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Spagna: incidenti in aumento per i motociclisti, si pensa ad una nuova legge

Aumentano del 10% i morti in Spagna. Si pensa al casco integrale/modulare obbligatorio, ai guanti omologati ed a dei corsi di formazione e recupero punti. Intanto, in Italia...

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Partiamo con il dire come siamo messi in Italia, Paese leader della produzione di sistemi per la sicurezza motociclisti. Noi abbiamo obbligatorio il casco. Airbag? Non obbligatorio. Guanti, paraschiena, stivali, in generale abbigliamento tecnico? Niente di obbligatorio. Non si parla di "ledere" la libertà personale di ognuno. Non si può parlare di "Io sono responsabile di me stesso". Si tratta di proteggersi per non farsi male. Si tratta di evitare di farsi male, finire in ospedale, e gravare sul bilancio statale della sanità.

Il Portale della Sicurezza Stradale, in particolare IlCentauro, ci offre un ottimo spunto per parlare di sicurezza, visto che è arrivata puntuale, l'analisi della sinistrosità italiana che ASAPS effettua ogni giorno, in tempo reale. I dati purtroppo parlano di una criticità dei motociclisti, vittime di diversi sinistri. Purtroppo qui in Italia non si fa nulla per migliorare la cosa, mentre all'estero se ne parla, e ci si muove.

In Spagna, si procede "spediti" verso la sicurezza

Guardando alla Spagna, la DGT (Direzione Generale del Traffico), agenzia interministeriale che lavora insieme al governo, ha già in mano i dati 2023, al contrario nostor, dove l'Istat è fermo al 2022. La proposta? Guanti omologati, caschi integrali/modulari obbgligatori per tutti e corsi di formazione e recupero punti. I nostri cugini d'Oltralpe, hanno dunque spianato la strada, visto che in Francia i guanti sono obbligatori già dal lontano 20 novembre 2016. Proposte sane, corrette, e che dovrebbero essere fatte anche nel Bel Paese, dove nel 2022 si sono registrati 3.159 morti (+9,9%), 223.475 feriti (+9,2%) e 165.889 incidenti stradali (+9,2%). Analizzando nell specifico i dati relativi a noi motociclisti, troveremo: 781 vittime (+12,4%), più 70 morti tra i ciclomotoristi (+4,5%).

La proporzione è presto fatta, grazie ai dati del PRA 2022 relativi al parco circolante: 7.302.597 motocicli contro 40.213.061 autovetture. Naturalmente il picco dei sinistri, così come dei decessi, lo si registra nella bella stazione e nei fine settimana, dove i più prendono la moto. Un motociclista, rileva l'ASAPS, rischia di perdere la vita sulla strada – a parità di chilometri percorsi – 24 volte in più alto rispetto ad un automobilista. Veniamo alla Spagna, dove nel 2023 la letalità motociclistica è aumentata del 10% rispetto al 2022. Parliamo di ben 463 vittime, con la DGT che fa sapere che si tratta de “il dato più alto dal 2014”.

Tutto questo nonostante in Spagna ci sia una forte presenza di Forze dell'Ordine sulle strada. Tra pattuglie, radar ed una flotta aerea di elicotteri, tutto è controllatissimo, soprattutto i cosidetti “puntos negros”, ovvero i punti dove si registrano più incidenti. A differenza nostra poi, in Spagna tutte le polizie, possano essere statali, regionali o municipali, collaborano insieme e fanno riferimento tutte alla DGT. Cosa significa? Che quest'ultima elabota di dati in tempo reale e applicano la corretta strategia praticamente in diretta. L'obbligatorietà di questi dispositivi? Pare partirà già da quest'anno. Ricapitolando: guanti omologati, casco integrale o modulare, corsi di guida sicura per accedere alle cilindrate maggiori e corsi specifici per motociclisti in caso di perdita di punti dalla patente.

La situazione francese

Passiamo alla Francia, dove gli studi sui guanti fanno riflettere, studi effettuati dal CNSR (Conseil National de la Sécurité Routière). Da quel lontano 20 novembre 2016, il rischio di lesioni gravi, come abrasione e fratture, si è ridotto del 68%! Ancora, l’utilizzo delle protezioni adeguate in tutto il corpo, in sinistri avvenuti tra i 30 ed i 50 orari, è risultato garanzia di sopravvivenza e limitazione delle lesioni. Parliamo di una diminuzioni del 40% del rischio di fratture alla caviglia per chi indossava stivali motociclistici. Attenzione a non indossare i guanti, è prevista la decurtazione di un punto dalla patente ed una una multa di 68 euro.

Sempre Oltralpe, si parla ormai da 10 anni di rendere obbligatorio l’uso del casco integrale o modulare, chiuso durante la marcia. Il CNSR parla chiaro dei  suoi studi: il 27% delle vittime tra i ciclomotoristi ed il 30% di quelle tra i motociclisti avevano il casco allacciato male o di taglia errata. Morale? Espulsione della protezione con effetti letali. Del resto, si sa, il jet espone la metà inferiore del viso a qualsiasi impatto in caso di caduta.

In Spagna la DGT va dunque dritta al punto, visto che le commissioni sono al lavoro per la variazione dei decreti e per la predisposizione della nuova segnaletica. In Italia invece continuiamo così, a morire sì, per manti stradali in pessime condizioni, segnaletiche pericolose, guard rail, per gli altri utenti della strada distratti da un social network... ma siamo sicuri che andare in moto senza protezioni sia la cosa corretta da fare? Dicono che i motociclisti si dividano in due categorie: chi è già caduto, e chi deve ancora cadere. Toccandosi le balle, soprattutto per i secondi, di solito chi è della prima categoria, indossa le protezioni da quel momento, se non lo faceva già da prima. Riflettiamoci su...

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