malgrado siano passati tre anni, Martinator non ha dimenticato la prima volta che si è messo in sella alla Desmosedici. “Il suo motore è potentissimo, per cui ricordo che da subito cercai di dare il gas al 100%. Senza paura. Il primo giorno distrussi pure una moto. Al box furono risate, ma mi dissero di non farlo più”.

A questo proposito parlando di sé stesso, il madrileno ha rivelato di essere un irrequieto. Sono una persone esplosiva, che non riesce a stare in un posto per più di una settimana. Che sia Andorra, Madrid o le vacanze, sento l’esigenza di andare in un posto diverso. E’ probabile che anche in qualifica mi capiti questo. Do subito il massimo e poi basta. E’ da sempre una mia caratteristica, anche se alla fine nelle corse sono riuscito a gestirmi meglio tanto da vincere un campionato (in Moto 3 nel 2018). Detto ciò arrivato in MotoGP ho cercato di lavorarci su e migliorare”,  le sue parole. 

Solitamente chi guida di "pancia" come lui è più portato alle cadute. Una delle peggiori è avvenuta a Portimao nel 2021. “Di quel momento ricordo solo che stavo affrontando il giro e ho perso il controllo. Per il resto buio. Le prime immagini che ho in mente sono di me a terra e il viso di Angel Charte. Ho sofferto abbastanza, avevo molto dolore. All’ospedale non riuscivo ancora a rendermi conto della situazione. Quando ho preso l’aereo per Barcellona sono stato molto male. Qualcosa che non auguro a nessuno. La mia famiglia però mi è stata vicina e mi ha aiutato a recuperare la motivazione. Ho perso 8 kg, ma dopo l’operazione il mio unico pensiero era recuperare”.

Di positivo c’è che dall’incidente l’istrionico pilota classe ’98 è uscito rigenerato: “Mi ha portato ad essere più calmo. Anche quando devo fare un giro veloce, nell’out lap aspetto che le gomme siano a temperatura. Il mio è stato un errore di inesperienza”.

Dopo la tempesta esce sempre il sole e anche nel suo caso è andata così, con l'incredibile successo in Stiria a pochi mesi di distanza. “Come promesso, andammo a celebrare a Punta Cana. Unisce molto festeggiare con tutto il team. Trascorremmo assieme una settimana, in spiaggia. Fu di grande aiuto per affrontare le criticità che si presentarono poi nel 2022. Probabilmente senza quel viaggio avrei cambiato scuderia”.

 

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